sabato 24 gennaio 2015

Tsipras verso la vittoria

[Cu 'ndeppi focu campau, cu 'ndeppi pani moriu. Chi ha avuto il fuoco è vissuto, chi ha avuto il pane è morto. Non basta solo avere cibo, il pane, occorre anche avere una casa, il fuoco. Frase calabrese] Un governo Syriza “non rispetterà accordi firmati dal suo predecessore”: lo ha detto in conferenza stampa Alexis Tsipras, spiegando che “il nostro partito rispetta gli obblighi che derivano dalla partecipazione della Grecia alle istituzioni europee. Ma l'austerità non fa parte dei trattati di fondazione dell'Ue”. “Il mio primo viaggio all'estero non sarà a Berlino, sarà a Cipro”, ha detto in conferenza Alexis Tsipras, spiegando che “Merkel non è più speciale di altri leader Ue”. Il presidente di Syriza ha quindi detto che “è inaccettabile che un paese dell'Ue sia gestito da impiegati secondo livello della troika”. Tsipras irrefrenabile nelle ultime ore di campagna
elettorale: dopo il bagno di folla a Piazza Omonia ad Atene, oggi tiene una conferenza stampa per i canali tv greci allo Zappeion, che domenica ospiterà il centro stampa per le elezioni. Tsipras ha ribadito la natura cruciale e storica del voto di domenica prossima: “Il vero dilemma è tra la continuazione della tragedia e dei sacrifici senza fine o il ritorno alla speranza, allo sviluppo, alla normalità e alla democrazia”. Se la gente sceglierà Syriza, il 26, giorno dopo il voto “potrebbe essere una pietra miliare storica”. A poche ore  dal cruciale voto politico in Grecia, il divario tra i due principali partiti della Grecia, Syriza il partito di sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras, e Nea Dimokratia, di centro-destra, del premier Antonis Samaras, aumenta. Inoltre nel nuovo Parlamento entrerebbero 8 partiti, ma nessuno con la maggioranza necessaria per formare il governo. Secondo un sondaggio Gpo per la stazione tv Megatv, Syriza ottiene il 32,5% delle preferenze contro il 26,5% di Nea Dimokratia. A due giorni dal cruciale voto politico in Grecia, il divario tra i due principali partiti della Grecia, Syriza il partito di sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras, e Nea Dimokratia, di centro-destra, del premier Antonis Samaras, aumenta. Un solo obiettivo: ottenere dai connazionali greci la maggioranza alle imminenti elezioni politiche del 25 gennaio per far sì che il suo partito, Syriza, possa formare un governo monocolore ed attuare senza intralci il suo programma. Eliminare l'austerità imposta dalla troika, che ha messo in ginocchio la Grecia, e con essa anche la vecchia e corrotta classe politica che si è letteralmente “mangiato” il Paese. Questo è quanto chiede da giorni ai greci Alexis Tsipras, il leader di Syriza, il maggiore partito d'opposizione al governo di coalizione formato da Nea Dimokratia (centro-destra, del premier Antonis Samaras) e dal socialista Pasok del vice premier Evangelos Venizelos. “Abbiamo la volontà, il coraggio e la determinazione di dare battaglia, e di vincerla, per un grande cambiamento progressista”, sottolinea di continuo Tsipras nei comizi ribadendo la convinzione che Syriza uscirà vincitore dalle urne. “Una vittoria - a suo parere - che segnerà la fine delle politiche di austerità, l'allontanamento della troika dalla Grecia e che caccerà via anche il sistema politico corrotto che ha distrutto il Paese”. Un programma che di certo fa presa sulle masse - anche se da parecchio Tsipras ha abbassato i toni affermando di voler “rinegoziare” e non cestinare il Memorandum - ma che, secondo analisti greci e stranieri, dimostrerebbe solo le capacità affabulatorie e demagogiche del leader di Syriza in quanto, a parere dei critici, le sue promesse elettorali sarebbero contraddittorie e irrealizzabili, pena la sospensione del sostegno finanziario della troika e l'uscita della Grecia dall'Eurozona. Nonostante anche in questa
campagna elettorale, come nelle precedenti, Tsipras si presenti come uomo del popolo e rappresentante della classe operaia, in effetti egli conosce meglio una vita fatta di agi e molto meno il duro lavoro in fabbrica. Ingegnere civile, 41 anni (è nato ad Atene il 28 luglio 1974, quattro giorni dopo la caduta del regime dei colonnelli), proviene da una famiglia della media borghesia e, mentre studia, comincia a fare politica nel movimento dei giovani comunisti divenendo presto uno dei leader della rivolta studentesca contro una legge di riforma scolastica. Membro del Consiglio Centrale dell'Unione Nazionale Studentesca di Grecia dal 1995 al 1997, a maggio 1999 esce dal partito comunista ellenico (Kke) e diventa segretario del movimento giovanile della coalizione della sinistra radicale Synaspismos fino al 2003. Nel 2004 entra a far parte della segreteria politica. Due anni dopo viene eletto consigliere comunale di Atene con oltre il 10% dei voti. Ma fu nel 2006 che si fece notare sulla scena politica quando corse per la poltrona di sindaco di Atene piazzandosi al terzo posto. Nel 2008 viene nominato presidente di Synaspismos diventando il più giovane nella storia della politica greca, da sempre dominata dalle solite tre famiglie (Papandreou, Mitsotakis e Karamanlis). Alle politiche del 2009, con il gruppo parlamentare Syriza, ottiene il 4,6% ed entra in Parlamento. Tre anni dopo, con il Paese devastato dall'austerity e dalla recessione, alla seconda tornata delle politiche Syriza finisce per sfiorare il 27%: quelle elezioni del 6 maggio 2012 proiettano Syriza al secondo posto conquistando il 16,78% delle preferenze e 52 seggi in Parlamento. In pubblico, Alexis Tsipras è noto per il suo categorico no alla cravatta che rifiuta di indossare e chi lo conosce bene dice di lui che è “un perfezionista” al punto tale da portare a volte i suoi collaboratori “all'esasperazione”. Nella vita privata ha una compagna, Betty, la fidanzatina del liceo, da cui ha avuto due figli. È  anche un tifoso di calcio e la sua squadra del cuore è il Panathinaikos di Atene.

2 commenti:

  1. I greci hanno inviato un messaggio chiaro al loro governo, consegnando la vittoria elettorale alla sinistra radicale di Syriza, il partito di Alexis Tsipras, che da domani potrebbe diventare il primo premier europeo a respingere la cura di austerità imposta da Bruxelles a seguito della crisi. Il ministro conservatore della riforme istituzionali Kyriakos Mitsotakis, ha ammesso la sconfitta congratulandosi con Syriza, sottolineando però che “dovrà presto affrontare una situazione difficile”. Secondo le prime proiezioni, la sinistra con più del 36% ha battuto Nea Demokratia, il partito del premier Antonis Samaras, con un distacco di sei punti, ma non sembra avere la maggioranza assoluta dei 300 seggi del Parlamento greco, come era inizialmente apparso dagli exit poll. Terzi i neonazisti di Alba dorata, che nonostante mezzo partito in carcere, si attestano al 6,3% poco sotto il sette per cento del 2012. “Si profila una vittoria storica” ha detto il portavoce di Syriza Panos Skourletis, che ha aggiunto che l'esito del voto “risuona in tutta Europa e le porta sollievo”. La vittoria è stata salutata con esplosioni di gioia al quartier general del partito, una tenda allestita nel centro di Atene, tra canti di Bella Ciao, bandiere e lacrime. Il voto era atteso con ansia dai partner europei, preoccupati dalla dichiarata volontà di Tsipras di rinegoziare l'enorme debito greco e di sfidare i programmi d'austerità imposti in cambio di un prestito da 240 miliardi di euro dalla Ue.

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  2. Pablo Iglesias, leader di Podemos, partito spagnolo di sinistra vicino alle posizioni del greco Syriza, esulta per la vittoria di Alexis Tsipras alle elezioni greche. “Una buona notizia per il Sud dell'Europa, che apre il passo ad un nuovo europeismo”. “La Grecia ha finalmente un presidente del Consiglio greco e non un delegato di Angela Merkel, non una persona assunta per curare gli interessi della Germania ma un patriota, che ovviamente compirà i suoi obblighi internazionali”. Poi torna su uno dei temi fondamentali del suo partito, e anche di Syriza. “Le politiche di austerità non hanno provocato solamente un'enorme sofferenza sociale nei greci, ma si sono rivelate anche completamente inefficaci”. Podemos affronterà la prova delle urne a maggio con le elezioni municipali e regionali alle quali presenterà dei candidati, per poi giocarsi il tutto per tutto alle legislative di novembre.

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