giovedì 23 ottobre 2014

Procura Israele indaga su guerra

[Lu carvuni si nun tinci mascaria. Detto siciliano] Il 30% degli israeliani afferma di non escludere di poter lasciare il Paese del sionismo per emigrare altrove. Il 56% respinge invece categoricamente un'ipotesi del genere, anche se fosse realizzabile. Lo ha rilevato un sondaggio divulgato da Canale 2 che lega il fenomeno alla guerra di Gaza e al disagio sociale. Secondo il sondaggio, in Israele non esiste comunque più uno 'marchio negativo' - diffuso in passato - verso gli ebrei che lasciano il Paese per cercare fortuna altrove. Il procuratore capo israeliano Dani Efroni ha ordinato che l'unità investigativa dell'esercito apra 99 indagini sulle operazioni delle forze armate nella guerra di Gaza, incluse 5 investigazioni sulla condotta dei soldati in episodi come l'uccisione di tre bambini palestinesi su una spiaggia della Striscia o il bombardamento di una scuola dell'Onu. Su 44 di questi casi - hanno spiegato i media - indagini sono già in corso. Desta scalpore in Israele una lettera indirizzata al premier Beny שmin Netanyahu da 43 ufficiali e militari della riserva della unità di elite dell'intelligence 8-200 in cui annunciano di non essere più disposti a “raccogliere materiale che colpisce palestinesi innocenti e che serve alla loro persecuzione politica”. La finalità di 8-200, ha detto alla radio militare uno dei firmatari, “non è tanto la difesa di Israele quanto la prosecuzione della occupazione dei Territori”. L'esercito israeliano ha adattato il suo dispositivo di difesa al rischio di  una vasta incursione di terra di Hezbollah, anche se il pericolo di una nuova guerra con il movimento sciita libanese non pare imminente. Lo ha indicato un responsabile militare, citato dalla stampa. Una nuova guerra, dopo quella dell'estate 2006, vedrebbe il movimento sciita scatenare un fitto lancio di razzi contro lo stato ebraico. Forte dell'esperienza acquisita durante la guerra civile in Siria, Hezbollah invierebbe contemporaneamente decine, centinaia di combattenti in Israele per impadronirsi di parte della Galilea, nel nord di Israele, ha dichiarato questo responsabile a vari organi di informazione locali. Con l'avvicinarsi delle festività ebraiche del Nuovo anno, alla fine di questo mese, le autorità israeliane alla sicurezza hanno avvertito che cresce il pericolo di attentati islamici contro turisti israeliani in varie parti del mondo, fra cui l'Europa occidentale. Le minacce incombenti - precisa il sito Ynet - giungono fra l'altro da combattenti dell'Isis, reduci da campi di battaglia mediorientali, nonché dagli Hezbollah libanesi, legati all'Iran. Per entrare nella Unit 8200 devono superare una selezione durissima alla fine delle scuole superiori. Per tre anni lavorano in un palazzo in una località segreta nella periferia di Telaviv. La loro divisa è quella classica verde oliva, ma il loro reparto, oggi il più numeroso dell’esercito, è molto, molto speciale: non sono comandati da un generale qualsiasi, ma da un capo dipartimento per la preservazione della follia; il loro primo ordine che gli viene impartito è quello di stare fuori dagli schemi; un quinto dell’orario di servizio è libero, purché speso a pensare e inventare. Un tempo soltanto il fatto di nominarla in pubblico avrebbe potuto provocare l’arresto per rivelazione di segreto militare, ma adesso la Unit 8200 (un suo virus ha fatto impazzire il sistema informatico che gestisce le centrifughe proibite in Iran) ha superato i muri della censura. L’unità 8200 è paragonabile alla sua funzione, e nella sua efficienza, alla Nsa americana.  Gli attacchi
informatici “gravi di pubblico dominio” aumentano in maniera significativa sia in termini di quantità e di valore economico dei dati sottratti. Tra i fenomeni più significativi emersi nei primi sei mesi del 2014 c'è il costante aumento del Cybercrime, che rappresenta ormai il 60% degli attacchi analizzati (era il 36% nel 2011). A farne le spese sono soprattutto il settore governativo (26%), i servizi cloud e i Social Network (12%). Hanno tra i 19 e 25 anni, sono i cervelli più brillanti della gioventù e si trasformano nei migliori cyberwarriors del mondo.  Sono invenzioni israeliane, l’istant messagging, la chiavetta usb, i firewall e i collegamenti sicuri che consentono i collegamenti bancari, così come la maggior parte delle app per l’iPhone.  Lo rileva il Rapporto Clusit 2014 sulla sicurezza informatica, che delinea una situazione preoccupante a livello globale, nel mese della sicurezza informatica europea. Oltre al Cybercrime, tra i fenomeni più significativi emersi nei primi sei mesi del 2014, c'è la crescita del fenomeno dell'hacktivism (29%), cioè “gruppi antagonisti di varia natura che realizzano attività di disturbo sul web”, sempre più di estrazione non occidentale. Il mese delle sicurezza informatica è una campagna dell'Unione Europea supportata in tutti i 27 Paesi membri, che si tiene durante tutto ottobre per promuovere tra i cittadini la conoscenza delle minacce informatiche e dei metodi per contrastarle. Il rapporto Clusit è stato redatto da un team di esperti italiani.

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