mercoledì 26 novembre 2014

18/12 parla Putin

[A l’amicizia nun ci voli tacca. Frase siciliana] La Russia perde 40 miliardi di dollari all'anno a causa delle sanzioni occidentali per il suo ruolo nella crisi ucraina. Lo ha detto il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, citato dalle agenzie. Il Cremlino organizzerà per il 18 dicembre la tradizionale conferenza stampa del presidente russo Vladimir Putin. Lo ha reso noto la presidenza russa attraverso il sito kremlin.ru. La conferenza avrà inizio alle ore 10 italiane. La durata media delle conferenze stampa di Putin a fine anno è di 4 ore. Possiamo intuire di cosa si parlerà. Sarà un attacco verbale all’occidente, all’America e alla Nato.  Non si parlerà dei
massacri in Cecenia, del riarmo della Russia, e dei rapporti con l’Iran. Si rivendicherà la Crimea, si ricatterà l'occidente minacciando di non vendere più gas e petrolio.  Svizzero? No, Vladimir Putin. Dopo le magliette, tavolette di cioccolata con l'effigie del presidente russo. In alcune città della Federazione sono già in vendita, con gusti diversi ma tutti sotto l'egida del presidente russo che invita a mangiare il cioccolato “morbido al latte”, “amaro” e “dolce”. Putin stilizzato in numerosi disegni, viene ritratto anche con un cane e mentre dà il latte a un vitellino con un biberon. “L'acquisto di questo cioccolato, aumenta il PIL del paese!”, sollecitano i produttori, giocando con le iniziali di Putin che in russo vogliono dire proprio Prodotto interno lordo. Il nome del capo di stato, in questi 15 anni, è stato utilizzato già come brand e anche la sua immagine è stata riprodotta ovunque. In principio era la vodka Putinka, garanzia di qualità su un mercato dove in passato, impazzavano marchi inaffidabili e liquori talora tossici. L'ultima estate è passata alla storia invece per le Tshirt con Vladimir Vladimirovich mentre sorseggia un cocktail salutando dalla neo annessa Crimea. Anche per la cioccolata in realtà non è la prima volta per il leader del Cremlino. Ad Harbin, in Cina, l'immagine di Putin, con quella dello scrittore Lev Tolstoj appariva sui poster, esposti in alcuni negozi: iniziativa dei rivenditori locali per vendere cioccolato russo. In particolare quello “amaro poroso” e in altre varietà. Il più riconoscibile tra loro era “l'Alenka”, la tavoletta forse più tradizionale e famosa di Russia con una bella bimba paffuta che sorride dalla confezione (i cinesi l'adorano). Quell'episodio aveva generato numerosi scherzi e fotomontaggi, compreso quello che gira ancora sul web, con il volto di Putin al posto della bella bambina. Ma nessuno avrebbe pensato che tutto questo si trasformasse in una vera iniziativa di marketing. Putin e il cioccolato per la verità sono materia sia per la propaganda che per l'opposizione. Nel 2014 per la verità esiste anche il cioccolato a forma di Putin, messo in vendita a maggio in Ucraina occidentale. Figure del presidente russo che indossa una divisa da carcerato o un cappotto militare, mentre nasconde una bomba dietro la schiena, erano diventate un prodotto popolare nei negozi di dolciumi a Lviv, Ucraina occidentale. Le figurine erano state progettate da scultori professionisti e sono andate a ruba. “Lo vedi, e ti viene voglia di staccargli la testa con un morso”, recitava la pubblicità del prodotto, che occhieggiava al conflitto con Mosca in corso. In questo caso disponibile in solo due varietà: cioccolato fondente o bianco, gli omini a forma di presidente Putin costavano da 35 grivne (quasi tre dollari) nel formato 100 grammi a 65 grivne per un pezzo da 250 grammi

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