domenica 26 maggio 2013

Negato il patteggiamento a Soddu


[Storta va diritta vene, sempe storta nun pò ghì.  Insisti, prima o poi girerà bene]La procura di Vicenza ha detto no alla richiesta di patteggiamento avanzata da Vincenzo Soddu per il crack di Myair, nel corso della nuova udienza del processo per il fallimento della compagnia low cost. I difensori di Soddu avevano chiesto di concordare la pena a tre anni e quattro mesi. La procura ha invece accolto la richiesta di Luca Soddu, due anni di reclusione, Arturo Nevi, Edgardo Badiali e Aldo Bianchini con patteggiamenti compresi fra un anno e 4 e un anno e 5 mesi. Trentadue persone sono accusate di essere i responsabili del crac della compagnia aerea Myair che ha percepito indebitamente 18,5 milioni di euro di contributi pubblici, causato un danno erariale di 32 milioni, distrazioni patrimoniali di 8 milioni e falsi in bilancio per 900 milioni, mancati pagamenti allo Stato per 18 milioni (Iva, Irpef e contributi erariali), lasciati senza lavoro 600 persone tra Italia e Spagna e più  “di 100 mila viaggiatori vittime del dissesto da 200 milioni. Sono queste le cifre calcolate dalla Guardia di Finanza di Vicenza sulla bancarotta della compagnia aerea al termine dell'inchiesta della procura  che ha emesso, nel dicembre 2010. Secondo quanto accertato dai finanzieri il gruppo Flyholding, quello in cui era inquadrata la Myair, attiva nel mercato aereo europeo dei vettori low cost, dal dicembre 2004 fino al luglio 2009, quando l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile revoca la licenza di esercizio, era tecnicamente insolvente già dalla primavera del 2006; tuttavia, attraverso una sistematica e colossale falsificazione dei bilanci, pari ad oltre 900 milioni di euro, è riuscito a tenersi in vita ingannando tutti gli attori del mercato aereo: l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, le società aeroportuali, i viaggiatori. Frodate anche banche e fornitori e, soprattutto, lo Stato: la compagnia, dal gennaio 2005, non ha mai pagato l'Iva ed ha omesso il versamento delle ritenute Irpef. Grazie a situazioni patrimoniali del tutto «inventate», Myair aveva tentato nel 2008 di quotarsi in Borsa, ma il progetto era poi naufragato. Sono stati, peraltro, i bilanci falsi a consentire alla Myair di beneficiare, tra il 2008 ed il 2009, di circa 18,5 milioni di euro di contributi pubblici erogati dalla Regione Puglia. Al riguardo, le Fiamme Gialle vicentine hanno comunicato alla Corte dei Conti un danno erariale di circa 32 milioni di euro commesso dagli amministratori della Myair che, nel 2007, partecipa al bando per l'assegnazione dei fondi pubblici. Il dissesto della Myair (200 milioni) è stato analizzato nelle sue origini, nelle conseguenze e sotto il profilo delle responsabilità. Ne è emerso un quadro che ha consentito al pm vicentino Marco Peraro, di contestare 41 distinti capi di imputazione, riferiti a 67 differenti violazioni penali commesse tra il 2005 ed il 2010, nei confronti di 32 esponenti del vettore aereo vicentino, tra amministratori, sindaci, consulenti, revisori dei conti. Il Tribunale di Vicenza ha disposto il sequestro in ambito civile di 100 milioni di euro di beni intestati a 7 degli indagati. Di questi, 5 sono ex amministratori della società, gli altri sono un revisore dei conti ed un perito. L'ufficio giudiziario vicentino ha inoltre confermato il sequestro penale, nei riguardi di 6 indagati, di cinque unità immobiliari situate in provincia di Treviso, Vicenza e Cagliari, oltre a disponibilità finanziarie e quote societarie per un valore di circa 7,3 milioni; provvedimento questo che era stato disposto dal alla fine del 2010. Momento cruciale per le indagini, hanno spiegato i vertici della Gdf di Vicenza, è stata la rogatoria internazionale nel maggio 2010 che ha permesso agli investigatori italiani di assistere la magistratura spagnola nell'audizione del commissario straordinario della consorella iberica di Myair, la Lte International Airways, dichiarata in bancarotta nel 2009. Le dichiarazioni ed i documenti acquisiti dai militari, assistiti dal magistrato di collegamento italiano a Madrid, hanno permesso di appurare che anche la Lte era in stato d'insolvenza sin dal 2006. Tra i reati contestati agli indagati per il crac Myair - oltre alla bancarotta fraudolenta patrimoniale e preferenziale, il ricorso abusivo al credito, le false comunicazioni sociali, l'indebita percezioni di contributi pubblici - vi è anche, per la prima volta in Italia, l'ostacolo all'Enac, per la fase comunicazioni che la compagnia trasmise all'ente fin dal 2006 sulla propria reale situazione economica, finanziaria e patrimoniale. Proprio queste false informazioni - secondo l'accusa - permisero a Myair di restare titolare in seguito della licenza e del certificato per poter volare. Il gip parla espressamente del pericolo di reiterazione dei reati.  “Dopo il dissesto delle compagnie Volare e Myair, Soddu - scrive il giudice -, unitamente al figlio Luca, in seguito all'interruzione nel luglio 2009 dell'attività di trasporto, è subentrato nella gestione di un'ulteriore compagnia aerea, stavolta di diritto albanese, con sede a Tirana e denominata Star Airways, in cui sono confluiti, come accertato dalla guardia di finanza, sia i manuali operativi della Myair sia ex piloti della stessa”.  I magistrati riconoscono che la Finanza, con i marescialli Daniele Leonetti e Gabriele Graziesi, ha svolto un puntiglioso lavoro di analisi investigativa finanziaria e contabile, confermato dai consulenti e periti di procura e tribunale come Cacciari e De Stefano. C'è stata una confusione gestionale che non consentiva di comprendere la giustificazione dei flussi finanziari. Così nel 2006 venne conferito il ramo d'azienda Myway Airlines nella neonata Myair, valutandolo 60 milioni. In realtà, dicono gli inquirenti, il valore era quasi zero. Questa sopravvalutazione fu identica a quella nel 2005 della società spagnola LTE, valutata da Braga in 22 milioni. Grazie a queste due patacche contabili, sostiene il pm, dal 2006 al 2009 è stata nascosta l'insolvenza di Myair che otteneva finanziamenti senza avere un effettivo valore patrimoniale. Gli aerei erano in leasing, l'holding dei due Soddu di suo aveva poca roba e l'attivo sarebbe di un solo milione. Per il gip è inevitabile che il profondo rosso di 215 milioni apra le porte del carcere al comandante spericolato.

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