martedì 29 ottobre 2013

Rivolta rsa Gh a Punta Raisi

[Ho sempre visto che, per riuscire al meglio nel mondo, bisognava avere un’aria stupida, ma esser saggi. Montesquieu] Non è mai troppo tardi, sembrerebbe che gli eterni illusi, sindacalisti di lungo corso e matricole si sono stancati di essere sudditi dei vari segretari regionali e provinciali. Dopo tante vicissitudini umilianti, non ultima la nomina in gh di 8 capi squadra e tre capi turno, un’azienda che ripetutamente minaccia di portare i libri in tribunale se non si iniziava la cassa integrazione non può, non deve fare promozioni.  Gestire questa rivolta non sarà facile, cosa diranno i presunti leader sindacale di Punta Raisi alla gesap? Davanti a un documento così chiaro, viene messa in discussione la fiducia dell’iscritto con il proprio sindacato. Davanti a un fatto così grave, mai avvenuto a Punta Raisi, solo le dimissioni dei vertici sindacali  (praticamente sfiduciati dai propri rsa) possono ancora dare valore alla lotta sindacale.  “Siamo stanchi di quello che sta accadendo. Siamo stanchi di un sindacato – si legge nel documento firmato da tutti gli rsa Cisal, Cgil, Uil e Cisl - che comanda dall’alto senza capire i problemi di ogni giorno dei lavoratori. Siamo stanchi di sopportare che a scegliere al posto nostro sono segretari che magari neanche lavorano in gh, ma in gesap. Ogni giorno – continua il documento dei ribelli rsa della gh - siamo attaccati da operai e anche da impiegati della gh che ci chiedono di ribellarci e fare qualcosa per questo privato che sta per arrivare in gh mentre in gesap ancora si discute. La gente sa che nelle ultime riunioni la gesap ha detto che la gh è la palla al piede della gesap e che deve essere privatizzata separatamente e prima della gesap. Noi non ce la facciamo più, e vogliamo dire la nostra e noi vogliamo che gh deve andare insieme a Gesap. E troppo facile scegliere quando si ha il sedere sulla poltrona o addirittura si sta a casa. Molti di noi  sono stati già fregati nel 2005 quando ci avevano detto che sarebbe andato tutto bene e non sarebbe cambiato niente. Invece le cose sono cambiate e come se sono cambiate. Adesso un operaio Gesap guadagna più di un’operaio Gh, operai gesap hanno avuto 700 euro di arretrati e noi di gh no! I buoni colazione sono spariti e nel pulmino dobbiamo entrare dopo quelli Gesap. L’accordo del 2005 – conclude il documento denuncia - è carta igienica e forse sarà carte igienica anche quello che qualcuno vorrebbe firmare fra poco. Ma noi ci schiereremo contro e stavolta appena un segretario firma senza seguire quello che noi vogliamo se la vedrà con noi rsa e lavoratori che abbiamo subito anche troppo. In gh ci hanno massacrato mentre in gesap sono belli tranquilli e i sindacalisti che hanno firmato dove sono? Sono tranquilli o in gesap o a casa, perché c’è gente che neanche viene a lavorare. A tutti i lavoratori della gh insoddisfatti e arrabbiati vogliamo dire che noi stiamo organizzando una riunione tra ex gesap ex alitalia, fra di noi non ci devono essere differenze siamo tutti gh per fare in modo che gh sia venduta se deve essere venduta insieme a gesap e vogliamo anche avere tutti quanti gli stessi diritti. A tutti i sindacalisti che vogliono fare i furbi diciamo di stare attenti …”.  

9 commenti:

  1. Condivido pienamente, ed è quello per la quale mi batto e continuerò a battermi, Gh deve rimanere in Gesap e non deve seguire processi di vendita separata, a breve se non ci daranno certezze LEGEA CISAL proclamerà lo stato di agitazione, speriamo in una linea condivisa con le altre OS, ma se ciò non accade noi andiamo avanti, riguardo sfiducia, a tutt'oggi non penso mi possa riguardare, visto che i nostri iscritti aumentano, i nostri rsa hanno manifestato la piena condivisione di questa linea intrapresa dopo il direttivo alla quale erano presenti tutti gli rsa.
    Le nostre battaglie continuano! Nell'interesse di tutti i lavoratori, in oltre stiamo valutando la possibilità di aprire vertenze legali per contestare le ultime promozioni. Saluti a tutti LEGEA CISAL Giacomo De Luca

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    1. beh! da quello che leggo sopra, sembrerebbe tutto il contrario di quello che tu dici,, non so' sei in grado di dare iniziative non perchè ti manca il coraggio ma sopratutto perchè ormai il vostro tempo è finito, credo invece che nessuno ti seguira' in nessun tipo di protesta

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    2. Noi faremo le battaglie che è giusto siano fatte per non mandare i lavoratori al macello, spiegheremo ad ognuno il perché occorre partecipazione alle nostre iniziative, chi ci seguirà tutelerà i propri interessi, chi non lo farà sarà un autolesionista.
      Mai più Gh separata da Gesap, ripeto questa è la nostra battaglia, non è mai finito il tempo di chi lotta per i lavoratori, anzi ogni giorno è un giorno nuovo per portare avanti iniziative a difesa e tutela dei lavoratori, perché caro amico anonimo, questo è un tempo difficile un tempo in cui c'è molto ma molto bisogno di sindacato quello fatto col cuore. Saluti Giacomo De Luca

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  2. Caro Enzo , io credo che oltre alle dimissioni, che in un momento come questo sarebbero un abbandonare la nave che affonda , esiste una altra opzione ! fgare fronte comune con chi in GH è giustamente incazzato e iniziare a fare le cose che la gente ci chiede unitariamente , tutte le organizzazioni sindacali insieme ! Non facendo galleggiare le aziende ( gesap e gh ) sulle nostre spaccature , ma con un intento e un percorso comune.
    Ne vedremmo delle belle !
    Ciao

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  3. Giacomo si scrive le RSA come fai ha scordartelo. Sono un RSA.

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  4. CARO RSA TI CONSIGLIO DI ISCRIVERTI A SCUOLA PRIMA DI ISCRIVERTI AL SINDACATO.............HA SCORDARTELO CON L'ACCA...VRIOGNA
    M'JACKSON

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  5. Tu invece togli la h !!!!!!!

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  6. Si può sapere chi sono questi padalini ( RSA ) che vogliono immolare per questa giusta causa?mi sembra giusto sapere con chi parlare per dare sostegno...

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  7. Il pensiero di Ettore Bernabei sulle privatizzazioni:

    "Che cosa ha ricavato l'Italia dalle privatizzazioni? Eravamo il quarto Paese tra i 7 più industrializzati al mondo - continua -, e ora ci tengono nel G20 perché abbiamo bei paesaggi e bei musei. Le privatizzazioni hanno distrutto quel primato che non a caso fu chiamato 'miracolo italiano'. Smettiamola di pensare che le privatizzazioni siano il toccasana: sono la rovina dei popoli. Un conto è la libertà di impresa, che è sacrosanta, ma privatizzare quello che è un patrimonio pubblico, cioè di tutti, è un'altra cosa. Le partecipazioni statali erano un patrimonio di tutti che è stato distrutto. E ora gli italiani stanno peggio. Queste sono le privatizzazioni".

    E quel modello, che ha portato l'Italia così avanti, era merito della Democrazia cristiana, secondo Bernabei. "La Dc era il promotore di quel modello di sviluppo: lo ripresero e reinventarono i democristiani. Tutti volevano allora chiudere l'Iri, perché era nata in tempi fascisti per sopperire ai disastri della crisi del '29, nel '33. Allora le banche non ce la facevano più a gestire le vecchie industrie belliche che non erano riuscite a riconvertirsi, così fu pensato di costituire questo istituto della ricostruzione industriale che poi diventò la spinta principale alla ricostruzione e a quello che fu chiamato il miracolo economico italiano", spiega.

    "Le aziende pubbliche, infatti, aiutarono le private (era un sistema misto) fornendo semilavorati, come l'acciaio, servizi, come la telefonia, energia, come il gas e il petrolio dell'Eni, a basso costo. E così un Paese privo di materie prime e senza tecnologie avanzate riuscì a diventare competitivo sui mercati di tutto il mondo al punto che l'Inghilterra in quegli anni, '62-'63, era al quinto posto tra i Paesi industrializzati e l'Italia al quarto. Londra aveva vinto la guerra, noi no: questa è stata la Democrazia cristiana", conclude Bernabei.

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