venerdì 30 agosto 2013

Gb dispiega 6 caccia a Cipro

[So di non sapere. Socrate] Le prove della responsabilità del regime di Assad nell'uso di armi chimiche “sono sotto i nostri occhi”. Lo ha detto il premier britannico David Cameron presentando in parlamento la mozione sulla Siria. Sei aerei da caccia della Raf sono stati dispiegati a Cipro “come misura precauzionale” per proteggere gli interessi britannici nella regione. Lo riferisce il ministero della Difesa britannico. “Sei jet Typhoon della Raf sono stati dispiegati presso la base di Akrotiri a Cipro”, ha spiegato un portavoce del ministero “a protezione degli interessi britannici e a difesa della nostra base in un momento di tensione nell'intera regione e non per prendere parte ad un'azione militare in Siria”. “Un attacco alla Siria rafforzerà i nostri animi”. Lo ha affermato il presidente Bashar al Assad, citato dalla Tv di Stato, aggiungendo che “la Siria si difenderà da ogni aggressione straniera”. “Israele non e' coinvolto nella guerra civile siriana, ma se provano a colpirci risponderemo a piena forza”. Così il presidente Shimon Peres ha risposto alle minacciate ritorsioni contro Israele nel caso di un intervento militare occidentale in Siria. “Israele - ha detto Peres, citato dai media - ha un forte, innovativo e potente esercito e un sistema di difesa come mai prima. I rapporti su un attacco contro di noi sono tesi a creare panico”. Gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare la Siria da soli se necessario. Dopo lo schiaffo del parlamento inglese al primo ministro David Cameron, con la bocciatura per 13 voti della mozione per un intervento in Siria, la Casa Bianca lascia intendere che gli Usa potrebbero agire da soli, anche perchè si tratterebbe di un'operazione limitata per la quale non sarebbe necessaria una coalizione. Il presidente americano Barack Obama non ha ancora preso una decisione e continua a valutare le opzioni a disposizione. Ma il no dei Comuni sembra incrinare l'asse fra Stati Uniti e l'alleato speciale inglese, che li ha affiancati in ogni importante operazione militare intrapresa da Washington, dall'invasione di Panama del 1989 in poi. Gli Stati Uniti sono ancora alla ricerca di una “coalizione internazionale” per rispondere al presunto attacco con armi chimiche del regime siriano contro i civili, ha detto oggi il segretario della Difesa americano Chuck Hagel. “Il nostro approccio è quello di continuare a trovare una coalizione internazionale che agirà di concerto”, ha detto oggi il il capo del Pentagono nel corso di una conferenza stampa a Manila. E mentre in centinaia scendono in piazza a New York e Washington per manifestare contro un intervento in Siria “costruito su bugie”, la Casa Bianca aggiorna il Congresso, offrendo ai leader informazioni non classificate sulle prove raccolte che - secondo l'amministrazione - proverebbero la responsabilità di Assad. I 15 membri del Congresso, incluso lo speaker della Camera John Boehner, ascoltano per 90 minuti gli
aggiornamenti e le motivazioni dell'amministrazione per un possibile intervento. Secondo quanto riferito al termine della conference call, l'amministrazione ha ribadito di non avere dubbi sull'uso di armi chimiche da parte di Assad e questo anche sulla base delle comunicazioni intercettate fra alti funzionari del regime di Assad in merito a un attacco. Parlamentari e senatori si mostrano, al termine del confronto, spaccati fra chi sostiene la necessità di agire, chi più cautamente chiede ulteriori prove e alcuni che ritengono sia necessario aiutare i ribelli mentre si tenta di costruire una coalizione internazionale. Molti restano convinti che ci sia ancora da fare per l'amministrazione per convincere il pubblico su un intervento. Il rapporto dell'intelligence che mostra le responsabilità di Assad dovrebbe essere diffuso nelle prossime ore. Nessuna informazione - riferiscono i parlamentari - è stata offerta su un tempistica di un eventuale attacco e su chi ne pagherà i costi. Secondo indiscrezioni, un'eventuale misura sarà presa una volta che gli esperti dell'Onu lasceranno la Siria. Gli ispettori delle Nazioni Uniti lasceranno il paese sabato.




1 commento:

  1. “Dall'isola di Cipro non partirà alcun attacco militare contro la Siria ed abbiamo ricevuto garanzie in questo senso”. È quanto ha detto oggi il ministro degli Esteri cipriota, Ioannis Kasoulides secondo il quale da giorni è al corrente che la base della Royal Air Force (Raf) di Akrotiri, sulla costa meridionale dell'isola, non sarà utilizzata come piattaforma di lancio per le forze britanniche. Due giorni fa Londra vi ha inviato “per precauzione” sei caccia da combattimento Typhoon.

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