mercoledì 20 agosto 2014

Google peggio della Nsa

[Li sciarri sù ‘ntra l’ancili. Detto siciliano] Il magnate dei media Rupert Murdoch non va mai per il sottile quando si tratta di esprimere i suoi pensieri su Twitter, e anche stavolta le sue dichiarazioni non sono passate inosservate. Oggetto della polemica è il colosso Google che, secondo Murdoch, sarebbe peggio della National Security Agency, l'agenzia di spionaggio finita nella polemica dopo lo scoppio del Datagate. “L'invasione della privacy della Nsa è brutta, ma niente a confronto di Google”, ha twittato l'ottantatreenne imprenditore australiano. Non è la prima volta che Murdoch attacca il gruppo di Mountain View. Già ad aprile aveva scritto: “Che faccia tosta l'attacco di Google nei confronti della Nsa. Google ha più informazioni su tutti noi e le usa. Non c'è prova che lo faccia la Nsa. Azienda etica?” E nel 2012 Murdoch aveva preso di mira Google per la questione contraffazione: “Il leader nella pirateria è Google che mette online film gratis, e attorno a essi vende pubblicità. Non mi stupisce che versi milioni nelle lobby”. Il sito di informazione tecnologica ReCode fa notare come questo attacco sia piuttosto
sorprendente considerando che Murdoch, proprietario di News Corp. e 21st Century fox, fu costretto a chiudere un giornale (News of the world) proprio a causa di uno scandalo che riguardava cellulari di persone innocenti spiati dai giornalisti che lavoravano per il magnate. Sono passati dieci anni da quando Google è sbarcata a Wall Street. Il 19 agosto 2004 il gruppo, nato sei anni prima, era stato valutato 23 miliardi di dollari. Mountain View - che si quotò sul Nasdaq - già generava un giro d'affari di 3,2 miliardi di dollari e utili per 286 milioni di dollari. Oggi Google ha una capitalizzazione di 390 miliardi di dollari (la terza più grande per un gruppo americano dopo Apple e Exxon Mobil), con 64 miliardi di ricavi annui (stimati per il 2014) e utili per 13 miliardi di dollari. Rispetto a quanto accaduto negli anni successivi, quello di Google non fu un esordio memorabile: arrivò a piazzare sul mercato 19.6 milioni di azioni a 85 dollari l'una, il minimo di quanto gli analisti si aspettavano in un range compreso tra 85 e 95 dollari ad azione. Chiuse il primo giorno di contrattazioni a 100,34 dollari ad azione, il 18% in più rispetto al prezzo di collocamento, ma non certo la rivoluzione che ci si attendeva, visto che la quotazione del gruppo era considerato la più interessante dopo l'esplosione della bolla dotcom nel 2000.

1 commento:

  1. Google replica alle accuse di Rupert Murdoch. In un messaggio pubblicato sul suo blog e che inizia con “caro Rupert”, Mountain View - riporta il Financial Times - risponde punto per punto alle critiche mosse dall'amministratore delegato di News Corp, Robert Thomson, che in una lettera al commissario europeo per la concorrenza Joaquin Almunia, ha accusato Google di “gestione cinica” e di volontà di “reprimere la concorrenza”. “Siamo molto popolari in Europa ma non siamo i guardiani del web, come alcuni dicono. Nella ricerca Google affronta molta concorrenza: Amazon per i prodotti, Kayak ed Expedia per i voli e Yelp e TripAdvisor per le informazioni locali” afferma Google, respingendo anche l'accusa di News Corp, secondo al quale alcuni quotidiani potrebbero fare bancarotta nei prossimi cinque anni se la capacità di Google di indicizzare i loro contenuti continuerà senza impedimenti. “Abbiamo lavorato duramente per aiutare gli editori ad avere successo online, sia in termini di nuovo pubblico sia per l'aumento dei ricavi digitali”.

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