mercoledì 4 marzo 2015

Il metodo Helg

[Chi non arde non inceude. Chi non arde non incendia. Frase toscana] Il passato potrebbe pesare molto sul presente. Saranno gli inquirenti a chiarire se il “metodo Helg” scoperto lunedì pomeriggio è soltanto un caso isolato oppure no. Di certo c'è che all'aeroporto “Falcone e Borsellino” negli anni scorsi sono stati firmati contratti importanti. Alcuni con gare pubbliche, altri invece a trattativa privata. Proprio gli spazi della pasticceria al piano partenze dello scalo sono stati affidati direttamente a Palazzolo senza alcuna gara. Valore del contratto, 100 mila euro all'anno per sette anni rinnovabili per altri tre. Nella stessa identica situazione, con contratto affidato senza gara, si trova Siciliarte, che con un canone di 120 mila euro all'anno versato alla Gesap ha due negozi di ceramiche di Caltagirone. “Gli altri appalti sono stati affidati tutti con gara”, assicurano dalla società di gestione. Quello più importante, che riguarda i punti ristoro nei vari piani dello scalo, lo ha vinto la società Autogrill della famiglia Benetton per un canone annuo di 1,5 milioni. Un secondo appalto ha riguardato invece tutti gli spazi commerciali, negozi ed edicola: ad aggiudicarselo il colosso Airest del gruppo francese Lagardere per un canone annuo da 1 milione di euro. Altra gara aggiudicata è quella per la gestione del parcheggio coperto, vinta dalla "No problem parking" per 250 mila euro all'anno. La gestione dei parcheggi a Punta Raisi cambierà di nuovo. Scrivevo giovedì 10 febbraio 2011. Almeno in base alla sentenza del Tar di Palermo che ha accolto il ricorso presentato dalle società Final spa e Cremona parcheggi srl assistite dall’avvocato Salvatore Raimondi. Il ricorso presentato contro la Gesap e nei confronti della Quick – Problem Parking che fino adesso ha gestito i parcheggi a pagamento nella zona dell’aerostazione. Con il ricorso si chiedeva l’annullamento della delibera del consiglio di amministrazione della Gesap, del 31 maggio del 2006 con la quale si accettava la sub concessione CarValer della Quick no problem parking spae della no problem parking. Le due società potevano così gestire i parcheggi all’interno dell’aeroporto applicando tariffe che in più occasioni sono state contestate dai passeggeri visto che erano ritenuti pochi gli stalli gratuiti per la semplice sosta e scarico delle valigie. Per i giudici della prima sezione del Tar di Palermo presieduta dal presidente Filoreto D’agostino il ricorso era fondato ed è stato accolto. La formula dell’affidamento stabilita dalla Gesap per i giudici non era legittima. Non solo ma il collegio ha condannato la Gesap al pagamento delle spese processuali liquidate in 10 mila €. Per la Gesap al momento non cambia nulla. Aveva perso l'appalto alcuni anni addietro e la ditta concorrente estromessa doveva subentrare, ma è notizia di questi giorni che la Gesap avrebbe rifatto la gara d'appalto e a vincere sarebbe stata ancora la Quick che per 10 anni ha vinto l'appalto. Questa volta sarebbe stato uno solo  a partecipare, nessun concorrente, zero sorprese. In vista della
privatizzazione che senso ha dare a terzi la gestione del parcheggio che è una fonte di guadagno certa giornalmente? Certo gli incassi del parcheggio non potranno mai risanare il debito che gli amministratori della Gesap, manager che altri gestori ci invidiano,  ma sono soldi certi che entrano, ogni giorno. Si ha l'impressione che Gesap sia sempre di più una scatola vuota, con la logica conseguenza che il valore sia sempre più una corsa al ribasso. Cui prodest? Che GES.A.P., in forza del Decreto n.119T del 2 agosto 2007 del Ministro dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, registrato dalla Corte dei Conti in data 23 novembre 2007, è divenuta concessionaria della gestione totale quarantennale dell’Aeroporto di Palermo; che GESAP, pertanto, gestisce direttamente o tramite terzi, le attività ed i servizi diretti alla assistenza e al conforto dei passeggeri, degli utenti e dei visitatori; che giusta Manifestazione di Interesse, il cui avviso è stato pubblicato da GESAP sul proprio sito internet, sugli albi ENAC, Comune di Palermo e Comune di Cinisi, nonché sull’albo aziendale il 05 agosto 2013 per l’assegnazione in subconcessione di aree esterne del sedime aeroportuale per l’espletamento del servizio di “car valeting” ed “autolavaggio” da effettuarsi a servizio dell’Aeroporto Falcone Borsellino di Palermo (scrivevo venerdì 8 novembre 2013). È la logica conseguenza, e non sarà l’unica, di una gestione molto approssimativa che ha generato un serie di anomalie amministrative. Fonti sindacali sostengono che la Quick nel 2006 avrebbe pagato 120 mila (base annua) per aggiudicarsi l’appalto con una durata di sei anni. Cifra che sarebbe rimasta immutata in tutti questi anni anche se i parcheggi a pagamento sono aumentati di numero, forse andava rivista e aggiornata. Gare chiuse, altre ancora in corso. In scadenza a fine marzo c'è un mega bando da 8 milioni di euro per l'affidamento nei prossimi quattro anni dei servizi di pulizia di tutto lo scalo. Un'altra partita che molte imprese del settore vorrebbero giocare. Se per l'ordinaria amministrazione, insomma, nello scalo si muovono contratti da oltre 7 milioni di euro all'anno, in questi ultimi trenta mesi sono stati avviati appalti per nuove infrastrutture per la cifra ragguardevole di 120 milioni di euro. La gran parte per la nuova palazzina degli uffici, ma anche per la centrale tecnologica (11 milioni di euro), il consolidamento del costone roccioso (1,4 milioni) e, ancora, per la nuova hall arrivi (15 milioni). Ma attorno al “Falcone e Borsellino” si stanno giocando partite milionarie anche per la cessione delle quote della Gesap e delle sue controllate: da poco sono state vendute al prezzo di 1,8 milioni di euro le quote della società di handling che si occupa dei servizi a terra. Ad aggiudicarseli la società dello scalo di Bologna che fa capo al gruppo Zincone. Ma la vera cessione riguarda le quote della Gesap di Comune, Camera di commercio e Provincia. Alla finestra stanno gli argentini della Corporacion America. A sondare il terreno in Gesap sono stati poi professionisti legati agli Emirati Arabi e a fondi d'investimento con sede ad Abu Dhabi e Dubai. Ma anche il gruppo di Vito Gamberale potrebbe piazzare la bandierina in uno scalo del Sud. Un affare, quello dello scalo di Palermo, da almeno 50 milioni di euro.

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