mercoledì 22 luglio 2015

Crocetta e la misteriosa telefonata

[Pesant pretu que qui esseret su bene de s’abbadia. Litigano come se fossero i beni dell’abbazia. Questo proverbio ha origine dalle immense ricchezze che avevano gli antichi monaci Benedettini. Detto sardo] Il pg della Cassazione Pasquale Ciccolo ha chiesto una relazione al procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato sulla vicenda della presunta intercettazione che riguarderebbe il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. Lo scopo è verificare se ci siano "profili di competenza" dello stesso Ciccolo. Il pg della Cassazione è titolare dell'azione disciplinare nei confronti dei magistrati. E la richiesta di una relazione al procuratore generale di Palermo rientra nella normale prassi seguita in vicende che possono riguardare la magistratura. Nel pomeriggio il Comitato di presidenza del Csm deciderà a sua volta se autorizzare l'apertura di una pratica sul caso dell'intercettazione a Palazzo dei Marescialli. La richiesta di un intervento del Csm è stata presentata dal laico di Fi Pierantonio Zanettin. Lo Forte ha dichiarato che "Non risulta alcuna traccia di questa telefonata nei nostri uffici. Siamo assolutamente certi che non ci sia alcun elemento al riguardo qui in Procura a Messina". Lo dice il capo della Procura di Messina Guido Lo Forte riferendosi alla presunta intercettazione tra il presidente della Regione Rosario Crocetta e il suo medico Matteo Tutino riportata dal settimanale Espresso. Procuratore Lo Voi, intercettazione non esiste  - "Certamente le registrazioni che abbiamo a disposizione dipingono un clima di ostilità nei confronti di Lucia Borsellino". "Ma proprio il fatto che abbiamo dovuto ricostruire quel contesto attraverso una faticosa opera di connessione e incastro fra tanti discorsi spezzettati nel tempo è un' ulteriore conferma che l' intercettazione di cui tanto di discute non esiste". Così il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi in un' intervista al Corriere della Sera. "Se fosse esistita - continua il procuratore - l' avremmo certamente utilizzata nel procedimento, perché nei termini in cui è stata diffusa sarebbe stata la dimostrazione plastica dei rapporti difficili all' interno del sistema sanitario regionale. Avrebbe fatto comodo alla tesi dell'accusa, ma non c'è". Il magistrato ammette che senza la rivelazione del presunto colloquio, il caso Crocetta-Borsellino non sarebbe esploso in modo così dirompente: la lettera di dimissioni della Borsellino, afferma Lo Voi, "era stata trattata come polvere nascosta sotto il tappeto. Ed è il sintomo di un' altra anomalia italiana", "la tentazione di agganciare ogni tentativo di ribaltamento degli equilibri politici a qualche iniziativa della magistratura; come se la politica avesse sempre bisogno di un appiglio giudiziario a cui attaccarsi, prima di muoversi". "È una situazione che si protrae da tempo, anch'essa indice di rapporti istituzionali alterati; se si vuole modificare un determinato quadro politico, a livello nazionale o locale, lo si faccia, ma senza tirarci in ballo". "Il nostro compito è fare indagini e processi, non altro. Senza doppi fini. E senza intenti pedagogici, aggiungo io". Il caso Crocetta arriva a Roma. Secondo quanto risulta all'ANSA, il segretario siciliano Fausto Raciti potrebbe incontrare Matteo Renzi giovedì prossimo per discutere della situazione politica in Sicilia. I dirigenti Dem stanno concordando la riunione in base all'agenda di Renzi.

1 commento:

  1. l gip Giangaspare Camerini ha rinviato a giudizio i giornalisti Piero Messina e Maurizio Zoppi - accusati di calunnia e pubblicazione di notizie false - autori dell'articolo sull'intercettazione tra il governatore siciliano Rosario Crocetta e il suo medico, Matteo Tutino, pubblicata sul settimanale L'Espresso nel luglio 2015. Il processo comincerà il 7 dicembre davanti alla quinta sezione del Tribunale monocratico di Palermo. Secondo i giornalisti, nel colloquio Tutino e Crocetta avrebbero parlato dell'allora assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso dalla mafia. Il medico, accusato di falso, truffa e peculato, secondo quanto ricostruito dai due giornalisti, avrebbe detto a Crocetta: "Lucia Borsellino va fatta fuori come il padre". Secondo l'accusa, l'intercettazione con quelle parole non esiste; la sua esistenza è stata smentita più volte dalla procura di Palermo e da altre procure dell'Isola.

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