mercoledì 20 agosto 2014

E MENTRE L’OCCIDENTE ARMA I KURDI …

[Chiddu ch’è scrittu, leggiri si voli. Frase siciliana]Un manifestante curdo è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti da colpi di arma da fuoco durante la rimozione - da parte delle forze di sicurezza turche - della statua di un leader dei ribelli eretta nella cittadina di Lice (sud-est). L'inaugurazione della statua di Mahsum Korkmaz, ex leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), era avvenuta domenica, aveva suscitato la rabbia dei nazionalisti turchi e un tribunale ne aveva deciso la rimozione. Le commissioni Esteri e Difesa del Senato hanno approvato la risoluzione dei rispettivi presidenti che sostiene il governo nell'invio di aiuti militari ai curdi nell'ambito della crisi in Iraq. Il via libera è giunto con 27 voti favorevoli e 4 contrari, nessuno astenuto. Ok anche dalle commissioni Esteri e Difesa della Camera hanno dato il via libera alla risoluzione che sostiene l'invio di armi. Il sì delle Commissioni giunge con 56 voti favorevoli e 12 contrari. Lo si apprende da un tweet del deputato Pd Khalid Chaouki, presente al voto. L'Italia è pronta a fornire ai peshmerga curdi “armi automatiche leggere e relativo munizionamento”. Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Siamo pronti, ad un “sollecito invio di materiale militare d'armamento già in uso alle Forze Armate nazionali. Tale contributo, destinato alla difesa personale e d'area”. L'intelligence Usa “ha analizzato il video in cui vengono mostrati i cittadini americani James Foley e Steven Sotloff” e “abbiamo raggiunto il giudizio che si tratta di un video autentico”: lo ha affermato la portavoce del Consiglio nazionale per la Sicurezza della Casa Bianca, Caitlin Hayden. Dopo il video-choc diffuso dall'Isis sulla decapitazione del giornalista freelance americano rapito in Siria nel 2012, James Foley, si aprono interrogativi sulla sorte di altri due giornalisti statunitensi: Austin Tice, anche lui scomparso in Siria due anni fa, e l'altro reporter rapito, Steven Joel Sotloff. Quest'ultimo è apparso nel video degli jihadisti: “La vita di questo cittadino americano, Obama, dipende dalle tue prossime decisioni”, ha minacciato il terrorista con il volto coperto ed il coltello in mano, diventato ormai uno dei macabri protagonisti della vicenda.

1 commento:

  1. Le prime armi destinate ad aiutare i peshmerga nella lotta contro i jihadisti dello Stato Islamico stanno arrivando a destinazione. Il primo Paese a fornirle sarebbe stato l’Iran. Lo ha rivelato il presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Masoud Barzani, durante una conferenza stampa congiunta a Erbil con il ministro iraniano degli Esteri, Mohamed Javad Zarif. “Abbiamo chiesto armi – ha detto Barzani – e l’Iran è stato il primo paese a fornircele”. In mattinata il sito di Press Tv citava il ministro iraniano degli Interni, Abdolreza Rahmani Fazli, il quale ha annunciato che il suo paese ha recentemente aiutato i curdi iracheni a combattere contro lo Stato islamico. Rahmani Fazli ha spiegato che funzionari del governo regionale del Kurdistan iracheno hanno richiesto l’assistenza di Teheran, parlando in particolare di consulenza e organizzazione delle forze armate curde (peshmerga). Secondo il ministro, il contributo iraniano ha consentito il ritiro dei jihadisti da alcune province dell’Iraq dove si confrontano con i peshmerga. “L’arrivo di armi ha fatto la differenza per la capacità di combattimento delle forze curde”, ha detto Barzani, riferendosi non solo alle armi iraniane, ma anche a quelle arrivate da altre potenze internazionali. Nella conferenza stampa di Erbil, il ministro iraniano Zarif ha precisato che l’Iran non ha inviato truppe in Iraq, ma sta assistendo Baghdad e la regione del Kurdistan “attraverso altri mezzi”.

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