venerdì 21 novembre 2014

Senato Usa blocca riforma Nsa

[La vita è come una cipolla: togli i vari strati, e alla fine scopri che non c’è niente.] James Gibbos Huneker) Già nel 2009, alcuni dirigenti della National Security Agency avanzarono forti obiezioni al programma di intercettazioni dell'agenzia rivelato da Edward Snowden e l'allora direttore della Nsa Keith Alexander sottopose la questione all'amministrazione Obama, che considerò un piano per interrompere la raccolta dei dati ma infine lo respinse. Lo hanno rivelato funzionari dell'intelligence in servizio e a riposo citati in forma anonima in un'esclusiva della Associated Press ripresa dai media americani, secondo cui il piano accantonato era simile a quello previsto nella riforma proposta dall'amministrazione e bloccato ora dal Senato. Le circostanze descritte dalle fonti sono state confermate alla Ap anche dallo stesso Alexander, secondo cui "un individuo sollevò con noi queste questioni e aveva alcuni punti molto validi", pertanto "chiesi ad alcuni esperti tecnici, compreso lui, di approfondire". I dirigenti della Nsa considerarono quindi la possibilità di interrompere la raccolta di metadati e di rivolgersi di volta in volta direttamente alle compagnie telefoniche. La Nsa si consultò anche con il Dipartimento della giustizia, il Congresso e la Casa Bianca, alla quale era arrivato da poco Barack Obama. Il governo, però, decise infine che non era opportuno apportare cambiamenti al programma, considerato come uno strumento necessario per la lotta al terrorismo, secondo quanto hanno riferito alla Ap Alexander e altre fonti. Il Senato americano blocca la riforma della National Security Agency, al centro dello scandalo del Datagate. La misura, chiamata U.S.A. Freedom Act, prevede la fine della raccolta automatica di dati dalle chiamate telefoniche degli americani. Ma non ha superato il voto procedurale del Senato per l'avvio della discussione: la misura non ha incassato i 60 voti necessari per l'avvio del dibattito. La riforma della Nsa non è passata per soli due voti, avendo ottenuto 58 consensi invece dei 60 necessari per l'approvazione. A votare contro quasi tutti i repubblicani, contrari a rivedere in modo radicale i poteri dell'agenzia. Il no rinvia al prossimo anno il dibattito sulla riforma, che si è impantanata sul Patriot Act che puntava a rinnovare e modificare. Il Patriot Act è la controversa legge anti-terrorismo approvata d'urgenza dopo l'11 settembre che estende di fatto i poteri d'intervento dell'intelligence e dell'autorità giudiziaria nella vita privata dei cittadini, autorizzando controlli estesi a tutti i livelli. Il leader dei repubblicani al Senato, Mitch McConnell, per bloccare l'approvazione della riforma. ''Questo è il momento peggiore possibile per legarci le mani dietro la schiena'' afferma McConnell.

1 commento:

  1. Il governo degli Stati Uniti ha iniziato a tracciare le telefonate degli americani verso l'estero quasi un decennio prima degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, sotto la presidenza di Bill Clinton prima ancora che sotto quella di George W. Bush, raccogliendo miliardi di chiamate in un programma divenuto un modello per il sistema di sorveglianza della National Security Agency. Hacker russi sono riusciti a leggere e-mail non classificate del presidente americano Barack Obama. Secondo l'amministrazione Usa, le mail sono state lette durante l'intrusione nella rete di computer della Casa Bianca lo scorso anno. Gli hacker non sarebbero invece riusciti a penetrare nel sistema del Blackberry di Obama. L'attacco hacker ha riaperto il dibattito sulla presenza in rete del presidente americano.

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