venerdì 30 ottobre 2015

5/11 inizia il processo Mafia Capitale

[Mezus andare qui non isettare. Meglio andare che non aspettare. Frase sarda] Non potrà essere in aula a seguire l'intero processo su Mafia Capitale, Massimo Carminati, ritenuto dalla Procura di Roma il capo dell'organizzazione che operava a Roma intrecciando interessi della criminalità con quelli politici ed economici. Lo ha stabilito il presidente della X sezione penale Rosanna Ianniello, tribunale davanti al quale si svolgerà il maxi processo che prenderà il via il 5 novembre. Il divieto di presenziare alle udienze è stato esteso anche ad altri due personaggi chiave dell'inchiesta sul cosiddetto "Mondo di mezzo": Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative, e a Riccardo Brugia. La decisione è stata presa per ragioni di sicurezza. Carminati è attualmente detenuto nel carcere di Parma in regime di 41 bis mentre Buzzi si trova a Tolmezzo. Il presidente Ianniello ha, inoltre, stabilito che non potranno essere presenti alla sola prima udienza anche altri 14 imputati, tra cui l'ex ad di Ama, Franco Panzironi e l'ex componente del tavolo sui migranti, Luca Odevaine. In totale sono 46 le persone imputate nel processo. Dalla seconda udienza il procedimento si sposterà nell'aula bunker del carcere di Rebibbia dove il tribunale spera di poter svolgere fino a quattro udienze a settimana fino al prossimo luglio. Una decisione che, insieme alla scelta di far partecipare alcuni imputati solo in videoconferenza, ha scatenato la reazione dei penalisti che hanno indetto uno sciopero dal 9 all'12 novembre. Sarà giudicato invece il 26 novembre con rito abbreviato l'ex assessore alla Casa del Campidoglio, Daniele Ozzimo, insieme all'ex consigliere Massimo Caprari e altri tre imputati. Nel corso della prossima udienza, il gup si pronuncerà anche sulle richieste di parte civile avanzate da Roma Capitale, dalla Regione, da "CittadinanzaAttiva" e da "Assoconsumo". Slitta invece al 21 dicembre prossimo la decisione del gup di Roma Alessandra Boffi sulla richiesta di patteggiamento concordata dalla procura con i difensori di quattro ex dirigenti della cooperativa "La Cascina" coinvolti nell'inchiesta su MafiaCapitale. Sono Francesco Ferrara, Domenico Cammisa, Salvatore Menolascina e Carmelo Parabita. Le pene concordate vanno da due anni e otto mesi (Ferrara) a due anni e sei mesi di reclusione (gli altri tre). Tutti sono accusati di corruzione nei confronti di Luca Odevaine, già appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull'accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, al fine di ottenere l'appalto per la gestione del Cara di Mineo. Nuovo arresto nell'ambito dell'inchiesta Mafia capitale: ai domiciliari è finita Clelia Logorelli, 50 anni, dirigente preposto al Settore verde di Eur Spa, accusata di corruzione. La misura restrittiva, disposta dal gip di Roma, è stata eseguita stamani dai carabinieri del Ros. Secondo l'accusa la Logorelli - in concorso tra gli altri con Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative - nella sua qualità di dirigente preposto al Settore verde di Eur Spa, responsabile parchi e giardini, avrebbe compiuto atti contrari ai doveri di uffici in cambio di uno "stipendio" mensile pari a 2.500 euro. Denaro che avrebbe ricevuto a più riprese da Buzzi, amministratore delle cooperative riconducibili al gruppo criminale capeggiato da Massimo Carminati. Clelia Logorelli "si è fatta comprà subito". Lo dice Salvatore Buzzi in una conversazione intercettata il 12 dicembre 2013. Buzzi si trova in auto insieme ad una sua collaboratrice. Questo un passaggio di una sua frase intercettata dai Ros, così come riportato negli atti dell'inchiesta: "allora sono andato... a fare i regali per Dino, 6.000 euro di vino... poi sono andato... all'EUR a parl...., a compramme...quella che mi controlla... niente, si è fatta comprà subito.. poi sono andato in Ama a parlà con il Direttore generale, poi in Ama con il Direttore delle strategie...". Secondo gli inquirenti Buzzi fa riferimento alla Logorelli quando dice "si è fatta comprà subito": un termine, annotano gli investigatori, "sovente utilizzato da Buzzi per indicare dazioni di denaro a pubblici ufficiali". I fatti si sarebbero verificati, secondo gli accertamenti dei carabinieri del Ros, tra il dicembre 2013 e il novembre 2014.   "EUR SpA comunica che ha disposto la sospensione cautelare del rapporto di lavoro con la dipendente Clelia Logorelli, responsabile Servizio Parchi della Società".

1 commento:

  1. Sono 116 gli indagati nella maxinchiesta su Mafia Capitale per i quali la Procura di Roma ha chiesto al gip l'archiviazione. Tra le persone su cui i pm di piazzale Clodio non hanno trovato elementi per proseguire le indagini figurano politici, imprenditori, professionisti e personaggi già al centro di altre inchieste giudiziarie. Tra loro anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Oltre al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti (corruzione e turbativa d'asta), la Procura ha chiesto di archiviare la posizione di Vincenzo Piso, parlamentare, ex PdL ora gruppo Misto a cui era contestato il finanziamento illecito. Molti i politici nella richiesta di archiviazione: il presidente del Consiglio Regionale, Daniele Leodori (turbativa d'asta), l'ex consigliere comunale con delega per lo sport nella giunta Alemanno, Alessandro Cochi (turbativa d'asta) e l'ex braccio destro di Alemanno, Riccardo Mancini (associazione mafiosa) e il capo della segreteria di Alemanno, Antonio Lucarelli (associazione mafiosa). Tra gli imprenditori il costruttore Luca Parnasi (corruzione),presente anche Gennaro Mokbel (riciclaggio), già condannato in primo grado per il caso Tis-Fastweb. Chiesta l'archiviazione per Ernesto Diotallevi (associazione mafiosa). Stesa richiesta per i penalisti Paolo Dell'Anno, Domenico Leto e Michelangelo Curti, finiti nel registro degli indagati per associazione mafiosa.

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