domenica 23 novembre 2014

easyJet da record

[Lodo a gran voce e rimprovero sottovoce. Caterina II] Risultati record di easyJet, e il chief executive officer, Carolyn McCall, in una intervista a Il Sole 24 Ore parla del nostro mercato e del futuro della compagnia. L'Italia è considerata piazza strategica, "con performance anche superiori alla media". Quello che la manager vorrebbe è maggiore concorrenza e liberalizzazione del mercato, ma anche più investimenti aeroportuali e un ripensamento sul numero degli aeroporti. La manager, in termini di sviluppo, parla di un aumento della flotta, che passerà dagli attuali 226 velivoli ai 303 del 2019, in vista di una futura espansione del business aereo. Se però questo non ci sarà, il piano è flessibile e la flotta potrebbe anche ridursi. EasyJet chiude l'esercizio 2013-2014 con un utile netto di 450 milioni di sterline (circa 561 milioni di euro), in crescita del 13% rispetto all'esercizio precedente. "È il quarto anno consecutivo da record", commenta il direttore per l'Italia, Frances Ouseley. "I profitti prima delle tasse sono pari a 581 milioni di sterline (725 mln di euro) e abbiamo un ritorno sul capitale del 20,5%, in crescita", aggiunge. I risultati "sono buoni" anche in Italia, dove il traffico passeggeri è cresciuto del 7% e l'investimento del 6%. "Nell'ultimo quadriennio i passeggeri in Italia sono aumentati dell'8% medio l'anno e quest'anno abbiamo creato 150 nuovi posti di lavoro", aggiunge Ouseley, evidenziando che la compagnia aerea britannica ha "raggiunto una posizione fortemente differenziata rispetto a tutti gli altri concorrenti, sia tradizionali che low cost". Quest'anno EasyJet in Europa ha trasportato 65 milioni di passeggeri (+6,6%)con un load factor (fattore di riempimento) del 91%. L'esercizio si è chiuso a settembre 2014.

1 commento:

  1. I business travelers si stanno sempre più orientando verso le compagnie low cost. Lo afferma Frances Ouseley, Italy country director di easyJet, sul Corriere Economia. Ormai chi viaggia per lavoro rappresenta un quinto dei passeggeri della compagnia low cost inglese e le aziende hanno sempre meno budget a disposizione per le trasferte. “Il risparmio può arrivare fino al 40% sul totale della spesa di viaggi - afferma Ouseley -. Chi viaggia per lavoro nel contesto economico non florido cerca un buon rapporto qualità-prezzo e quindi è disponibile a sacrificare quei fronzoli tipici delle offerte delle compagnie tradizionali, ma non è disposto a trascurare fattori come la puntualità”.

    RispondiElimina