venerdì 21 febbraio 2014

Air France-Klm, rosso 1,827 mld in 2013

[Se alla Borsa si guarda come a una istituzione la cui funzione sociale appropriata è orientare i nuovi investimenti verso i canali più profittevoli in termini di rendimenti futuri, il successo conquistato da Wall Street non può proprio essere vantato tra gli straordinari trionfi di un capitalismo del laissez faire. Il che non dovrebbe meravigliare, se ho ragione quando sostengo che i migliori cervelli di Wall Street sono in verità orientati a tutt'altri obiettivi. John Maynard Keynes]  Il gruppo Air France-Klm chiude il 2013 con una perdita netta da 1,827 miliardi di euro, legata in particolare a 923 milioni di svalutazioni di attivi fiscali differiti e alla ricollocazione di CityJet, in corso di cessione, tra gli asset non strategici. La perdita è superiore di oltre 600 milioni rispetto a quella del 2012. A proposito di Alitalia, l'ad Alexandre de Juniac ha ribadito che “se le condizioni saranno soddisfatte, siamo pronti a considerare positivamente un investimento”.  “Stavamo parlando con il governo Letta, ora aspettiamo di vedere nel governo Renzi chi sarà il mio interlocutore per riprendere i contatti e continuare la conversazione” sul caso di ristrutturazione di Alitalia. Così il commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia, avvertendo che “saranno necessarie lunghe e difficili discussioni”. AirFrance,  investiamo solo se condizioni soddisfatte. “Su Alitalia abbiamo sempre detto che abbiamo posto delle condizioni, e che se le condizioni saranno soddisfatte, siamo pronti a considerare positivamente un investimento, ma che non faremo niente se le condizioni non saranno soddisfatte”. Lo ha affermato l'amministratore delegato di Air France-Klm, Alexandre de Juniac, durante la presentazione dei risultati annuali. “Faccio sempre la stessa dichiarazione, non è nuova”, ha aggiunto. Le condizioni franco-olandesi, come ha rilevato lo stesso Juniac in più occasioni, non sono del resto poi così diverse da quelle della compagnia di Abu Dhabi, Etihad. Il vettore degli emirati è però attualmente in trattative per entrare nel capitale di Alitalia con un investimento da compreso fra i 300 e i 350 milioni. Se l’operazione dovesse andare a buon fine, Etihad diventerà titolare del 49% della società italiana presieduta da Roberto Colaninno. Tuttavia la trattativa, che avrebbe dovuto concludersi il prossimo 4 marzo, sta andando per le lunghe. “Renzi ha tutto il tempo che vuole per darci una valida mano. Per chiudere con Etihad ci vogliono un paio di mesi”, ha spiegato l’amministratore delegato di Alitalia in una recente intervista a Radio24. E il nodo centrale, al momento, in discussione con i futuri soci arabi è proprio l’elevato indebitamento della compagnia italiana. Intanto Parigi è in allerta. “Se Ethiad fa qualcosa con Alitalia, non sarà qualcosa di aggressivo nei nostri confronti per non tagliare le importanti strategie che esistono fra Alitalia e AirFrance – ha spiegato al quotidiano La Tribune de Juniac lo scorso 23 gennaio.  È  una questione che Ethiad ha ben centrato”. Senza però parlarne con AirFrance. Almeno, questo è quello che ha riferito de Juniac nel corso della conferenza parigina in cui ha annunciato la conclusione per fine anno della ristrutturazione della compagnia da lui guidata.

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