domenica 24 agosto 2014

SAS E SRR CONTRO ISIS

[Ogni beni di Diu veni. Detto siciliano] Il Regno Unito ha inviato nelle ultime 48 ore in Iraq e in Siria una “notevole forza” composta da soldati della Sas (Special Air Service) e della Srr (Special Reconnaissance Regiment) per “condurre operazioni high-tech che potrebbero portare alla cattura di estremisti nel giro di qualche giorno”: lo scrive il domenicale Mail on Sunday. Peter Theo Curtis, giornalista americano rapito in Siria quasi due anni fa, è stato liberato e consegnato ai rappresentanti delle Nazioni Unite. Lo annuncia la tv panaraba Al Jazeera. Secondo l’emittente, determinante è stata la mediazione condotta dal Qatar. Curtis era stato rapito ad Antakya, in Turchia, da dove progettava di entrare in Siria nell’ottobre del 2012. In un filmato rilasciato dai rapitori il 30 giugno, Curtis appare spettinato con i capelli lunghi e la barba, ma in buona salute. Nel video, ottenuto da Al Jazeera, Curtis leggeva una traccia preparata dai rapitori, enunciando il proprio nome e dicendo di essere un giornalista di Boston, nello stato americano del Massachusetts. Commentando il trattamento ricevuto, Curtis spiegava che “aveva tutto” ciò di cui aveva bisogno e che “tutto è stato perfetto, il cibo, l’abbigliamento”. La liberazione di Curtis arriva pochi giorni dopo la decapitazione del giornalista americano James Foley, anch’egli catturato in Siria nel 2012.A giugno l’unità di crisi del governo tedesco è riuscita a liberare, ufficialmente senza pagare riscatti, un giovane di 27 anni che dal Land del Brandeburgo, nell’estate del 2013, era partito per la Siria. Ne dà conto oggi il settimanale Welt am Sonntag in un lungo articolo che racconta l’intera vicenda, su cui era piombato un pesantissimo silenzio stampa, senza risparmiare dubbi e critiche alla linea di Berlino, contrariamente a Washington pronta a trattare con i rapitori. Senza nessuna esperienza, il giovane era volato da Berlino in Turchia, per poi spingersi oltre il confine verso la Siria. Ai genitori in primavera era stato inviato un video: il tedesco era in ginocchio insieme a due altri ostaggi, con un cartello su cui era scritta la richiesta di riscatto. Davanti a loro una fossa, dietro i boia incappucciati e armati. Poi uno sparo alla nuca di uno degli altri due sequestrati. È di almeno 500 morti il bilancio degli scontri da martedì tra l’esercito siriano e i jihadisti dello Stato islamico (Isis) che oggi hanno conquistato l’aeroporto di Taqba, ultimo bastione del regime di Bashar al Assad nella provincia settentrionale di Raqqa in Siria. Lo ha reso noto l’Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh).

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