domenica 23 novembre 2014

Enduring Freedom dura ancora un anno

[Dovunque vi saranno molte macchine per sostituire gli uomini, vi saranno sempre molti uomini che non sono altro che macchine. De Bonald] Poco prima dell'estate aveva annunciato che sarebbero tornati a casa, ma con un ordine firmato silenziosamente nelle scorse settimane dopo un acceso dibattito all'interno dell'amministrazione, il presidente americano Barack Obama ha prorogato di un anno la missione di combattimento dei soldati americani in Afghanistan. Sono stati i militari a insistere, volevano mantenere pressioni sui talebani e hanno esortato Obama ad ampliare la missione nel caso di minacce contro le truppe rilevate dall'intelligence. Evitando la brutta figura già fatta in Iraq, i due paesi invasi 11anni fa non sono per niente sicuri, dunque è meglio restare. I collaboratori civili hanno invece messo in guardia sul rischio per altre vite di americani, sostenendo che il ruolo dei marines doveva essere limitato alla missione antiterrorismo contro al-Qaeda. Secondo quanto riferisce il New York Times, che cita una fonte anonima, a maggio scorso Obama aveva promesso che le operazioni di combattimento 'Enduring Freedom' sarebbero cessate alla fine di quest'anno e che la metà dei 9.800 soldati americani che rimarranno (insieme a circa 4 mila militari degli alleati Nato tra cui Germania, Italia e Turchia), avrebbero avuto una missione di sostegno e addestramento delle forze afgane a Kabul e Bagram. Un ufficiale Usa ha spiegato al quotidiano che il Pentagono emetterà un ordine nelle prossime settimane dove sarà dettagliato il ruolo militare in Afghanistan che avrà un nuovo nome, "Operation Resolute Support".  L'esercito potrà attaccare i talebani solo nel caso in cui porranno una minaccia diretta alle forze americane o forniranno sostegno diretto ad al-Qaeda, mentre quest'ultima potrà essere presa di mira più indiscriminatamente. Il Nyt sostiene anche che il nuovo l'ordine autorizza le forze americane a effettuare missioni contro i talebani e altri gruppi militanti nel caso di minacce alle truppe e al governo di Kabul. Inoltre, permette anche l'uso di jet americani, bombardieri e droni in supporto alle truppe afghane in missioni di combattimento. "Nella misura in cui i membri dei talebani prenderanno di mira direttamente gli Stati Uniti e le forze della coalizione in Afghanistan o forniranno sostegno diretto ad al-Qaeda, tuttavia, prenderemo le misure appropriate per mantenere al sicuro gli americani", ha spiegato il funzionario. La presenza dei talebani in Afghanistan supera di molto quella di al-Qaeda, il che dà significato all'autorizzazione di Obama. L'ordine di prorogare la missione dei militari Usa, secondo il quotidiano, è in parte dovuto al rapido avanzamento dei jihadisti dello Stato islamico in Iraq, la cui minaccia ha scatenato dure critiche contro Obama, accusato di aver ordinato il ritiro delle truppe Usa dal Paese prima che l'esercito iracheno fosse realmente preparato ad affrontare attacchi islamisti. Il nuovo presidente afghano, Ashraf Ghani, inoltre è più aperto all'idea di una missione ampliata per i militari americani in Afghanistan rispetto al suo predecessore, Hamid Karzai. Lo scorso settembre, Ghani ha firmato un accordo che permetteva ai marines di rimanere nel Paese oltre al termine fissato del 2014. La Nato, che all'inizio dell'anno aveva 50mila truppe in Afghanistan, la maggior parte dagli Usa, le sta piano piano ritirando, affidando il controllo alle forze di sicurezza locali. La prima fase dell'operazione 'Enduring Freedom' risale al 7 ottobre 2001 con intensi bombardamenti aerei britannici e americani a sostegno della resistenza anti-talebana dell'Alleanza del Nord, che avrebbe avuto ragione della roccaforte di Mazar-i-Sharif il 9 novembre e della capitale Kabul fra il 12 ed il 13 novembre. Il 25 novembre cade anche Konduz ed il 7 dicembre Kandahar. I talebani in rotta si rifugiarono sulle montagne, particolarmente nelle aree al confine col Pakistan, dove si sono riorganizzati.

2 commenti:

  1. Il capo del Pentagono, Chuck Hagel, ai dimette. Lo scrive il New York Times, spiegando che in giornata sarà dato l'annuncio da parte del presidente americano, Barack Obama. Secondo quanto riferisce una fonte della Casa Bianca citata dal New York Times, a chiedere le dimissioni del segretario alla difesa - 68 anni, repubblicano - sarebbe stato lo stesso Obama, dopo le recenti incomprensioni sulla strategia da portare avanti nella lotta all'Isis in Iraq e soprattutto in Siria. L'addio di Hagel - scrive il Nyt - rappresenta la prima conseguenza a livello di governo del voto di midterm che ha consegnato il controllo del Congresso ai repubblicani. La decisione di rimuovere Hagel sarebbe stata motivata in particolare dalla necessità di affrontare la minaccia dell'Isis con “una differente capacità” rispetto a quella fin qui mostrata dal capo del Pentagono.

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  2. La forza Nato in Afghanistan (Isaf) ha dato l'addio nel corso di una cerimonia, dopo 13 anni di guerra e senza che la guerriglia talebana sia cessata. I dettagli della cerimonia non sono stati ancora resi noti per il rischio di attacchi. Il 1/o gennaio 2015, la missione "Sostegno risoluto" (Resolute Support) della Nato, per la formazione dell'esercito afghano, prenderà il posto della missione di combattimento Isaf, che ha perso 3.485 soldati dal 2001. L'Isaf è arrivata ad avere 130.000 militari da una cinquantina di paesi nel 2011, anno di maggior impegno. Circa 12.500 militari resteranno in Afghanistan con Supporto risoluto per aiutare le forze di sicurezza afghane, che contano 350.000 unità. Il comandante della missione, il generale Usa John Campbell nella cerimonia ha detto che per l'Afghanistan ora una "nuova fase".

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