mercoledì 28 maggio 2014

Edward Snowden ingaggiato dalla Gesap?

[L'uomo per natura è un essere socievole: quindi chi vive fuori della comunità statale per natura e non per qualche caso o è un abietto o è superiore all'uomo. Aristotele. Stagira 384 a.e.c. -  Calcide 322 a.e.c. Filosofo greco] Dopo anni di dura contesa fra Gesap e Polizia su chi e in che modo gestire le telecamere della perimetrale sembra che siamo arrivati ai titoli di coda. I lavori appaltati nel 2007 sono stati conclusi il mese scorso. Importo un milione e 800 mila euro. Grazie alla mediazione dell’Enac e del suo ex direttore (oggi in pensione, D’anna) si è raggiunto un compromesso,  il contendere riguardava il server e la sua gestione. Le telecamere in aeroporto sono sempre state oggetto di discussione. Esistono quelle della polizia, poi ci sono quelle della Gesap dislocate  nei punti strategici di Punta Raisi e, per chi ha buona memoria,  anche le telecamere alla timbratura. Le telecamere in questione sono state rimosse a seguito della relativa contestazione del reato di cui all’art. 167L. 196/03 in relazione art. 4 L. 300/70, perché nella qualità di direttore generale della Gesap (Carmelo Scelta) accedeva al trattamento di dati personali, video riprendendo abusivamente i lavoratori all’atto di timbrare il cartellino badge lavorativo, in data 9/9/2009.   Infine le telecamere della perimetrale che a giorni  potrebbero avere l’ok da parte dei tecnici dell’Enac. Insomma Punta Raisi come il grande fratello. A questo punto non ci sorprenderebbe se la Gesap pensasse di ingaggiare Edward Snowden.  A un anno dalle prime rivelazioni sulle intercettazioni di massa della National Security Agency che hanno innescato lo scandalo Datagate e messo in imbarazzo gli Usa, Edward Snowden concede da Mosca un'intervista alla Nbc in cui rivela di essere stato a suo tempo “addestrato come una vera spia” dalla Cia e dalla stessa Nsa. “Ho vissuto e lavorato sotto copertura all'estero”, spiega, smentendo l'immagine di analista di piccolo cabotaggio che Washington ha poi provato a cucirgli addosso.

1 commento:

  1. Se potesse Edward Snowden vorrebbe tornare in Usa: lo ha detto lui stesso, tornando a difendere la sua scelta di denunciare dinanzi al mondo il pervasivo programma di spionaggio portato avanti dall'agenzia americana Nsa, una scelta secondo lui obbligata considerati i doveri imposti dalla Costituzione americana. “Se potessi andare in un posto al mondo quel posto sarebbe casa”, ha detto l'ex informatico della Nsa in un'intervista alla Nbc, la prima ad un network televisivo americano da quando è scoppiato lo scandalo, intervista che coincide con il primo anniversario delle sue clamorose rivelazioni. “Dal primo giorno, mi sono detto che stavo servendo il mio Paese”, ha aggiunto. Snowden ha poi assicurato di non aver “alcuna relazione” con il governo russo.

    RispondiElimina