sabato 13 settembre 2014

Too close to call in Scozia

[Cu havi vucca voli nanciari. Detto siciliano] Sotto il peso di quel sogno che Salmond rincorre da una vita: la libertà da Londra, ma non dalla Corona. Elisabetta II “sarà orgogliosa di essere la sovrana della Scozia indipendente” ha ripetuto in giornata rivelando di aver avuto un incontro con la regina due settimane fa a Balmoral senza tuttavia fornire dettagli sul colloquio. “Voglio la regina come capo di Stato, regina degli scozzesi in una Scozia indipendente, come lo sono stati i suoi antenati. Credo che sua maestà sarà orgogliosa di essere regina degli scozzesi”.  Quasi a portare dalla sua anche la sovrana, proprio mentre si rincorrono voci a Londra secondo cui parlamentari avrebbero fatto pressione sul primo ministro affinché chieda alla regina in persona di intervenire nel dibattito fattosi incandescente. Sarebbe una rara eccezione, uno strappo al protocollo nonché alle regole costituzionali che dettano per la regina un ruolo di assoluta neutralità. Eppure c'è chi evoca il precedente del 1977, quando alla vigilia del voto in Scozia e Galles sulla creazione di assemblee nazionali, in un suo discorso Elisabetta II incluse un messaggio chiaro, con cui chiamava all'unità. Il 18 i votanti avranno tempo fino alle 24 per poter esprimere la loro opinione: e, nel caso, per capovolgere la storia dopo 300 anni di unione. Secondo le rilevazioni YouGov, nell'ultimo mese i secessionisti hanno guadagnato più di 10 punti. Ed è in particolare fra gli elettori laburisti che si sta assistendo a una repentina svolta: i favorevoli all'indipendenza sono passati in poche settimane dal 18% a oltre il 30%. Su questo avrebbe influito la scarsa prestazione di Alistair Darling, ex ministro del Tesoro laburista e ora leader della campagna per il “no”, nel corso del secondo dibattito televisivo sull'indipendenza che lo ha visto contrapposto a Salmond. Downing Street da giorni cerca comunque di non mostrare le proprie preoccupazioni.  “Il nostro messaggio per gli scozzesi è semplice: vogliamo che restiate” nel Regno Unito. Lo scrivono il primo ministro britannico David Cameron e il suo vice Nick Clegg in una dichiarazione congiunta annunciando che si recheranno in Scozia. “Molte cose ci dividono, ma ce n'é una su cui siamo d'accordo con passione: il Regno Unito è migliore se restiamo insieme”, si legge nella dichiarazione sottoscritta da Cameron e Clegg.

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