domenica 30 giugno 2013

Croazia in Ue

[Si servi du patruni un si servu bonu 'né p'unu, 'né pi l'autru'] La Croazia celebra oggi nelle piazze e nelle strade delle maggiori città l'adesione all'Unione europea come 28/mo Stato membro, con la festa centrale alla presenza di decine di capi di Stato, premier e ministri, in programma sulla Piazza Bano Jelacic di Zagabria, la più grande del Paese. A rappresentare l'Italia ci saranno il presidente della repubblica Giorgio Napolitano e il ministro degli esteri Emma Bonino. L'ingresso formale nell'Unione scatterà alla mezzanotte in punto e praticamente tutto il Paese sarà illuminato dai fuochi d'artificio mentre i cori canteranno l'Inno alla Gioia di Beethoven. Alla mezzanotte le campane delle chiese suoneranno a festa. Celebrazioni sono previste ai confini con l'Ungheria e la Slovenia, dove verranno aboliti i punti di controllo doganale, anche se i controlli frontalieri resteranno effettivi per almeno altri due o tre anni, in vista dell'adesione del Paese ex jugoslavo alla zona Schengen. La circolazione delle persone sarà comunque semplificata e più veloce dato che ai valichi saranno istituiti controlli congiunti e ai croati basterà solo la carta d'identità per entrare negli altri Paesi dell'Ue. Ai confini con Serbia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro, fino al 1990 insieme alla Croazia repubbliche che facevano parte della Jugoslavia socialista, saranno erette le tabelle con la scritta Unione europea, e i controlli di merci e persone saranno adeguati alle normative di Bruxelles. Entrando nell'Ue, Zagabria esce della Cefta, zona di libero commercio di cui fanno ancora parte i Paesi dei Balcani occidentali che non sono nella Ue.

1 commento:

  1. Il ministro degli esteri serbo Ivica Dacic ha cancellato la sua partecipazione a un incontro il 3 marzo a Zagabria con i colleghi dei Paesi aderenti al Processo di cooperazione del sudest Europa (Seecp). La decisione, ha reso noto il ministero in un comunicato, è stata presa dopo "le ultime dichiarazioni del ministro degli esteri croato Davor Stier, contrarie ai principi fondamentali di rispetto per le relazioni di buon vicinato e di promozione della cooperazione regionale". Oggi Stier, dopo le dure critiche di Dacic sul modo in cui in Croazia si celebra il beato cardinale Alojzije Stepinac - accusato da Belgrado di crimini di guerra e di appoggio al regime ustascia croato durante la seconda guerra mondiale - ha chiuso ogni canale di comunicazione con il collega serbo. "La Croazia intende continuare ad avere buoni rapporti con la Serbia e mantenere un canale di comunicazione con Belgrado, ma questo non è più possibile con il ministro Dacic", ha detto Stier.

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