giovedì 12 marzo 2015

60 appalti anomali a Punta Raisi

[Puru li pulici 'ndannu la tussi. Pure le pulci hanno la tosse.  Anche gli individui più insignificanti vogliono dire la loro. Frase calabrese]  Al centro, un business che ha fatto mettere le mani sull'aeroporto di Palermo a grandi big dell'imprenditoria palermitana, colossi nazionali e multinazionali. Non per niente siamo uno scalo internazionale. Dall'aggiudicazione degli spazi commerciali al sevizio di sicurezza, passando per la pulizia dei locali e la pubblicità sui cartelloni, sono tanti i grandi e piccoli appalti avviati in questo modo dalla Gesap: la società nelle mani del presidente della Camera di commercio, Roberto Helg da quattordici anni componente del cda, ma anche di berlusconiani e cuffariani, da Diego Cammarata a Francesco Musotto e Giovanni Avanti, che si sono succeduti alla guida di Comune e Provincia nominando e dettando la linea di cda e management.  E visto i risultati … Sono loro ad aver voluto in questi anni il superdirettore Carmelo Scelta. “Vogliamo sfatare il luogo comune che in alcune zone della Sicilia non serve sapere lavorare se non hai amicizie mafiose, politiche o massoniche”. Comincia così un post in cui nell’ottobre 2008, Alfredo Nocera, denunciava ombre sulla gestione degli spazi commerciali dell'aeroporto Falcone Borsellino. “Sono di Buona Sicilia – scriveva Nocera in un post su Rosalio - l’azienda che fino alla scorsa settimana aveva un negozio in aeroporto a Palermo all’interno delle sale d’imbarco. Essendo una azienda che valorizza il territorio (distribuiamo oltre 100 medio-piccole aziende siciliane) e secondo quanto ci era stato
verbalmente comunicato saremmo dovuti essere trasferiti a breve nelle nuove sale d’imbarco insieme ad altre aziende a “caratterizzazione siciliana”. Noi siamo stati sfrattati, sono rimaste la pasticceria Palazzolo di Cinisi e il negozio di ceramiche Siciliarte. Mi chiedo: che ci sia stata qualche forma di discriminazione?”.  Nocera aveva avuto personalmente le rassicurazioni dal direttore generale Carmelo Scelta e dal presidente Roberto Helg che il suo locale sarebbe stato “riprotetto”. Lo scrive nella denuncia presentata ai poliziotti dello scalo aereo di Punta Raisi il primo aprile del 2009, quando un geometra della Gesap, un certo Neri, gli chiese le chiavi del locale. Da quella denuncia presentata nel 2009 non è successo nulla. “L’amministratore delegato Giacomo Terranova aveva affermato che gli esercizi a caratterizzazione regionale sarebbero stati mantenuti – si legge ancora nella denuncia presentata da Nocera nel 2009. Mi è oscura la ragione per cui tra esse non si trova la mia attività. Confermo quanto dichiarato sui siti di mia pertinenza riguardo ai miei sospetti sulla gestione e l’affidamento delle aree commerciali nel nuovo assetto garantisca solo gli “amici” degli amministratori o compagini politiche”. Adesso dopo la vicenda dell'arresto del vicepresidente Roberto Helg proprio per aver intascato una mazzetta per le gestione degli spazi all’interno dello scalo, quanto denunciato da Alfredo Nocera torna d'attualità. “Mi è chiaro a cosa debbo la mia rovina economica.  Ho dovuto vendere un magazzino per ripianare i debiti e non ho più nulla. La mia vita è stata distrutta dal sistema che emerge dall'inchiesta che ha portato in carcere il vicepresidente di Gesap. Ovviamente sono a disposizione dei magistrati della procura di Palermo o dei carabinieri se adesso mi vorranno sentire”. Come Palazzolo e Tuttobene, anche Nocera, nel passaggio della gestione dell’area commerciale alla società Linea Sole, avrebbe dovuto mantenere un rapporto di concessione diretta con la Gesap, in quanto la sua e le altre due attività valorizzavano le tradizioni siciliane. Nocera aveva avuto personalmente rassicurazioni dal direttore generale della Gesap Carmelo Scelta e dal presidente della Camera di Commercio Roberto Helg che il suo locale sarebbe stato “riprotetto”, cioè che non sarebbe passato al controllo della Linea Sole. Lo racconta, nella denuncia presentata ai poliziotti dello scalo aereo di Punta Raisi, il primo di aprile del 2009, il commerciante che si vide richiedere da un geometra della Gesap le chiavi del locale, perché la concessione non era stata rinnovata. A partire dalla parte che riguarda l'affitto delle aree commerciali. Qui due imprese soltanto hanno avuto affidamenti diretti in posti chiave dello scalo: il pasticcere che ha incastrato Helg che
chiedeva una mazzetta, Santi Palazzolo di Cinisi, e Siciliarte che fa capo a David Tuttobene, a Palermo noto per essere il patron del bar Mida di Mondello e di Calamida alla Cala, ma anche per essere il cognato del deputato Francesco Cascio ex forzista, poi Pdl oggi in Ncd. Due affidamenti diretti e un terzo in subconcessione per il negozio “Buona Sicilia” che nel 2009 però non è stato rinnovato facendo scattare nello stesso anno una denuncia da parte dell'imprenditore Alfredo Nocera. Altra mega gara è stata quella del 2008 per affidare i controlli di sicurezza agli imbarchi: gara vinta dalla Ksm di Rosario Basile, imprenditore da sempre vicino al centrodestra che si è aggiudicato questo servizio che costa quasi 2 milioni di euro all'anno con un ribasso dello 0,08 per cento. Nel 2014 la gara è stata ribandita tra i ricorsi al Tar, persi, di colossi come Mondialpol. Altro settore “caldo” negli appalti Gesap è quello della pulizia dell'aeroporto: per anni gestito dalla Coopservice, con contratto scaduto è prorogato per quattro anni. Tra gli sponsor della ditta c'era l'ex deputato Mpa, Sandro Oliveri, amministratore di una società legata alla Coopservice, la Coservice. Il secondo appalto per le pulizie è stato vinto dalla Manutencop e adesso è in corso una terza gara da 8 milioni di euro per quattro anni. E se nel mirino degli inquirenti sono finiti gli appalti da 15 milioni di euro per la nuova area arrivi, mentre per gli spazi commerciali le grandi gare se le sono aggiudicate Autogrill con canone da 1,5 milioni di euro e Lagardere per 1 milione di euro, altri affidamenti diretti si sono succeduti in questi anni. Uno degli obiettivi degli inquirenti potrebbe essere anche l’appalto per la gestione dei voli vinto dalla Gh Napoli (51% Gesap e 49% Gh), dopo che la Gesap si è ricomprate tutte le quote, lasciando però ai napoletani il ruolo di  socio tecnico. In seguito la Gesap rivende l’80% delle quote della Gh e a vincere è la Marconi che fa sempre capo a Paolo Zincone del gruppo Gh Italia. Gli inquirenti vogliono capire come sono state gestite le due gare, chi ha quantificato e in che modo il valore del 49%, prima, e dell’80%, dopo.  Ultimo quello da 500 mila euro alla Croce Rossa per il servizio di “passeggeri a mobilità ridotta”, svolto fino al 2014 dalla controllata Gesap “Gh”.  Soltanto tra il 2013 e il 2014 sono stati ben sessanta gli affidamenti diretti. A esempio quello da 175 mila euro ad Assicurazioni generali. E, ancora, a una miriade di piccoli imprenditori locali per fornire materiali vari. Decine di contratti firmati senza alcuna gara pubblica.

2 commenti:

  1. David Tuttobene non solo Siciliarte, Mida di Mondello, Calamida alla Cala ma anche nella DEMETRA EXCELSIOR S.R.L. socio di Giovanni Avanti ex presidente della provincia di Palermo. Forse è il caso di inviare gli atti al magistrato Raffaele Cantone.

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  2. Una doverosa precisazione come richiesto dall' Avvocato Santoro su L'ora di oggi: il socio di Giovanni Avanti è si il cognato di Francesco (Ciccio) Cascio ma non David Tuttobene ma bensì l' altro il Sig. Fabio Rubino. A scanso di equivoci quello citato in questo articolo: http://palermo.repubblica.it/dettaglio/la-parentopoli-dei-contributi-i-deputati-pagano-se-stessi/1631959

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