sabato 27 luglio 2013

Aznar pronto a ritorno politica attiva

[Casa senza femmena, varca senza timone. Una casa senza donna è come una barca senza timone] L'Italia ha più tempo della Spagna per affrontare gli “impedimenti strutturali alla crescita”. Lo afferma l'agenzia Moody's, sottolineando che i “conti pubblici più  forti a livello strutturale” dell'Italia sono una delle ragioni per cui il rating dell'Italia è superiore a quello della Spagna. Moody's ha confermato in aprile il rating Baa2 per l'Italia, mentre la Spagna è Baa3.
Uno sfratto ogni 15 minuti. A Madrid la fine della bolla immobiliare solo nel 2012 ha segnato un record di pignoramenti: quasi 40mila appartamenti, secondo i dati diffusi per la prima volta dalla Banca di Spagna. L’83 per cento delle case erano abitate da famiglie che non sono state più in grado di far fronte alle rate del mutuo, a causa della crisi economica e di un tasso di disoccupazione pari al 26,5 per cento, che significa circa sei milioni di senza lavoro, con punte al 57% tra i giovani. L'ex premier spagnolo José Maria Aznar non esclude di tornare alla politica attiva e di riassumere la leadership del Partido Popular. In un'intervista televisiva, ad Antena 3, si è detto molto preoccupato per la situazione in cui versa la Spagna e, a una domanda su un possibile ritorno alla prima linea politica, ha replicato: “Non sono mai sfuggito alle mie responsabilità: onorerò gli impegni col mio partito, con me stesso e col mio Paese”. Su un numero complessivo di 39.167 abitazioni, 32.490 rappresentavano l’unica residenza di proprietà. Oltre la metà delle riconsegne (20.972) sono avvenute spontaneamente e di queste il 75 per cento (15.826) sono state catalogate come dación en pago, procedura che porta alla estinzione del debito al momento della consegna della casa alla banca di riferimento. Almeno 2.405 famiglie sono state invece sfrattate con la forza e in 355 casi è stato necessario l’intervento della polizia per eseguire i provvedimenti. In ogni caso la Banca centrale iberica ha sottolineato che il dato va preso con margine di cautela, visto che riguarda circa l’85 per cento del credito ipotecario che gli istituti finanziari gestiscono. Insomma non “riflette la totalità del settore bancario spagnolo”. Intanto però tra il 2008 il 2012 in Spagna sono state sfrattate per morosità oltre 400mila famiglie. Una cifra che continua a crescere e ha portato il Paese a una serie di suicidi senza tregua: a gennaio del 2012 si sono registrati almeno quindici casi. In risposta il Parlamento ha approvato una nuova legge per frenare gli sgomberi esecutivi, ma non l’articolo più importante, secondo gli attivisti della Pah, la Piattaforma per le vittime dell’ipoteca. Il decreto legge, entrato in vigore il 10 marzo e approvato solo coi voti del Partito popolare, con maggioranza assoluta alla Camera, limita gli interessi di mora e permette ai giudici di sospendere uno sgombero, previa il riscontro di qualche clausola abusiva.

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