domenica 30 novembre 2014

Sigonella alla Lockheed Martin?

[Non è la vittoria che conta bensì la tenacia e il coraggio coi quali abbiamo lottato. Santa Teresa del Bambin Gesù] “Il Pentagono ha speso negli ultimi due decenni centinaia di milioni di dollari in basi militari in Italia, rendendo quel paese un centro sempre più importante per la potenza dell’esercito Usa. Specialmente dall’inizio della Guerra Globale al Terrorismo nel 2001 l’ US Army ha spostato il suo centro di gravità a sud della Germania, dove la maggior parte delle forze Usa stazionavano dalla II Guerra Mondiale. Trasformando la penisola italiana in una rampa di lancio per le guerre di oggi e domani, in Africa, nel Medio Oriente e oltre”.  Esordisce così un’inchiesta che David Vine (docente universitario, opinionista sui maggiori quotidiani, sulle basi militari Usa all’estero sta scrivendo un libro), ha pubblicato su Tom Dispatch, sito di approfondimento collegato alla nota rivista liberal/progressista The Nation.  Nel raccontare come vengono spesi i soldi dei contribuenti americani, vengono spiegate le strategie Usa nel nostro paese – con una chiarezza inusuale e dettagli forse inediti nelle cronache italiane. Accordi, vantaggi e svantaggi compresi. Per questo motivo, molto probabilmente, a vincere la nuova gara d'appalto a Sigonella sarà la Lockheed Martin, ditta America che già gestisce molti importanti scali militari Usa. Ditta che alcuni anni fa aveva vinto l"appalto. All'interno della base si ha questa sensazione, tra breve, entro questa estate, sapremo se la sensazione era infondata oppure era reale.   La Lockheed Martin è un'azienda attiva nei settori dell'ingegneria aerospaziale e della difesa. Formatasi nel 1995 dalla fusione tra la Lockheed Corporation e la Martin Marietta, attualmente ha sede a Bethesda (Maryland), e impiega circa 140.000 persone. È attiva in quattro settori di business: aeronautica (27% dei 45.2 miliardi di dollari di fatturato nel 2009), sistemi elettronici (27%), sistemi informativi e soluzioni globali (27%) e sistemi spaziali (19%). L'azienda è il maggior contraente militare degli Stati Uniti; nel 2009, l'85% (38.4 miliardi di dollari) del suo fatturato proveniva dai contratti con il ministero della difesa o con altre agenzie federali, e un altro 13% da governi stranieri. Il 31 agosto 2006 la Lockheed Martin si è aggiudicata l'appalto per la costruzione del veicolo spaziale Orione, con il quale la NASA ha intenzione di riportare l'uomo sulla Luna. Le truppe in Germania sono scese dalla caduta del Muro da 250.000 uomini ai 50.000 di oggi, i 15.000 militari (più 16.000 familiari) che stazionano in Italia sono rimasti stabili. Il che significa che la percentuale di forze Usa in Europa basate in questo paese sono triplicate dal 1991, dal 5 al 15%. Con 59 siti-base identificati dal Pentagono, l’Italia è superata  solo da Germania (179), Giappone (103), Afghanistan (100, in diminuzione) e Sud Corea (89). Le basi Usa nel mondo sono globalmente 800 o più.   Aviano, a nord est di Vicenza.  Da quando nel 1992 vi sono stati trasferiti gli F-16 dalla Spagna, l’Air Force l’ha trasformata nella base più importante per ogni operazione militare, a cominciare dalla Guerra del Golfo. Spesi oltre $600 milioni in oltre 300 progetti (Washington ha convinto la NATO a sobbarcarsi metà della spesa, l’Italia ha ceduto gratis 84 ettari. La Marina americana ha cominciato a svilupparla nel 1996 costruendo una nuova base operativa all’aeroporto di Napoli. Accanto vi è sito di supporto ottenuto con un leasing di 30 anni (“la base si trova nel cuore di un’area della mafia napoletana ed è stata costruita da una società legata alla Camorra”). “Nel 2005 la US Navy ha trasferito il suo quartier generale europeo da Londra a Napoli, dal momento che ha spostato la sua attenzione dal Nord Atlantico all’Africa, al Medio Oriente e a Mar Nero. Con la creazione di AFRICOM il cui quartier generale resta in Germania, Napoli è la nuova casa dell’insieme di forze navali Usa e Europa-Usa per l’Africa”.  Sigonella è diventata sempre più importante nell’era della Guerra Globale al Terrorismo, quando il Pentagono ha cominciato a farla diventare il maggior nodo delle operazioni militari americane per l’Africa, distante meno di 150 km nel Mediterraneo. Dal 2001 il Pentagono ha speso per la costruzione della Naval Air Station di Sigonella più che per ogni altra base ad eccezione di Vicenza.  Sigonella, che oggi è la seconda stazione aereo-navale più movimentata d’Europa, è stata usata per prima per i droni di sorveglianza Global Hawk nel 2002. Dopo di che nel 2008 funzionari americani e italiani hanno firmato un accordo segreto che permette formalmente di basare lì i droni.  E i droni consentono la formazione dell’Alliance Ground Surveillance System , del valore di $1.7 miliardi, che dà alla NATO capacità di sorveglianza in un raggio di 15.000 km da Sigonella. Sigonella ospita anche una delle stazioni di comunicazioni satellitari del Global Broadcast Servicee presto vedrà lo sviluppo della base NATO Joint Intelligence, Surveillance &Reconnaissance e del centro di analisi dati e addestramento. Non lontano, a Niscemi, la Marina Usa spera di costruire un’installazione di comunicazioni satellitari ad altissima frequenze, a dispetto dell’opposizione di siciliani e altri italiani  preoccupati degli effetti delle radiazioni elettromagnetiche per gli uomini e l’ambiente. Le basi in Italia hanno giocato un ruolo sempre più importante nella strategia di riposizionamento del Pentagono in gran parte a causa della collocazione geografica del paese.(…)  Le truppe basate in Italia  hanno un accesso diretto alle acque internazionali e allo spazio aereo del Mediterraneo. Ciò permette di dispiegarle rapidamente via mare o via aria.

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