venerdì 19 giugno 2015

Enac querela Gesap?

[Non c'è una definizione di fesso. Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia; non entra gratis a teatro; non ha un commendatore zio, amico della moglie e potente sulla magistratura, nella pubblica istruzione, ecc.; non è massone o gesuita; dichiara all'agente delle imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data anche a costo di perderci, ecc. – questi è un fesso. Giuseppe Prezzolini] "Ho dato mandato all'ufficio legale dell'Enac di esaminare la possibilità di querelare coloro che in questi ultimi giorni si sono permessi di mettere in discussione l'imparzialità, l'oggettività e la ricerca del solo interesse pubblico, come prevede la legge per l'autorità di vigilanza e sicurezza sugli investimenti, nella vicenda dell'aeroporto di Palermo". Lo dice il presidente dell'Enac, Vito Riggio. La questione riguarda gli investimenti programmati dalla Gesap, società di gestione dei servizi nello scalo 'Falcone Borsellino'. Riggio spiega di seguire il dossier Palermo in stretta collaborazione con il ministro Graziano Delrio, "informato di tutto". Tra i vari compiti dell’Enac vi è anche quello di assolvere funzioni istituzionali di monitoraggio e controllo sull’attività dei gestori che, in qualità di concessionari di aeroporti, sono tenuti a garantire l’efficiente ed ottimale utilizzo di un bene di pubblica utilità. Vari gli strumenti che stabiliscono il rapporto tra l’Ente concessore di un bene demaniale, per conto dello Stato Italiano, e la società concessionaria della gestione dello scalo e il contratto di programma che disciplina, tra l’altro, la programmazione degli investimenti necessari per un determinato aeroporto. Nel caso del ‘Falcone e Borsellino’, per potenziare lo scalo il gestore totale Gesap era stato chiamato a fare una serie di investimenti, ma, in mancanza di passi concreti, nel 2012 l’Enac aveva dovuto avviare un percorso di verifica volto ad accertare la sussistenza dei requisiti posseduti dalla società ai fini del mantenimento della concessione di gestione totale quarantennale, nonché la capacità della società medesima a rispettare gli impegni assunti con la stipula del contratto di programma. Questo percorso era stato chiuso in quanto nel 2014 i soci avevano dato garanzie finalizzate alla ricapitalizzazione della società stessa, ricapitalizzazione successivamente effettuata. Le principali opere necessarie da realizzare nella vigenza del contratto di programma sono: adeguamento funzionale e strutturale dell’aerostazione passeggeri; riqualifica delle piste di volo; potenziamento ed adeguamento impianti 400 Hz infrastrutture air side a fronte di un investimento di circa 67 milioni di Euro. L’Enac chiede pertanto alla Gesap di dare evidenza, attraverso fondi propri o garanzie bancarie, della possibilità di realizzare, entro i tempi previsti, gli obblighi che derivano dal Contratto di programma in essere. Non da ultimo, peraltro, anche alcuni giorni fa, il 16 giugno, la struttura dell’Enac che si occupa di Infrastrutture ha nuovamente scritto alla Gesap ritenendo che le modifiche progettuali più volte ipotizzate non risultino compatibili con gli impegni assunti in sede di Contratto di programma che chiedeva esplicitamente l’adeguamento funzionale e strutturale del terminal, tale da rendere lo stesso adeguato ai requisiti di capacità, nonché agli standard internazionali. In tale lettera, pertanto, l’Enac ha sollecitato la società a porre in essere tutte le azioni necessarie finalizzate ad avviare i lavori entro l’autunno del 2016. Probabilmente è arrivato il momento che la Gesap chieda alla pletora dei suoi ingegneri e al capo della progettazione delle spiegazioni.

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