martedì 25 febbraio 2014

Blindati russi a Sebastopoli

[Cattolici per modo di dire, mai conosciuto in vita mia, qui, un cattolico vero: e sto per compiere novantadue anni... C'è gente che in vita sua ha mangiato magari una mezza salma di grano maiorchino fatto ad ostie: ed è sempre pronta a mettere la mano nella tasca degli altri, a tirare un calcio alla faccia di un moribondo e un colpo a lupara alle reni di uno in buona salute.  Leonardo Sciascia] Un blindato russo è arrivato in piazza Nakhimov, nel centro di Sebastopoli, in Crimea, dove c'è la sede della flotta russa del Mar Nero. Lo riferiscono via Twitter la tv russa in lingua inglese Russia Today a anche alcuni siti locali, secondo i quali altri mezzi blindati sono stati visti nelle vie principali all'ingresso della città. La disposizione sarebbe stata data dal quartier generale della flotta del Mar Nero, utilizzando i suoi mezzi a disposizione in loco, secondo i media locali. Per ora, dal comando solo un no comment. Nel frattempo sono state costituite brigate di autodifesa, in particolar modo per tutelare il nuovo sindaco russo della città, dove anche oggi numerosi manifestanti hanno chiesto l'intervento di Mosca con slogan come “Russia noi siamo tuoi figli”. Poche ore prima il Parlamento ucraino aveva approvato con 339 voti a favore la proposta di far giudicare l'ormai ex presidente Viktor Ianukovich e altri funzionari a lui vicini da un tribunale internazionale “per crimini contro l'umanità durante i pacifici cortei di protesta tra il 30 novembre 2013 e il 22 febbraio 2014”. Dopo i giorni convulsi della rivolta, a prendere quota in questi giorni è il lessico della politica. “La Russia lavori costruttivamente con noi per garantire un'Ucraina unita” che sia “elemento di stabilità” per l'Europa e “abbia buone relazioni con i vicini a est e ovest”. È  l'appello lanciato in mattinata da Josè Manuel Barroso parlando alla plenaria del Parlamento europeo, affermando che la priorità è rispettare “l'unità territoriale del paese”.  A stretto giro di posta arriva la risposta del ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov. Mosca - dice - non interferirà negli affari interni dell'Ucraina a patto che anche i partner occidentali assumano la stessa posizione. “È  pericoloso - precisa - imporre a Kiev la scelta del “o con noi o contro di noi”. Intanto parte la corsa per le presidenziali, convocate per il 25 maggio dopo la destituzione del capo dello Stato Viktor Ianukovich, ora ricercato per uccisioni di massa. Da oggi la commissione elettorale centrale ha cominciato ad accettare la registrazione delle richieste dei candidati, che hanno tempo fino al quattro aprile per presentare i documenti. I candidati più probabili sono il leader di Udar, l'ex campione mondiale di pugilato Vitali Klitschko, il leader del partito Patria Arseny Iatseniuk (quello dell'ex premier Iulia Timoshenko), il presidente del partito di estrema destra Svoboda Oleg Tiaghnibok, e la stessa Timoshenko. Ieri ha annunciato di voler correre anche Mikhail Dobkin, capo dell'amministrazione regionale filorussa di Kharkov. La formazione del nuovo governo di unità nazionale in Ucraina è stata rinviata a giovedì. L'ha annunciato il presidente ad interim, Oleksandr Turcinov. Passaggio fondamentale per rimettere in moto il Paese, come ha lasciato intendete l'ambasciatore della Ue a Mosca Vygaudas Usackas. “L'Europa è pronta a garantire aiuto finanziario all'Ucraina dopo che sarà formato il nuovo governo e sarà chiaro il suo programma, e spera nella cooperazione tra Ue e Russia in questo campo”. Nel mentre continua il processo di transizione dopo la rivolta che ha portato alla destituzione del presidente fedele a Mosca. Sono stati rimossi infatti il capo del dipartimento di pubblica sicurezza e i comandanti della polizia delle regioni di Kiev, Dnipropetrovsk, Cerkasy e della Transcarpazia. Il nuovo ministro dell'Interno ad interim, Arsen Avakov, ha inoltre ordinato un'inchiesta su alcuni dirigenti di polizia accusati di abuso di potere. L'inchiesta è condotta da una commissione di 29 funzionari del ministero.

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