giovedì 22 maggio 2014

LIBERARE PUNTA RAISI DALLA GESAP/3

[Nulla di ciò che è per natura può assumere abitudini ad essa contrarie: per esempio, la pietra che per natura si porta verso il basso non può abituarsi a portarsi verso l’alto, neppure se si volesse abituarla gettandola in alto infinite volte.  Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] Il presidente della Gesap, Giambrone, sottolinea sempre che lo scalo di Punta Rais è in fase di crescita. Giambrone, ex senatore, ha ancora la mentalità del politico che quando commentano i dati elettorali, anche se la sua compagine elettorale ha perso, trovano sempre dei dati confortanti. E poi, come è ben noto, la matematica per i politici è una opinione. I conti, però, si fanno alla fine dell’anno, i periodi intermedi in apt non contano a livello statistico, è la somma che fa il totale tutto il resto sono chiacchere.  Palermo Punta Raisi nel 2013 si è piazzato all’undicesimo posto nella graduatoria degli scali italiani per numeri di passeggeri. Mentre alcuni anni addietro si collocava al settimo posto. Nel 2013 Punta Raisi raggiunge 40.244 (- 6,25%) movimenti (anno precedente 42.925). I passeggeri raggiungono quota 4.335.668 (-5,44%), contro i 4.585.199 dell’anno precedente. Il settore cargo registra un -35,19%. Catania nel 2012 aveva perso il 9,26%, nel 2013 ha ottenuto un risultato positivo del 2,61% nel numero dei passeggeri. La vicina Trapani con il suo scalo di Birgi il 2012 aveva registrato  +7,37%, mentre l’anno scorso la crescita è a due cifre +19,02. Lampedusa cresce del 19,45%, Pantelleria 1,61%. Dunque è Palermo che pur avendo il management più pagato, il numero più elevato di consulenti esterni paragonato a tutti gli altri scali siciliani non riesce a decollare. Tutti in percentuale, chi più chi meno, guadagnano, tranne Palermo che più paga i suoi dirigenti più questi riescono a perdere passeggeri. [SEGUE]

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