lunedì 18 agosto 2014

Credit Suisse, i conti non tornano

[Nenti dumannari, nenti rifiutari. Frase siciliana] Il Credit Suisse ha chiuso il secondo trimestre con una perdita netta di 700 milioni di franchi svizzeri (circa 576 milioni di euro). Ha pesano la transazione pari a 2,6 miliardi di dollari con le autorità Usa per chiudere il contenzioso relativo alle accuse di aver aiutato migliaia di cittadini statunitensi ad evadere il fisco. La perdita del secondo trimestre è superiore al consensus di mercato che stimava un rosso intorno a 600 milioni di franchi svizzeri. La congiuntura svizzera dovrebbe subire un rallentamento, secondo quanto indica il barometro del Centro di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo (KOF), che in maggio ha subito un'ulteriore diminuzione, la terza di fila. Se a febbraio l'indice era ancora a 107,8 punti, quest'ultimo si situa oramai a 99,8 punti, indica in una nota il KOF. Si tratta di un valore leggermente inferiore alla media degli ultimi anni, ciò che lascia presagire un raffreddamento della congiuntura. La contrazione osservata negli ultimi mesi è imputabile per il 60% all'industria. A prescindere da questo vasto settore, l'arretramento del barometro si spiega anche con una peggioramento delle prospettive economiche e con l'indebolimento dei consumi interni. Tra i comparti che invece reggono si segnalano le banche, il settore alberghiero e della costruzione.

4 commenti:

  1. Credit Suisse è indagata a Milano per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti nell'inchiesta aperta da oltre un anno con al centro una maxi-frode fiscale che sarebbe stata realizzata tramite false polizze assicurative. La Gdf sta effettuando verifiche da tempo su 13-14 mila clienti italiani che avrebbero portato all'estero circa 14 miliardi di euro. Da oltre un anno, infatti, il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, i pm Gaetano Ruta e Antonio Pastore e il Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano stanno indagando su una presunta maxi-frode fiscale che sarebbe stata realizzata attraverso false polizze assicurative all'estero e con operazioni tra il Liechtenstein e le isole Bermuda. Un escamotage per portare i soldi oltre il confine e non dichiarali al fisco. Nell'inchiesta, non ancora chiusa perché le Fiamme Gialle stanno effettuando accertamenti, sono ipotizzati i reati di frode fiscale, ostacolo all'attività di vigilanza, riciclaggio e abusivismo finanziario.

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  2. Credit Suisse ha raggiunto con le autorità italiane un accordo che prevede il pagamento di 8,5 milioni di euro come patteggiamento in relazione a una presunta maxi frode-fiscale realizzata attraverso false polizze assicurative. L'istituto elvetico, si legge in una nota, chiude il contenzioso con l'Agenzia delle Entrate accettando di pagare 101 milioni di euro per imposte, interessi di mora e sanzioni. Il conto per la banca elvetica ammonta così nel complesso a 109 milioni. Coinvolta nella vicenda è la casa madre svizzera mentre risultano estranei ai fatti la controllata Credit Suisse Italy Spa e le altre società italiane del gruppo. Credit Suisse Ag ha raggiunto un accordo con la Procura di Milano ed ha chiesto di patteggiare la pena mettendo sul piatto 8,5 milioni di euro, tra sanzioni pecuniarie e denaro confiscato. L'accordo è stato raggiunto tra i legali dell'istituto di credito ed il Procuratore della Repubblica, Francesco Greco, e capo del pool dei reati economici, ed il pm, Gaetano Ruta, nell'ambito dell'inchiesta sulla maxi frode-fiscale realizzata attraverso false polizze assicurative. La banca, come persona giuridica, è accusata di riciclaggio in base all'articolo 25 octies del D.l. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Ora la parola passa al giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere sulla richiesta di patteggiamento.

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  3. Credit Suisse ha riportato nel terzo trimestre una forte discesa dell'utile a 41 milioni di franchi rispetto ai 779 milioni dello stesso periodo di un anno fa ma comunque superiore alle stime degli analisti che si attendevano un 'rosso' di 150 milioni di euro. L'utile pre tasse, informa la banca, è di 222 milioni di franchi. Secondo il Ceo Tidjane Thiam le previsioni per i prossimi mesi restano difficili a causa dell'incertezza del quadro macro economico e dalle tensioni geopolitiche.

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  4. La Guardia di Finanza ha chiesto alle autorità fiscali svizzere gli elenchi relativi ai beneficiari italiani delle polizze assicurative del Credit Suisse al centro di una indagine per frode fiscale chiuse nell'ottobre scorso con un accordo in base al quale la società si è impegnata a versare 109 milioni di euro al fisco italiano. Le polizze assicurative secondo l'accusa, sarebbero state soltanto un escamotage studiato da funzionari della banca svizzera per consentire a clienti italiani di portare denaro oltre il confine e nasconderlo all'erario. Al termine dell'analisi dei dati svolta dalla Guardia di Finanza con l'Agenzia delle Entrate, sono stati finora identificati i titolari di 3.297 polizze, la maggior parte dei quali già destinatari di contestazioni degli uffici finanziari concluse con la riscossione di circa 173 milioni di euro per imposte, sanzioni e interessi. La nuova richiesta riguarda gli effettivi beneficiari italiani tuttora non compiutamente identificati, titolari di ulteriori 9.953 posizioni finanziarie, per un ammontare complessivo di 6.676.134.954 euro. Le prime identificazioni sono avvenute anche per effetto dell'adesione alla prima procedura di Collaborazione Volontaria (c.d. "Voluntary disclosure". Per la nuova richiesta, la Guardia di Finanza si è avvalsa dei nuovi canali di cooperazione internazionale tra l'Italia e la Svizzera. L'iniziativa deriva dagli esiti dell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, conclusa, tra l'altro, con il "patteggiamento" dell'istituto di credito per responsabilità ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 in relazione al reato di riciclaggio. 

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