lunedì 27 ottobre 2014

Rajoy,nessuna stretta su ordine pubblico


[Brunetta: “Processo farsa, difficile raccontarlo ad un alieno”. Sì, ma quello è Lupi. www.spinoza.it] Nessuna stretta sull'ordine pubblico in Spagna. Anzi, il premier Mariano Rajoy si è detto disposto a valutare eventuali emendamenti della contestata legge sulla sicurezza dei cittadini, ma solo se in Parlamento “mi dicono in che cosa dovrebbe cambiare”, perché finora “si è fatto un gran clamore, ma nessuno ha contestato l'articolato, che ripropone la normativa in vigore dal 1992”. Un maxi-blitz anti-corruzione in Spagna ha portato all’arresto di 51 persone. Coinvolti nomi eccellenti della politica nelle province di Madrid, Murcia, Leon e Valencia. Sono accusati di aver intascato tangenti da imprenditori del settore dell’edilizia e dell’energia. La Procura anticorruzione dell’Audiencia National parla “di contratti pubblici del valore di 250 milioni di euro in due anni”. In manette è finito anche Francisco Granados, ex senatore, ex numero due del Partito Popolare madrileno e vicepresidente regionale. A febbraio si era dimesso dai suoi incarichi, dopo che il quotidiano El Mundo aveva rivelato che il politico aveva un conto corrente in Svizzera con un milione e mezzo di euro. La prima reazione ufficiale agli arresti è arrivata dal Presidente del Congresso dei deputati. “Sono profondamente dispiaciuto”, ha dichiarato Jesús Posada, “La giustizia è lenta ma implacabile, e alla fine ogni cosa viene alla luce per il bene di tutti”. L’inchiesta è stata possibile grazie alla collaborazione della Svizzera. A sette mesi dalle elezioni amministrative e a un anno da quelle legislative, il Partito Popolare del premier Mariano Rajoy ha accelerato le riforme per la lotta alla corruzione.

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