sabato 16 agosto 2014

Camere di commercio da 9 a 3

[Ciascu vacanti si pigghia di muffa. Frase siciliana] Le Camere di commercio siciliane saranno ridotte da 9 a 3. Lo ha deciso la giunta di Unioncamere Sicilia, composta dai vertici dei nove enti camerali, che ha approvato all’unanimità l'atto di indirizzo per la riorganizzazione delle sedi territoriali. Il testo passa ora al vaglio di Unioncamere nazionale. “Con questo atto - dice il presidente Antonello Montante - anche la Sicilia vara l'autoriforma del sistema camerale regionale che punta alla razionalizzazione e alla riduzione delle spese salvaguardando, allo stesso tempo, le specificità territoriali delle nostre imprese”. Per Montante, che è anche presidente regionale di Confindustria, “una riorganizzazione era indispensabile per modernizzare e rendere sempre più efficienti i servizi offerti al sistema produttivo siciliano”. Secondo il cronoprogramma, entro l'autunno e dopo un confronto con la Regione, le nove Camere di commercio siciliane dovranno deliberare il nuovo assetto. Gli accorpamenti, si legge in una nota, “verranno realizzati seguendo le caratteristiche geo-economiche dei territori e rispettando la richiesta di Unioncamere di procedere per aggregazioni di Camere di commercio per formare nuovi enti che abbiano un bacino di imprese superiore alle 80mila unità”. Il riordino, si puntualizza nel comunicato, “è, in ogni caso, strettamente legato al nodo del sistema pensionistico dei dipendenti delle Camere di commercio siciliane che, per disposizioni della Regione siciliana e a differenza del resto d'Italia, sono totalmente a carico dei bilanci camerali. Si tratta - sottolinea Unioncamere Sicilia - di un'anomalia rispetto alle altre regioni della quale abbiamo già informato la Regione e che diverrà ancora più grave con l’imminente riduzione dei diritti annuali”. Dall'anno prossimo, avverte Unioncamere regionale, “le Camere di commercio siciliane saranno in serio pericolo di sopravvivenza dal punto di vista economico-finanziario. È  bene che il governo regionale si faccia carico del problema e trovi una soluzione senza la quale qualsiasi tipo di riorganizzazione e accorpamento sarà vanificato”.

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