sabato 20 settembre 2014

Renzi stai sereno ...

[Le statistiche sulla salute mentale dicono che un italiano su quattro soffre di qualche forma di malattia mentale. Pensa ai tuoi tre migliori amici: se sono giusti, allora il quarto sei tu! Anonimo] Stai molto tranquillo Matteo, Tiziano potrebbe essere innocente fino a prova contraria. La nostra magistratura non ha padroni e non servono riforme: i tre gradi di giudizio sono una garanzia per tutti.Tiziano Renzi, padre del presidente del Consiglio, è indagato dalla Procura di Genova per bancarotta fraudolenta.L'indagine è iniziata 6 mesi fa e riguarda il fallimento della società di distribuzione di giornali e di campagne pubblicitarie "Chil Post", avvenuto nel maggio del 2013. Insieme al padre di Renzi, risultano iscritte nel registro degli indagati con la stessa accusa altre due persone, gli ex amministratori della società. "Sono un indagato, non posso parlare": risponde così Tiziano Renzi, riguardo l'inchiesta giudiziaria di Genova.  Preoccupato? "No - ha risposto dopo una breve risata - anzi, sono molto preoccupato.  Così preoccupato che non ho ancora nominato un avvocato". A chi poi gli chiede se ha sentito il figlio, ovvero il premier, Tiziano Renzi risponde sorridendo: "Quando i figli son grandi, sono autonomi. Si spera anche i padri...". "Alla veneranda età di 63 anni e dopo 45 anni di attività professionale ricevo per la prima volta nella mia vita un avviso di garanzia. I fatti si riferiscono al fallimento nel novembre 2013 di una azienda che io ho venduto nell'ottobre 2010", chiarisce in una nota Tiziano Renzi, padre del premier. "Sono certo - prosegue - che le indagini faranno chiarezza ed esprimo il mio rispetto non formale per la magistratura inquirente ma nel dubbio, per evitare facili strumentalizzazioni, ho rassegnato le dimissioni da segretario del circolo del Pd di Rignano sull'Arno"  Potrebbero esserci nuovi indagati nell'inchiesta. "Le indagini - ha detto il procuratore capo di Genova, Michele di Lecce - sono ancora in corso. Tant'è vero che è stata chiesta una proroga. Non è escluso che in futuro ci possano essere altri indagati".

2 commenti:

  1. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova Roberta Bossi ha disposto un supplemento di indagini a carico di Tiziano Renzi, padre del premier, indagato per bancarotta nel procedimento per il fallimento della Chil post. Il pm aveva chiesto l'archiviazione. "Si tratta di accertamenti che non daranno sorprese, essendo tutto documentabile e privo di ogni rilievo di carattere penale", ha detto l'avvocato Federico Bagattini, difensore di Tiziano Renzi. La Chil post, una società di marketing e promozione con sede a Genova, era stata dichiarata fallita il 7 febbraio 2013, tre anni dopo il passaggio di proprietà dal padre del premier Tiziano Renzi a Antonello Gambelli e Mariano Massone. Per il pm Marco Airoldi non sarebbe però emerso alcun elemento per far ritenere che Tiziano Renzi avesse avuto una 'regia' anche dopo la cessione, nonostante i dubbi sui suoi datati rapporti d'affari con Massone. Il padre del premier era stato accusato di una bancarotta fraudolenta per 1,3 milioni di euro a seguito del fallimento della Chil. Il curatore fallimentare aveva ravvisato alcuni passaggi sospetti nella cessione di rami d'azienda 'sani' alla Eventi Sei, società intestata alla moglie di Tiziano Renzi Laura Bovoli, per poco più di 3000 euro, cifra non ritenuta congrua. Prima della cessione della società, Matteo Renzi, insieme alle sorelle, ne era stato amministratore e dal 1999 al 2004 era stato anche dipendente della Chil spa. Quando l'attuale capo del Governo venne eletto presidente della Provincia di Firenze (2004), aveva avuto il 'distacco' dall'azienda dopo averne ceduto il 40% delle quote; continuò a percepire i contributi lavorativi per nove anni.

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  2. 🌷Alla fine il giudice per le indagini preliminari di Genova Roberta Bossi ha archiviato l’inchiesta per bancarotta che vedeva indagato Tiziano Renzi, padre del premier per il crac della Chil post, la società di distribuzione di pubblicità e giornali con sede a Genova. Il pm Marco Airoldi aveva chiesto l’archiviazione per due volte, ma la prima volta il gip aveva respinto e chiesto ulteriori accertamenti. Per il pubblico ministero Renzi senior non avrebbe influito sul crac della società. La Chil post era stata dichiarata fallita il 7 febbraio 2013, tre anni dopo il passaggio di proprietà dal padre del premier Tiziano Renzi ad Antonello Gambelli e Mariano Massone (entrambi invece già a processo per la vicenda). Renzi era stato accusato di bancarotta fraudolenta per 1,3 milioni di euro. Il curatore fallimentare aveva ravvisato alcuni passaggi sospetti nella cessione di rami d’azienda ‘sani’ alla Eventi Sei, società intestata alla moglie, Laura Bovoli, per poco più di 3000 euro, cifra non ritenuta congrua. Tra le situazioni anomale, secondo il curatore fallimentare anche il fatto che Chil post svolgeva gran parte del suo lavoro per Tnt, ma subito prima della cessione di Chil post, Tnt ridusse la collaborazione con l’azienda e successivamente la implementò con la Eventi Sei. Dalle nuove indagini non sarebbe emerso che questo avrebbe comportato un depauperamento della Chil post e per questo il pm aveva chiesto una nuova archiviazione. Prima della cessione della società, Matteo Renzi, insieme alle sorelle, ne era stato amministratore e dal 1999 al 2004 era stato anche dipendente della Chil spa. Quando l’attuale capo del governo venne eletto presidente della provincia di Firenze (2004), aveva avuto il ‘distacco’ dall’azienda dopo averne ceduto il 40 per cento delle quote e continuò a percepire i contributi lavorativi per nove anni.

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