martedì 30 aprile 2013

Riggio e i suoi sudditi

[Chi chiea 'a sarvietta a tavula è segno ca llà nun ce vò mangià cchiù.  Chi piega il tovagliolo a tavola è segno che là non ci vuole più mangiare] Segue, in prima persona, la privatizzazione della Gesap e della Sac il commissario straordinario dell’Enac. Potrebbero essere tanti gli interessi economici che ruotano intorno alla privatizzazione dei due maggiori scali siciliani. Gli amministratori dei due scali sono interessati perché potrebbero perdere il posto, gli azioni che vendono vorrebbero guadagnare più del dovuto, i sindacati, invece, sembrano non preoccuparsi di tutto quello che sta succedendo. Assemblee, agitazioni, scioperi ... ma che deve pensare il nuovo azionista prossimo venturo, che il sindacato a Punta Raisi è poco aziendalista?  È  ancora polemica sulla Gesap, al società che gestisce l'aeroporto Punta Raisi e che si avvia alla privatizzazione. Questa mattina, infatti, la commissione Attività produttive del consiglio comunale di Palermo avrebbe dovuto affrontare la vicenda insieme al vicesindaco Cesare Lapiana, che però era a Roma in missione istituzionale. Un'assenza, la quarta, che fa gridare allo scandalo i consiglieri di opposizione. L’Enac informa che, a seguito di quanto emerso nella seduta del Consiglio di Amministrazione dell’Ente del 14 marzo u.s. relativamente alla situazione economico-finanziaria e gestionale degli aeroporti di Palermo e Catania, si è tenuto ieri, 29 aprile 2013, un primo incontro con la GESAP S.p.A, Società di gestione dello scalo di Palermo. All’incontro hanno partecipato, per l’Enac, il Commissario Straordinario Vito Riggio e il Direttore Generale Alessio Quaranta, unitamente al Magistrato della Corte dei Conti, delegato al controllo, e ai Direttori Centrali delle strutture interessate. Per la Gesap erano presenti i maggiori azionisti e, precisamente, il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il Presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, il Presidente della Camera di Commercio di Palermo, Roberto Helg, accompagnati dai vertici societari. Dunque il Vice sindaco non c’era?  L’Enac ha preso atto, con soddisfazione, dell’iniziativa degli azionisti presenti, tesa ad avviare un percorso atto a definire la strategia e le modalità per giungere a una privatizzazione del capitale sociale detenuto, che possa consentire un adeguato sviluppo dell’aeroporto negli anni a venire. Al contempo si è appreso che il Comune e la Provincia di Palermo intenderebbero mantenere una quota di capitale sociale, che permetterebbe la presenza degli stessi negli organi di governo e controllo societario, anche al fine di tutelare gli interessi espressi dal territorio di riferimento.

lunedì 29 aprile 2013

Gesap come la Sea?


[Chi nasce quatro nun more tunno.  Chi nasce quadrato non muore cerchio] L’indagine della Commissione  europea ha rivelato che gli apporti di capitale effettuati dagli azionisti pubblici di Sea hanno procurato un indebito vantaggio economico a Sea Handling rispetto ai concorrenti che operano senza sovvenzioni da parte dello Stato. Sea Handling deve quindi restituire l’importo che le ha procurato tale indebito vantaggio, maggiorato degli interessi.  In particolare, gli orientamenti prevedono che le imprese interessate debbano elaborare un solido piano di ristrutturazione che ripristini la redditività a lungo termine e permetta loro di funzionare senza continuare a ricevere sovvenzioni da parte dello Stato.  Inoltre, le imprese beneficiarie dell’aiuto devono attuare adeguate misure compensative finalizzate a ridurre al minimo le distorsioni di concorrenza create dall’aiuto di Stato, e ad apportare un considerevole contributo al piano di ristrutturazione mediante risorse proprie.  Ci sarebbe dunque da chiedersi con quali possibilità di successo e con quali argomenti giuridici si intenda convincere la Commissione europea? L’unione europea potrebbe contestare alla Gesap la gestione dell’ handling che inizialmente è stato privatizzato al 49% (ma che a sua volta non si capirebbe con quali modalità). Poi, recentemente, la Gesap avrebbe ricomprato la quota dalla Gh. La Gesap (ente pubblico al 99%) dovrebbe ricapitalizzare se stessa e la Gh, sua controllata a100%, non solo il ma settore cargo della Gesap dovrebbe essere affidato alla controllata Gh. Con il personale Gesap che resterebbe con il gestore, a che titolo decidi di dismettere  il cargo senza una gara d’appalto?  La Gh in tutti questi anni avrebbe avuto, rispetto all’unico concorrente, totalmente privato, presente a Punta Raisi, un indebito vantaggio economico. 

EasyJet: sciopero hostess 27/5

[Chi và pe' chistu mare chisti pisce piglia.  Non ti meravigliare dei risultati] Disagi in vista per chi si dovrà spostare, a maggio, dagli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa. Da domani, infatti, parte una serie di mobilitazioni che coinvolgono, in prima istanza, le vertenze di Sea Handling e della Lepanto, la cooperativa di trasporto dei disabili, all'interno della quale due terzi dei dipendenti sono a rischio di perdere il lavoro. Domani presidio attivo per circa 4 ore. Il 14 maggio, invece, si prevedono 24 ore di sciopero, come pure agitazioni sono previste anche il 27 maggio. Le proteste sono organizzate dai sindacati autonomi e coinvolgono i lavoratori di Sea Handling, che manifestano contro i temuti tagli al personale al seguito di una maxi multa comminata alla società di gestione dei bagagli da parte di Bruxelles. Lunedì 27 maggio primo sciopero di 4 ore, dalle 10 alle 14, degli assistenti di volo della compagnia Easyjet, proclamato da Filt Cgil e Fit Cisl. “Di fronte alla chiusura totale dell'azienda sul contatto unico del Trasporto Aereo e su diverse altre istanze dei lavoratori - spiega Roberto Pesaresi della Filt Cgil – non vediamo altra strada che quella del conflitto”.  Ondata di scioperi per il settore del trasporto aereo nei prossimi giorni. Si parte con il 3 maggio, con gli assistenti di volo Blue Panorama che si fermeranno per 4 ore, dalle 10.00 alle 14.00. Il 14 maggio è la volta del personale navigante comandanti e piloti della società Alitalia Cityliner che sarà in sciopero per 24 ore, al pari degli assistenti di volo del Gruppo Alitalia Cai. Anche gli assistenti di volo di easyJet saranno in sciopero nella medesima giornata, ma per 4 ore, dalle 10 alle 14. Invece si fermerà per 24 ore il personale delle società Sea e Sea Handling degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa si fermerà per 24 ore.  I segretari regionali della Cgil Fit-Cisl e Uiltrasporti, supportati dal sindacato europeo  Etf, European Transport Workers’ Federation, hanno cercato inutilmente di convincere la Commissione europea a ritirare o almeno sospendere la sanzione inflitta alla Sea Handling di 360 milioni di Euro, che se confermata dalla Corte di Giustizia europea a fine maggio, porterebbe al fallimento della società e ad inevitabili ricadute occupazionali per i 2300 addetti.  I sindacati hanno spiegato alla Commissione europea che Sea Handling, essendo per il 44% del suo capitale in mano ad investitori privati (il fondo F2i, Fondi italiani per le infrastrutture) di Gamberale dovrebbe essere ritenuta “Praticamente privata”.  A fronte di questa argomentazione che invero appare assai debole, facilmente verrebbe obiettato che in effetti il Comune di Milano è ancora proprietario del 54% del capitale di Sea (che a sua volta controlla Sea Handling), né tuttora risulta essere stato, come da taluno suggerito, intercorso alcun patto parasociale che metta in mano ai privati la  gestione societaria.  La Commissione europea sul punto è stata irremovibile: o Sea Handling restituisce i 360 milioni di Euro ricevuti nel corso degli anni, considerati “Aiuti di Stato” perché erogati da un soggetto pubblico (Sea) e dimostrerà di operare sul mercato, oppure dovrà essere ceduta a privati. 

Iraq: 2.000 mld dollari costo per Usa


[Chi guverna 'o cavallo suio nun è chiammato muzzo 'e stalla. Chi governa il proprio cavallo non è considerato un mozzo di stalla] Oltre 134 mila civili iracheni uccisi e un costo di 1.700 mld di dollari per le casse del governo Usa: questi alcuni dei numeri forniti dal progetto “Costs of War” del “Watson Institute for International Studies” sulla guerra in Iraq. Ai 1.700 mld si dovrebbero però aggiungere anche 490 mld di dollari in indennità per i veterani, una spesa che nei prossimi 40 anni, con gli interessi dovuti, potrebbe arrivare a 6.000 miliardi di dollari. Al momento dell’invasione dell’Iraq nel 2003, l’amministrazione Bush stimò che la guerra sarebbe costata non più di 60 miliardi di dollari, compresa l’instaurazione di un nuovo governo dopo la caduta di Saddam Hussein e la stabilizzazione interna del Paese. La guerra è costata la vita ad almeno 134.000 civili iracheni e può aver contribuito alla morte di un numero quatto volte superiore di individui, se si contano le conseguenze indirette delle condizioni di vita in Iraq nell’era post-Saddam. Includendo le forze di sicurezza, i ribelli, i giornalisti e gli operatori umanitari rimasti uccisi, il numero delle vittime oscilla tra 176.000 e 189.000. Se poi si mettono insieme i numeri delle vittime nelle guerre in Afghanistan, Pakistan e Iraq, la quota oscilla tra 272 mila a 329 mila morti. La relazione è il risultato del lavoro di circa 30 docenti universitari ed esperti della Brown University. Al netto di queste enormi perdite, la relazione conclude che i guadagni sono stati assai scarsi. La guerra ha rinvigorito militanti islamici radicali nella regione, la condizione femminile è peggiorata, il sistema sanitario già precario si è ulteriormente indebolito. Nel frattempo, 212 miliardi dollari destinati alla ricostruzione sono stati spesi per il mantenimento della sicurezza o sprecati in tangenti e frodi.

Sale esposizione banche estere in Italia


[Chi nasce puveriell' e sfurtunat' glie chiovon' 'e cazz' 'ncul' pure si sta assettat'.  Chi nasce sfortunato non può opporre nulla al proprio destino] A fine 2012 è salita l'esposizione delle banche straniere al settore pubblico italiano. E' quanto si ricava dai dati preliminari diffusi dalla Bri, la banca dei regolamenti internazionali, secondo cui sono saliti a 198 miliardi di dollari contro i 170 di fine settembre 2012 e sono costituiti per la gran parte (151 miliardi) da banche europee mentre quelle giapponesi sono esposte per 25 miliardi e 17 miliardi le americane. Il totale dell'esposizione all'Italia è salito da 689 a 717 miliardi. La nuova coalizione di governo fa cambiare il rating sull'Italia. Lo afferma Standard & Poor's, sottolineando che ci sono rischi significativi sul fatto che l'economia possa non riprendersi nella seconda metà dell'anno. “Non è ancora possibile escludere la possibilità che l’Italia possa chiedere aiuti alla Bce in futuro. Bisognerà verificare il mandato dell’esecutivo appena insediato e quindi la sua capacità di affrontare con decisione le imponenti riforme strutturali di cui il Paese avrebbe bisogno per migliorare la propria affidabilità” creditizia. Per ora, la situazione resta difficile”. Lo ha detto a La Repubblica Dietmar Hornung, analista responsabile per il rating dell’Italia di Moody’s. Tra i provvedimenti più urgenti Hornung annovera quelli sul mercato del lavoro. “Noi non diamo suggerimenti su quale politica economica attuare. C’è un insieme complesso di misure che potrebbero impattare positivamente sulla competitività: pensiamo al mercato del lavoro. Da un lato eccessivamente regolamentato e dall’altro ancora vincolato ad accordi di categoria nazionali che potrebbero viceversa essere decentrati”, dice. E poi il credito. “Le banche detengono ingenti stock di debito e sono incentivate a riacquistare titoli pubblici anziché assegnare il denaro alle aziende a prezzi ragionevoli”, dice indicando una delle cause primarie della stretta creditizia. “Le banche oggi sono vulnerabili a ulteriori shock e sono un elemento di pressioni sul rating anziché di supporto alla ripresa”, conclude.  Nella notte tra il 26 e 27 aprile l’agenzia aveva confermato il rating Baa2 per l’Italia con prospettive negative. E aveva avvertito che lo stallo politico italiano può pesare anche sulla fiducia degli investitori, con il rischio di costringere il governo a cercare l’aiuto dell’Europa tramite l’Esm, il fondo salva Stati, e “potenzialmente la Bce”. Un’ipotesi, quest’ultima, “complicata” dalle difficoltà politiche perché ogni appoggio esterno “richiederebbe inevitabilmente un impegno credibile del governo a ulteriori riforme”. L’analisi dell’agenzia di rating aveva poi dipinto un quadro severo per l’economia italiana, con una recessione più profonda delle attese. Moody’s ha infatti rivisto al ribasso le stime di crescita del prodotto interno lordo 2013 che dovrebbe contrarsi dell’1,8% rispetto all’1% precedentemente stimato. Una previsione peggiore anche a quella del Fondo Monetario Internazionale, che ha stimato per l’Italia un calo del pil dell’1,5%. La crescita – secondo Moody’s – tornerà solo nel 2014, quando il pil salirà di un modesto 0,2 per cento. 

Grecia, se non paghi le tasse vai in carcere

[A lietto stritto cucchete 'miezo. A letto stretto sistemati al centro] Penisola protesa sul mediterraneo, prolungamento sul mare della capitale,il borgo del Pireo, un tempo distante dal centro, oggi è tutt’uno con Atene, della quale è porto principale e centro commerciale fin dall’antichità. Il Pireo pulsa al ritmo di un incessante andirivieni di viaggiatori e di merci giunti da ogni parte del mondo. Non bisogna lasciarsi impressionare dalla colata di cemento, ma seguire la brezza che soffia dal mare e gli aromi del polpo alla brace … Qua e la affiorano resti antichi come quelli delle lunghe mura, fatte costruire da Temistocle nel V secolo aC per proteggere la strada che portava ad Atene.   Chi ha debiti con lo Stato rischia il carcere. La Grecia dei tre memorandum, che non chiudono la voragine dei conti scandalo è anche questo, con un disegno di legge in attesa di essere vagliato dal parlamento su cui si sta scatenando un alveare di polemiche. Dal momento che ancora una volta salva la casta che lo propone. Secondo quanto riferito in un’audizione in Commissione Giustizia dal sottosegretario Kostas Karagounis, il governo per tentare di rimediare alle mancate entrate per l’erario che al momento ammontano a due miliardi di euro, propone la reclusione in speciali carceri destinati solo ai reati finanziari. Mentre in un primo momento la misura era prevista dai 5.000 euro di tasse non pagate in su, alcune fonti giornalistiche sostengono che il limite potrebbe scendere a mille. Ma non è tutto. Perché il dilemma del sovraffollamento delle carceri non è solo italiano, bensì anche greco, con strutture fatiscenti e piene zeppe di detenuti per il 60% stranieri. Per questo il ministro della giustizia Rupakiotis avrebbe individuato dei siti alternativi, come le caserme militari, dove ospitare coloro che hanno debiti con lo Stato. E al contempo ha chiesto al suo parigrado albanese di poter trasferire i numerosissimi detenuti albanesi presenti nelle strutture elleniche direttamente nei penitenziari del paese delle Aquile. Un doppio corto circuito, istituzionale e ministeriale, che sta facendo imbufalire un Paese a un passo dalla crisi di nervi. Che i tre memorandum della troika ha messo in ginocchio, mentre la casta politica, dove abbondano indagati e parlamentari coinvolti in scandali di media ma anche di grossa taglia come il caso Siemens o la lista Lagarde, gode di una singolare immunità. 

Tutti hanno paura di Grillo


['A fortuna è comme l'anguilla: cchiù penzammo d' 'a putè agguanta e cchiù 'nce sciulia.  La fortuna è come l'anguilla: quando credi di averla presa sfugge]Il vero problema dell'Ue, a cui il blocco del Paesi del Nord dovrebbe pensare seriamente, non è Cipro ma l'Italia con il “fattore Grillo”. Lo ha detto Jim O'Neill, presidente di Goldman Sachs Asset Management, in un'intervista a Bloomberg Tv. “La storia più interessante - dice O'Neill - è il fattore Grillo in Italia. Non capisco come i tipi duri del Nord non stiano pensando a questo problema”. “Il vero pericolo per l'Europa è che formazioni come il Movimento 5 Stelle in Italia aumentino, e che gli elettori e i leader dei Paesi in difficoltà considerino sempre meno importante l'adesione all'euro”: lo scrive in un editoriale il New York Times, in cui si sottolinea come il crescente sentimento antieuropeo sia il frutto della “medicina amara” imposta ai cittadini del Vecchio Continente. “Una medicina - scrive il Nyt - che sta uccidendo il paziente”. Fra candidati sindaco e consiglieri, sono circa cinquanta i rappresentanti del Movimento 5 Stelle che  hanno accolto l'invito del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, per una giornata di studio e dibattito nella città emiliana. Da questa mattina e per tutto il giorno sono riuniti in “conclave” per confrontare le proprie esperienze in vista delle sfide elettorali di maggio. In sala, assieme a Pizzarotti, i candidati a primo cittadino di Brescia, Pisa, Vicenza, Viterbo, Massa, ma anche di molti comuni della Puglia, del Veneto e della Liguria. Il primo a parlare e proprio il sindaco parmigiano, poi tocca ai consiglieri di maggioranza di Parma del Movimento 5 Stelle, infine ai candidati sindaco arrivati da tutta Italia. “Non chiamatelo stato generale dei grillini - commenta Pizzarotti - Questa riunione è solo la condivisione di un anno di esperienza alla guida del Comune per aiutare ad individuare le priorità di governo. Il mio bilancio? Non penso si potesse fare di più; forse sì se le forze della città fossero state ben disposte ad accompagnarci fin da subito. Col tempo c'é stata una distensione”. Da Pizzarotti, poi, anche un accenno alle vicende politiche nazionali. “Grillo ha detto che è un inciucio questo governo? Beh, lo ha detto anche Crozza - conclude il sindaco di Parma - Napolitano mi ha deluso. La sua è stata una scelta poco coraggiosa. Si è mosso dentro gli schemi”.

Geronimo porta sfiga


[Pigliate 'a bona quanno te vene, ca 'a malamente nun manca maje.  Prenditi la buona occasione quando ti capita, perchè la cattiva non manca mai] Inizierà a New York il 7 gennaio il processo a Sulaiman Abu Ghaith, il genero di Osama bin Laden, accusato di aver complottato contro gli Usa con l'intenzione di colpire i suoi cittadini e i suoi beni. Lo ha deciso il giudice federale Lewis Kaplan. Abu Ghaith, considerato un ex portavoce di al Qaida, è stato catturato alcuni mesi  fa dagli agenti della Cia in Giordania, dove era arrivato dalla Turchia. Shakil Afridi, il medico pachistano che avrebbe collaborato con la Cia attraverso una falsa campagna di vaccinazione nella localizzazione del nascondiglio di Osama bin Laden, ad Abbottabad, è in sciopero della fame nella prigione centrale di Peshawar. “Protesta - denunciano i suoi legali e i familiari - contro i maltrattamenti”. Secondo ol fratello, l'uomo, accusato di collusione con la Cia e condannato a 33 anni dalla giustizia pachistana, sarebbe in completo isolamento da mesi.  Nessun onore, ma neanche la pensione o l'assicurazione sanitaria per l'uomo che ha ucciso Osama bin Laden, nemico numero uno degli Stati Uniti. Il Navy Seal del Team Six che la notte del primo maggio 2011 sparò tre volte alla testa del leader di al Qaida, nel corso del raid in Pakistan, ha nel settembre scorso lasciato dopo 16 anni le forze armate, tre anni prima del minimo previsto, ed è tornato alla vita civile, perdendo ogni beneficio. Lo ha raccontato lui stesso in una lunga intervista al mensile Esquire, in cui per proteggere la sua identità  viene indicato come “the Shooter”, lo sparatore. “Ricordo che mentre lo guardavo esalare l'ultimo respiro ho pensato:  questa è la cosa migliore o la cosa peggiore che io abbia mai fatto?”, ha raccontato al giornalista Phil Bronstein, del Center for Investigative Reporting. “L'assicurazione sanitaria per me e per la mia famiglia è cessata a mezzanotte di venerdì  ha raccontato a Bronstein non molto tempo dopo quello stesso venerdì, aggiungendo di aver chiesto se ci fosse una qualche forma di transizione verso una nuovo sistema assicurativo, e la risposta fu: “No. Hai lasciato il servizio. La tua copertura è finita. Grazie per i tuoi 16 anni. Vai farti fo...”. Sedici anni in cui ha ucciso decine di “nemici  combattenti” in innumerevoli missioni; di cui però  quella cruciale e' stata ovviamente quella contro il leader di al Qaida. Se lo trovò davanti entrando in quella stanza a terzo piano della villetta ad Abbottabad. E nel racconto ricorda che “era in piedi. Aveva le mani sulle spalle di una donna e la stava spingendo in avanti. Non esattamente verso di me...Io lo guardo... ha un fucile su una mensola vicino a lui, l'AK per cui è  famoso. E si muove in avanti. Non so se la donna ha una cintura esplosiva...lui ha una pistola a portata di mano. È una minaccia...gli ho sparato, due volte, in fronte. Bum, Bum. La seconda volta mentre cadeva. Si è accartocciato sul pavimento, davanti al suo letto, e gli ho sparato di nuovo. Bum, allo stesso posto”. Nell'articolo per Esquire, Bronstein elenca una lunga serie di benefici mancati, a cominciare dai 25 milioni di dollari di taglia che pendevano sulla testa di bin Laden e che non sono andati agli uomini del Team Six. Cosi' come alcuna provvigione su libri o film su quella notte, su quella operazione. Ma anche quelli persi da  “the Shooter”, come la pensione e l'assicurazione sanitaria, nonostante  l'artrite, tendinite danni alla vista e altri malanni causati dalla vita sotto le armi. O persino un matrimonio felice, poiché si è separato dalla moglie, stanca di vederlo andar via per un lavoro che lo teneva fino a 300 giorni l'anno lontano da casa. 

LIBERO ACCESSO PER SCONFIGGERE LA CRISI

[Santa Chiara, ropp'arrubbata, facett'i pport'i fierr.  Alla Basilica di Santa Chiara, dopo il saccheggio, misero i portoni di ferro] L’imprenditore etneo Salvo Zappalà da sempre sostiene che i porti e gli aeroporti dovrebbero essere enti pubblici e mai dati ai privati. Certo andrebbero gestiti in maniera più semplice al servizio dei clienti che poi sono gli armatori. Con i privati, che poi spesso sono speculatori, le cose andrebbero peggio. Ryanair è un bene per il territorio porta turisti, oggi è l’offerta che crea la domanda, i vettori spostano i turisti secono dinamiche nuove e i vecchi tour – operator sono destinati a scomparire.  Le navi nei porti e gli aerei negli aeroporti dovrebbero avere libero accesso, pagare un costo simbolico, quasi irrisorio. Una autorità regionale dovrebbe gestire il libero accesso in Sicilia, oggi è il turismo che può sconfiggere la crisi, il modello spagnolo è quello vincente. La  regione siciliana dovrebbe farsi carico dei costi e un solo cda dovrebbe gestire gli scali regionali.    “L’aeroporto di Catania non è, e non dovrebbe essere, un’impresa privata che punta solo agli utili aziendali sulle spalle delle compagnie aeree. Il risultato è il mancato sviluppo del turismo in città e nella intera Sicilia Orientale”. Salvo Zappalà, amministratore delegato di Dimensione Sicilia Investimenti e Turismo, ha analizzato il momento critico del settore turistico a Catania durante il seminario del Tavolo StartUP Generation – Dialogo con i fondatori d’impresa, l’incontro tenutosi a Palazzo delle Scienze con gli studenti dell’Università di Catania. Storie imprenditoriali di successo quelle raccontate da Pietro Bottino (IDI Pharma) e Salvo Zappalà. “Le politiche gestionali dell’aeroporto e del porto di Catania devono cambiare – ha affermato Zappalà - se si vuole imprimere una svolta positiva. Aver curato con irriducibile volontà le trattative con le compagnie aeree, chiedendo denaro per il loro insediamento, ha portato a risultati insoddisfacenti. StartUp generation ha dato vita a un comitato scientifico che dovrà dialogare e confrontare con i vertici della Sac e del porto di Catania.   Se fossi il presidente della SAC sulla pista di Fontanarossa scriverei a caratteri cubitali zona di libero atterraggio”.  Comiso per l’imprenditore Zappalà non ha motivo di esistere, danneggerà Fontanarossa e non porterà ricchezza o quel minimo di ricchezza che porterà quanto costerà alla collettività? Nella Finanziaria regionale non sono previste misure per l’aeroporto di Comiso né per il centro storico di Ragusa-Ibla: due realtà che dovrebbero essere due fiori all’occhiello della nostra isola e che incredibilmente sembrano essere stati dimenticati dal governo”. Lo ha detto Pippo Digiacomo, deputato regionale del Pd, intervenendo in aula nel corso della discussione generale sulla manovra economica. “È una lacuna imperdonabile – ha aggiunto Digiacomo – mi aspetto che nelle prossime ore il governo e il parlamento possano trovare un rimedio”. Gli aeroporti e i porti sono il biglietto da visita di un paese; Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia hanno capito questa filosofia, noi no. Occorrerebbe un ente regionale per gestire il libero accesso a tutti quelli che decidono di venire in Sicilia.  Il tema del turismo ha catalizzato l’attenzione dei numerosi studenti presenti al seminario promosso dal Tavolo per le Imprese e dal Dipartimento di Economia e Impresa. Un comparto da sempre ritenuto strategico come sbocco occupazionale nell’isola, ma mai supportato in maniera convincente dalle public policy. “Si persegue ancora una gestione d’altri tempi – ha aggiunto l’imprenditore catanese – L’erogazione gratuita di servizi nell’area portuale è l’unico incentivo per attrarre visitatori e diportisti. Si produrrebbe un ritorno economico e di immagine di gran lunga superiore, innescando un circolo virtuoso.

sabato 27 aprile 2013

Portogallo cita Jp Morgan e Santander


['O pesce fète d' 'a capa. Il pesce puzza dalla testa] Il Portogallo rinegozia i tassi su contratti swap per 3 miliardi di euro, ma Jp Morgan e Santander non accettano i termini e Lisbona li porta in tribunale. Lo ha annunciato nella notte il ministro delle Finanze, Maria Luis Albuquerque, sottolineando che così “risparmieremo 170 milioni di euro di interessi nei prossimi anni”. Con le due banche “non e' stato possibile raggiungere un accordo dopo due mesi di trattative” e allora “difenderemo gli interessi dei contribuenti in tribunale”. Standard & Poor's e Moody's patteggiano una causa su rating falsati, evitando così quello che sarebbe stato il processo davanti a un giuria sulle loro valutazioni. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che i due colossi del rating hanno patteggiato con 14 querelanti, inclusa Abu Dhabi Commercial Bank. S&P e Moody's, secondo l'accusa, avrebbero ingannato gli investitori con presunti rating più alti del dovuto su due veicoli di investimento strutturati, Cheyne e Rhinebridge.

Costi insostenibili a Birgi


[Chi mangia sulo s'affoga. Chi mangia solamente si strozza]È l'ultimo appello. Il presidente dell'Airgest Salvatore Castiglione lo scrive a chiare lettere: “Il tempo è scaduto. È  tempo di decidere”, dicono oggi i pensosi pensatori pensanti. La sua nota è sul tavolo del 24 sindaci della provincia di Trapani. L'aeroporto di Birgi ha ormai costi e programmi insostenibili da parte dell'attuale assetto societario (ci sarebbe un debito di 15 milioni di euro). I Comuni devono fare la loro parte perché in questi anni hanno beneficiato dello sviluppo del “Vincenzo Florio”. Castiglione presenta un bilancio positivo: “In controtendenza con l'andamento del traffico europeo, italiano e regionale, Birgi sta registrando ulteriori crescite. Il traffico pasquale ha mostrato crescite del 12% di arrivi nazionali e del 17% di arrivi internazionali, anche grazie all'apertura di nuove rotte”. Ed ancora: “Il rapporto tra costi e ricavi è il migliore in assoluto rispetto agli aeroporti della nostra categoria. Registriamo il migliore risultato di costo per unità di prodotto e lo standard di qualità dell'aeroporto di Trapani è citato come esempio di gestione virtuosa nel nostro settore”. Il presidente dell'Airgest ricorda ai sindaci lo studio della KPMG che gli è stato fornito con tutti i benefici economici che ha ottenuto il territorio. Birgi ha dunque finora dato senza ricevere nulla in cambio. Ma lo status di gestore totale con la concessione trentennale e la negoziazione di nuove rotte nazionali ed internazionali non sono a costo zero.  Lo studio KPMG è stato presentato lo scorso 5 ottobre ma non ha sortito alcun effetto positivo. Gli amministratori locali ne hanno preso atto ma senza essere conseguenti. La disponibilità di massima al coinvolgimento nel rilancio dell'aeroporto è rimasta soltanto sulla carta. Castiglione parla di “simpatia partecipativa” che non è stata in grado di “alimentare una qualsiasi forma di ottimismo manageriale e gestionale”. Nel frattempo l'Airgest si è confrontata con la Regione “sollecitando la definizione degli interventi di co-finanziamento per lo sviluppo dell'aeroporto”.  Intanto le clausole del contratto stipulato fra Airgest e Ryanair, che dovrà essere rinegoziato entro i primi mesi del 2013, prevedono il cosiddetto rischio di rotta con una incidenza nei bilanci di Airgest da 7 a 9 milioni di euro. A questo non c’è alternativa ma il rischio di rotta va frazionato con più compagnie aeree stante che, sulla base dello studio di KPGM presentato dall’Airgest ai Sindaci, l’incremento di traffico dello scalo di Birgi tra il 2008 e il 2011 si è tradotto nella veicolazione sul territorio di oltre 900 milioni di euro. In pratica, per ogni euro investito c’è stato un ritorno pari a euro 51,3, anche se la positiva ricaduta economica determinata dall’operatività dell’aeroporto non è stata uguale per tutti i Comuni.  “È   indispensabile – ha detto Poma-  anche il coinvolgimento attivo della nuova Assemblea Regionale Siciliana  perché la Regione non può non attuare una politica dei trasporti che non riservi allo scalo aeroportuale di Trapani-Birgi l’attenzione che merita”.  

Due anni in più a Madrid per rientro del deficit


['Ammore verace è quanno s'appicceca e se fa' pace.  Il vero amore è quando si litiga e si fa la pace] Nel nuovo scenario del programma di stabilità approvato dall'esecutivo spagnolo, viene rinviato di due anni, dal 2014 al 2016, l'obiettivo di riduzione del deficit al 3% del Pil. Per quest'anno, la riduzione del deficit prevista è dal 10,6% al 6,3% e non al 4,5% stimato in precedenza. Nel 2014 il deficit scenderà al 5,5%, e nel 2015 al 4,1%.La Commissione Ue “accoglie con favore l'adozione del programma nazionale di riforma ed il programma di stabilità della Spagna” e, riservandosi di presentare le sue conclusioni il 29 maggio, ritiene che il rinvio dal 2014 al 2016 dell'obiettivo di rientro del deficit al 3% sia “coerente” con le analisi della Commissione. Per quanto riguarda i programmi nazionali di riforme e di stabilità, ha detto il portavoce della Commissione Olivier Bailly, l'esecutivo attende di ricevere i documenti “al più presto possibile” per poterne cominciare l'analisi. “Come annunciato il 10 aprile - ha ricordato Bailly - la Commissione ora esaminerà le politiche previste dai due programmi, per determinare fino a che punto esse sono adeguate, visti gli eccessivi squilibri della Spagna”. A proposito degli obiettivi di bilancio, il portavoce lascia intendere che il rinvio di due anni annunciato dalla Spagna può essere considerato positivamente vista la nuova attenzione delle istituzioni europee sugli effetti recessivi di programmi di austerity troppo stringenti. “Il rinvio al 2016 della correzione del deficit eccessivo sotto il 3% - ha detto Bailly - é coerente con l'attuale analisi tecnica da parte dei servizi della Commissione di ciò che può essere considerato Run bilanciato, ma ancora ambizioso, cammino di consolidamento tenendo conto della difficile situazione economica”. “È  essenziale - ha aggiunto Bailly - che il percorso di consolidamento fiscale previsto dal Programma di Stabilità si basi su ipotesi macroeconomiche prudenti e su un sufficiente numero di  misure strutturali di alta qualità”. Il portavoce ha precisato che la valutazione di entrambi i programmi sarà resa pubblica il 29 maggio, giorno della pubblicazione delle raccomandazioni macroeconomiche per tutti i 27 paesi della Ue. l direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde, si schiera con la Spagna ed esprime il proprio apprezzamento per gli obiettivi fissati dal governo, ovvero “continuare a risanare, assicurando” allo stesso tempo la ripresa e la creazione di posti di lavoro. “L'annuncio odierno per un risanamento più graduale è un passo positivo per centrare questi obiettivi”.

McCain, superata “linea rossa”



[Mannaggi' a pressa", dicette 'a maruzza. "Maledetta la fretta", disse la lumaca] Per il senatore repubblicano John McCain, in Siria “è stata superata la linea rossa”  fissata dalla Casa Bianca. McCain ha parlato a Capitol Hill mentre il Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha preso atto della lettera inviata dalla Casa Bianca al Congresso sull'uso delle armi chimiche in Siria e ha aggiunto di “aver preso seriamente in considerazione il contenuto della missiva”.  “Le Nazioni Unite - ha continuato - non sono nella posizione di commentare informazioni provenienti dall'intelligence americana”. Il team di esperti Onu sulle armi chimiche in Siria è pronto a partire, ma non ha ricevuto ancora il visto. Il segretario di Stato John Kerry ha detto ai giornalisti che ci sarebbero indicazioni di due episodi in cui sarebbero state usate le armi chimiche. Ma l'amministrazione Obama non vuole ripetere gli errori dell'Iraq, ha detto una fonte del Pentagono, per questo serve avere una certezza assoluta.  “La comunità internazionale deve assumere il controllo degli arsenali chimici di Bashar al Assad”: lo ha affermato oggi il viceministro israeliano degli esteri Zeev Elkin alla radio militare. “Dal momento in cui la comunità internazionale si renderà conto che in materia sono state varcate “linee rosse” e che effettivamente è stato fatto ricorso ad armi chimiche, diventerà comprensibile che una azione del genere è inevitabile”, ha detto Elkin rivolgendosi in particolare agli Usa. Continua a salire il numero di rifugiati in fuga dal conflitto in Siria: secondo gli ultimi dati dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), più di 1,4 milioni di siriani sono giunti nei Paesi vicini e della regione, un numero nettamente superiore alle previsioni. Circa il 51% ha meno di 18 anni ed il 76% è costituito da donne e bambini. Il più alto numero di rifugiati si trova in Giordania (448.370), segue il Libano (441.394), la Turchia (313.689) e l'Iraq (137.657). Le accuse sull'utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Damasco non possono essere usate come pretesti per un intervento militare straniero. Lo ha affermato oggi a Beirut l'inviato russo per il Medio Oriente, Mikhail Bogdanov. Riferendosi all'invasione anglo-americana dell'Iraq, Bogdanov ha aggiunto:”Abbiamo già l'esperienza di un altro intervento in Iraq con il pretesto della presenza di armi nucleari, e alla fine si è visto che non c'era nulla”. “Dobbiamo conoscere la verità e avere le prove, e non affidarci ad informazioni riferite dai mezzi d'informazione che non siano sostenute dai fatti”, ha aggiunto Bogdanov, parlando in arabo durante un'intervista alla televisione Al Manar del movimento sciita libanese Al Manar, alleato del regime siriano.

venerdì 26 aprile 2013

D’amico vice dg della Sac di Catania


[Nisciuno è nato 'mparato. Nessuno è nato istruito] Dal 12 aprile Francesco D’Amico è il nuovo vice dg della Sac di Catania. D’amico, che per gli amici è sempre Gordon  Gekko, lo squalo, sarebbe quasi pari grado di Richelieu, ma difficilmente potrà raggiungere i risultati del dg della Gesap, con tutta la buona volontà e l’impegno, caro amico, non puoi competere.   Probabilmente sarà Franceso D’amico a portare avanti la trattativa con gli argentini, perché la Sac sarà in parte venduta ai privati,  anche se i vertici della Sac continuano a dire che non è vero. Speriamo che dio sia argentino, amava ripetere Ernesto Che Guevara, caro D’amico, e non perché a Roma già abbiamo un altro Francesco, ma perché l’Enac tiferebbe per i sudamenricani.    

Ogni gestore ha gli handling che si merita

[Quanno si' 'a 'ncunia, statte; quanno si' martiello, vatte. Quando sei incudine, statti; quando sei martello, batti] Secondo venerdì della stagione estiva a Punta Raisi. Arrivo in atp con largo anticipo scoppiettando la mia gomma e il vice ph terminal della Gesap mi viene incontro elencando una serie di disservizi che avrebbe fatto Aviapartner nella prima mezza giornata. Dico alla mia amica Susy di mandare una email a Biancananeve elencando tutto quanto. Qualora, però, anche la Gh (controllata totalmente dalla Gesap) avesse fatto dei disservizi di non dimenticarsi di mandare una email a Natale Chieppa stando, però, attenta a non sbagliare.  L’email in questione deve essere mandata, per l'appunto, a Natale Chieppa della Gh e non a Chieppa Natale della Gesap che poi sarebbe  il capo della Susy. Omonimia? Assolutamente no è la stessa persona. Ma ritorniamo a bomba. Spesso Ap sembra ancora in star-up a Palermo e fa cose che nemmeno Pae Mas avrebbe fatto.  Leader in europa, masochista a Palermo.   Pochi trattori elettrici e con poca autonomia, insufficienti i carrelli per trasportare i bagagli, una maniglia per aprire il lato guida di una delle due auto usate dalla fanteria mancante da più di un mese … Ma andiamo avanti. Oggi sono stati distribuiti i turni di maggio. Non si capisce per quale motivo un preposto, sempre lui, si ostina a stilare i turni quando, in corso d’opera, vengono  sempre modificati. È il rito del mansionario che viene preparato il giorno prima da uno dei 7 nani e che mai soddisfa il nano del giorno dopo, a fare capire che i turni sono precari e approssimativi, come la coperta troppo lunga o troppo corta. Ma  in Az si lavorava così?  Una volta si diceva che squadra che vince non si tocca, in Ap non è così. In 9 anni non era mai successo, ma una serie di incomprensioni tra la sala macchina e la fanteria, solo di pomeriggio, ha fatto registrare circa 15 bagagli disguidati che, per fortuna, sono quasi tutti partiti per l'esatta destinazione. 

giovedì 25 aprile 2013

Nostalgia dei colonnelli

[Aggio piantato vruoccole e so asciute cavulusciure. Ho piantato broccoli e sono usciti cavolfiori] La sede di “Alba dorata” è un appartamentino al secondo piano di un vecchio edifico malandato, di fronte alla stazione di Atene. Dentro, una decina di replicanti dei due guardiani all’ingresso, con enormi bicipiti e tatuaggi sotto magliette attillate, si aggirano indaffarati nei preparativi per gli ultimi comizi. Alle pareti, una foto della festa annuale del partito per ricordare la vittoria di Leonidas, appena due millenni e mezzo fa. Ma anche striscioni di manifestazioni che recitano amenità tipo «La Macedonia è Grecia». Fuan e rune come piovesse, su uno scaffale nero pece un libro dedicato al neofascista Mikis Mantakas.Si stava meglio quando si stava peggio? L’assioma torna, prepotente, nei momenti di massima crisi. Secondo un sondaggio “Metron barometro” effettuato per il quotidiano Eleftherotypia effettuato nel giorno del quarantaseiesimo anniversario del golpe militare dei colonnelli, in Grecia, una vistosa percentuale degli intervistati pensa che “la dittatura è cosa migliore di quello che sono oggi i partiti in Grecia”. I risultati indicano che la scossa economica al Paese, ha i suoi principali responsabili nei partiti che hanno provocato una crisi non solo economica ma anche democratica. Per questo il giorno della pubblicazione il quotidiano ha titolato a carattere cubitali in prima pagina “Skatà” (che significa merda), con il conseguente caos polemico nel Paese e la maggior parte dei giornalisti che ha chiesto di cambiarlo. Per il 59% degli intervistati la situazione della Grecia sotto la giunta dei colonnelli era migliore di quella di oggi, il 46% pensa che c’era una qualità della vita più dignitosa e il 24% ritiene che il Paese aveva anche una migliore immagine internazionale. Il ministro dell’economia Stournaras che non esclude altre mannaie nei prossimi mesi, al pari della “tela di Penelope” dei 25mila dipendenti pubblici che la troika vorrebbe licenziare in tronco. Mentre nelle stesse ore in cui il quotidiano era distribuito nei periptera del Paese, ad Atene andava in scena il processo all’ex ministro dell’Interno Akis Tzogatzopulos, in carcere da dieci mesi e vero deus ex machina della politica greca degli ultimi trent’anni che promette di chiamare a testimoniare nomi illustri della politica ellenica, come gli ex primi ministri Simitis e Papandreou. Con l’assurdo della mancanza di sedie per imputati e legali in un’aula gremita di taccuini e telecamere.

Israele abbatte drone da Libano


[Addò c'è gusto nun c'è perdenza. Dove c'è gusto non si perde mai] Un aereo israeliano ha abbattuto sul Mediterraneo un drone proveniente dal Libano che stava per violare lo spazio aereo israeliano. Lo annunciano i militari dello Stato ebraico su twitter. “Un drone ha tentato di violare lo spazio aereo israeliano dal nord alle 14 ora locale, nei pressi della costa davanti al porto di Haifa. Il velivolo è stato tracciato dalle forze di sorveglianza terrestre. Le forze aeree hanno intercettato il drone e lo hanno abbattuto a cinque miglia dalla costa”, recita il comunicato. “Si tratta del secondo tentativo in sette mesi”, aggiunge la nota dei militari israeliani. “Vedo questo tentativo di entrare in territorio israeliano come una questione molto gravé. Continueremo a fare quello che è necessario per proteggere la sicurezza dei cittadini di Israele”. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu. Il  primo ministro Benyamin Netanyahu ha ricevuto il primo rapporto sul tentativo del drone di penetrare in territorio israeliano quando era in volo su elicottero per il nord. Lo dice Ynet spiegando che i velivolo del primo ministro è stato fatto atterrare per un breve periodo, finché il drone non e stato abbattuto. Poi ha ripreso il suo volo. 

Azionisti Vueling accettano offerta Iag

[Chi se mette pe' mare adda sape' primma natà.  Prima di iniziare una cosa bisogna conoscerne le basi] Vueling, il vettore aereo low-cost di Barcellona, sta per diventare parte di Iag (International Airlines Group, la holding che comprende British Airways ed Iberia), dopo che la maggioranza degli azionisti ha accettato l'offerta del Gruppo anglo-spagnolo, seguendo la raccomandazione del consiglio di amministrazione. L'acquisizione verrà completata venerdì 26 aprile 2013. La Comisión Nacional del Mercado de Valores, l'agenzia governativa spagnola responsabile per la regolamentazione del mercato azionario, ha comunicato che l'82,48% degli azionisti (non includendo la quota del 45,85% già detenuta da Iberia) ha accettato l'offerta di 9,25 Euro per azione: di conseguenza Iag si avvia a detenere il 90,51% della linea aerea di Barcellona: il costo complessivo dell'operazione è di 123,5 milioni di Euro. Secondo quanto comunicato dal Gruppo con sede a Londra, Vueling opererà come una compagnia indipendente, ed il suo amministratore delegato Alex Cruz risponderà direttamente al ceo di Iag Willie Walsh, che alcune settimane fa aveva annunciato che, in caso di positiva conclusione dell'acquisizione, la compagnia low-cost non sarebbe stata integrata in Iberia.  “Vueling -ha commentato Walsh- è una grande linea aerea, sarà un'ottima aggiunta per Iag e beneficierà della forza finanziaria del gruppo. Abbiamo in programma di mantenere l'attuale modello di business del vettore, la sua struttura di management e la sua consolidata base di Barcellona”. La notizia dell'accqusizione ha avuto un effetto molto positivo sulle azioni di Iag, scambiate a 267.93 sterline (+4,5%) alla Borsa di Londra, mentre il titolo di Vueling è in calo dello 0,76% alla Borsa di Madrid, scambiato a 9,09 Euro. Vueling è una compagnia low-cost spagnola fondata nel 2004, quando con due Airbus A-320 cominciò a collegare Barcellona-El Prat con Parigi, Bruxelles, Palma di Maiorca ed Ibiza. Dopo un periodo problematico dal punto di vista finanziario nel 2007 e la fusione con Clickair del 2008, la compagnia è riuscita a ritagliarsi un'importante fetta di mercato in Spagna ed in Europa. Attualmente opera collegamenti con 51 destinazioni in Europa, Africa ed Asia grazie ad una flotta di 62 aerei: 58 Airbus A-320/200 e 4 Airbus A-319/100.

Fusione Aegean-Olympic?


[Chi nun accatta e nun venne nun saglie e nun scenne. Chi non risica non rosica] La compagnia di bandiera cipriota Cyprus Airways potrebbe essere costretta a sospendere presto le proprie attività dal momento che negli ultimi anni ha registrato perdite talmente enormi che lo Stato non è più in grado di sostenerla finanziariamente nè di darle un appoggio legale. Lo ha detto il ministro delle Comunicazioni e dei Lavori Pubblici Tassos Mitsopoulos ricordando il contezioso con l'Ue che ha aperto un'indagine su presunti aiuti di stato e vietato a Nicosia di fornirne altri. La Commissione europea ha avviato un'indagine, sulla base delle leggi europee sulle fusioni, riguardante la proposta acquisizione di Olympic Air da parte di Aegean Airlines. I due vettori aerei greci operano avendo come base principale l'aeroporto internazionale “Eleftherios Venizelos” di Atene, e Bruxelles teme che la transazione possa portare ad un aumento dei prezzi, abbinato ad una diminuzione della qualità dei servizi offerti, su varie rotte interne da e per la capitale greca, sulle quali la nuova compagnia opererebbe in regime di monopolio o comunque in posizione di mercato fortemente dominante. La decisione arriverà entro 90 giorni lavorativi, e cioè entro il 3 settembre 2013. La valutazione di Bruxelles prenderà in considerazione vari fattori rilevanti, come lo stato dell'economia greca e la condizione finanziaria delle parti in causa, che considerano la fusione un’operazione vitale per la propria sopravvivenza. Fino ad ora l'indagine della Ce ha mostrato che la nuova linea aerea agirebbe in regime di monopolio sulle rotte da Atene per Chania, Santorini, Mytilene, Corfu, Alexandroupolis e Kos, mentre su altre rotte interne sulle quali entrambi i vettori operano insieme a Cyprus Airways (cioè da Atene per Salonicco, Heraklion e Rodi), l'operazione rimuoverebbe un importante competitor. Inoltre l'inchiesta ha finora mostrato che Cyprus Airways, che attualmente il più grande concorrente di Aegean ed Olympic, potrebbe non essere più in grado di essere un valido competitor sul mercato greco a causa dei propri problemi economici. Infine Bruxelles ha rilevato la mancanza di indicazioni su possibili nuovi ingressi nel mercato ad un livello ed in un lasso di tempo sufficienti a costringere la nuova compagnia a moderare la propria politica dei prezzi. Le possibili soluzioni proposte finora da Aegean, incluso un tetto ai prezzi per alcune rotte, non sono state sufficienti ad eliminare i timori relativi alla concorrenza della Commissione. “Abbiamo il compito di garantire che i passeggeri greci e le persone che visitano la Grecia possano viaggiare con tariffe competitive, a maggior ragione durante questi tempi difficili dal punto di vista economico”, ha affermato il commissario europeao alla concorrenza Joaquin Almunia. Il procedimento presenta forti similarità con quello che, nei mesi scorsi, ha riguardato il terzo tentativo di acquisizione di Aer Lingus da parte di Ryanair, dopo quelli falliti nel 2007 e nel 2009: in quell'occasione Bruxelles si oppose all'operazione sostenendo che, nonostante i rimedi proposti dal vettore low-cost, la fusione avrebbe generato un sostanziale regime di monopolio su numerose rotte da e per Dublino. Aegean Airlines è la più grande compagnia greca in termini di passeggeri trasportati. Al momento serve 13 destinazioni nazionali e 32 internazionali con una flotta di 30 aerei. Il suo hub principale è l'aeroporto internazionale di Atene.  Olympic Air è la principale linea aerea greca per destinazioni interne servite, creata nel 2009 dopo la privatizzazione della compagnia di bandiera Olympic Airlines. Attualmente vola su 32 destinazioni nazionali e 5 internazionali grazie ad una flotta di 16 aerei.

Il mercato migliora, soppressa cig alla Stm Catania

[Chi dorme c' 'o cane nun s'aiza senza pullece.  Chi dorme col cane si sveglia con le pulci]  “A seguito delle attuali condizioni di mercato la STMicroelectronics ha soppresso la cassa integrazione prevista per il sito di Catania”. Lo rende noto il vice segretario nazionale dell'Ugl, Luca Vecchio, sottolineando che i lavoratori “possono tirare un sospiro di sollievo per la notizia positiva”.  La notizia ha trovato conferme in fonti aziendali. “La crisi economica e del mercato non è certamente passata - osserva il sindacalista - ma la Stm ha reagito nel migliore dei modi confermandosi tra le prime industrie di semiconduttori al mondo e l'unica a non aver operato tagli del personale in Italia. Il settore della microelettronica conta in Italia circa 15.000 addetti, per un valore di mercato nazionale stimabile in un miliardo di euro”. “Tuttavia, in Italia non si è verificata la stessa crescita che si registra nel resto del mondo - osserva Vecchio - per l'insufficiente attenzione che lo Stato ha riservato a questo settore, nonostante il nostro paese vanti la presenza di alcune delle più importanti realtà mondiali. La Stm che rappresenta l'azienda leader al mondo per innovazione e tra le prime per fatturato impiega in Italia quasi 9.000 dipendenti, seguita dalla Micron con circa 3.000 dipendenti. Insieme, generano un indotto diretto di oltre 4.000 persone. Tale patrimonio per il Paese - conclude il vice segretario nazionale dell'Ugl - non può e non deve essere disperso per alcuna ragione”.

mercoledì 24 aprile 2013

LE INCOMPIUTE DELLA GESAP/6: I VISORI OTTICI

[Tra mastu Francisco e 'o bancariello nun se sape chi ha fatte rummore. Tra due sole persone, non si riesce a capire chi ha fatto il danno] I visori ottici (sette per l’esattezza) servono per parcheggiare gli aeromobili in direzione con i pontili per lo sbarco e imbarco dei passeggeri. Costruiti nel lontano 2004 hanno avuto vita breve, pochi giorni,poi, per incanto si sono spenti e non hanno funzionato più. Un problema di “pellicola” bruciata, dicono i tecnici; la Gesap, sempre efficiente, contatta la ditta costruttrice che nel frattempo è fallita. Pazienza, ci sarà un’altra ditta pronta a fornire la parte bruciata. Sicuramente si, ma ancora aspettiamo la gara d’appalto, nel frattempo si sono spesi soldi per addestrare piloti e personale di terra… e circa dieci anni sono volati, quasi una vita. Pilastri, coreografia di una struttura che non riesce a decollare, incompiuta anche nelle cose più semplici, i visori ottici rappresenterebbero, come dire, l’effimera opera di un gruppo di ingegneri che non si capisce per quale motivo non ha scelto altro indirizzo accademico, forse avrebbero fatto meglio. [segue]


Nord – sud: due modi di fare sindacato

[A vacca, pe’ nun mòvere a coda, se facette magna’ ‘e ppacche d’’e mosche. La vacca per non muovere la coda si fece mangiare il sedere dalle mosche] I lavoratori di Sea Handling sono sul piede di guerra, e pur con tutte le precauzioni possibili vista la complicatissima situazione della controllata di Sea, fanno capire che sono pronti a una nuova serrata per il 14 maggio. “Stiamo organizzando uno sciopero di 24 ore - attacca Franco Brioschi della Filt-Cgil - il 26 siamo all'audizione della Commissione con i sindacati europei, dopo proclameremo lo sciopero di 24 ore, per il 14 maggio, probabilmente”. Il sindacato di base invece ha già deciso. Lo sciopero si farà il 14 maggio. Ma non sono esclusi il bis e addirittura il tris rispettivamente il 3 e il 27 dello stesso mese. E mentre a Milano la lotta prende corpo, a Palermo Punta Raisi tutto è tranquillo. E dire che anche la Gesap ha aperto la procedura per aprire ai privati.  Ma al contrario di Milano i sindacati dell’aeroporto di Punta Raisi preferiscono parlare di tutto tranne che affrontare i reali problemi (mentre Costantinopoli era assediata dai turchi i vertici sindacali preferiscono parlare del sesso degli angeli). Un sindacato autonomo aveva minacciato di presentare un esposto denuncia in procura, solo minacce … La triplice, in crisi di identità non riesce più ad avere punti di riferimento  e avrebbe deciso di leggere il corano, allah è grande e loro potrebbero diventare i nuovi mujaheddin.  Da che mondo è mondo quando si parla di vendere una azienda pubblica al privato il mondo sindacale inizia con indire assemblee, agitazioni e scioperi. A Palermo niente di tutto questo.    Martedì, il caso dei lavoratori della Sea Handling è atterrato in Commissione a Palazzo Marino con tutto il fragore possibile. Il presidente della società, Giuseppe Bonomi, ha spiegato che il cda di Sea sta lavorando a un documento che tenti di rispondere alle prescrizione della Commissione europea qualora Bruxelles non concedesse la sospensiva dell'esecutività della max multa comminata per l'accusa di aiuti di Stato. Per Bonomi, comunque, “ci sono altri sistemi e di questo ne stiamo discutendo con gli azionisti e con il governo italiano”. “Abbiamo elaborato in cda un documento che prova a soddisfare le prescrizioni del Tribunale della Commissione europea... L'azionista - il Comune di Milano - non è a conoscenza del documento, ma solo gli amministratori della società perché sarebbe poi oggetto di confronto con gli azionisti e le organizzazioni sindacali solo qualora fossimo di fronte al “worst case”, lo scenario peggiore, ovvero la sospensiva negata e l'immediato rischio di messa in liquidazione e procedura consensuale” per la società di servizi a terra che non potrebbe far fronte alla richiesta di restituire i 360 milioni di euro, corrispondente alla somma delle ricapitalizzazioni effettuate dal 2002 al 2010 da Sea Spa a favore di Sea Handling, in quanto considerati aiuti di Stato da parte dell'Europa. “In caso di rigetto della sospensiva sarebbe nostro preciso dovere - ha messo in chiaro il numero uno di Sea - proporre qualsiasi soluzione tesa a scongiurare ogni procedura consensuale che sarebbe il male assoluto per tutti”. Lo scenario alternativo prevederebbe la cessione della società “attraverso una gara” e rispettando quella “discontinuità economica” pretesa dal Tribunale. La vendita “non potrebbe riguardare l'attuale configurazione di Sea Handling”. Dovrebbe invece rispondere a precisi paletti: ad esempio che non siano ceduti tutti gli attivi, che non sia trasferito tutto il personale.  Per quanto riguarda la possibilità di riassorbimento nella casa madre, ipotesi caldeggiata dai sindacati, Bonomi ha detto di averne parlato con la Ue che ha però “escluso” l'ipotesi “perché non risolverebbe il problema”. Ultima soluzione: proseguire nella privatizzazione di Sea e arrivare a un controllo congiunto con il socio privato F2i. “Ma è una decisione che spetta gli azionisti”, conclude Bonomi.

Pagare e sorridere ..., sempre

['Li fìmmini quarchi vota dìcinu 'u veru, ma nun lu dìcinu nteru. Le donne qualche volta dicono il vero, ma non lo dicono per intero]  È in arrivo per Ryanair una maxi-multa da 400mila euro da parte dell'Antitrust. Quest'ultimo contesta al vettore la reiterata inottemperanza a una delibera della stessa autorità, si legge su fonti di stampa. Nel mirino ci sarebbe il supplemento inerente la tassa per l'uso della carta di credito richiesto al termine della prenotazione online di un volo. Fiavet giudica positivamente la decisione dell’Antitrust di multare Ryanair per “scorrette modalità di rappresentazione ai consumatori del prezzo dei biglietti aerei”, con riferimento al supplemento “tassa carta di credito” che la compagnia aveva introdotto nei primi mesi dell’anno. “La multa inflitta dall’Antitrust a Ryanair rappresenta un ulteriore passo verso la definizione di regole chiare e certe del mercato – dichiara Fortunato Giovannoni, presidente Fiavet. Soprattutto in un momento di crisi del settore turistico come quello che stiamo attraversando, operare in un contesto di trasparenza porta al miglioramento dei rapporti tra operatori e consumatori e contribuisce a creare un clima di fiducia all’interno della filiera turistica, condizione necessaria per una auspicata prossima ripresa del comparto”. Fiavet continuerà a monitorare con la massima attenzione ogni distorsione del mercato e ogni comportamento che possa minare le regole stabilite e si impegna ad intervenire con ogni strumento a sua disposizione per ripristinare il rispetto delle condizioni. Dopo la maxi multa da 400mila euro inflitta dall'Antitrust, Ryanair deve incassare un'altra brutta notizia. Il Tribunal Supremo spagnolo ha nuovamente respinto il ricorso del vettore low cost contro Rumbo, la società iberica del Gruppo Bravofly. Secondo la sentenza è legittima l’attività dell’agenzia online in relazione all’accesso alle informazioni e alle tariffe degli operativi della compagnia irlandese.  La corte ha così confermato la sentenza del 30 marzo 2012, che accertava che non vi fosse alcuna violazione dei diritti di proprietà intellettuale della compagnia aerea e negava che l’attività di Rumbo integrasse una condotta concorrenzialmente scorretta verso Ryanair.  La decisione del tribunale è definitiva e non ammette nuovi appelli: Rumbo ha inoltre presentato una denuncia contro la compagnia low cost per discriminazione e diffamazione in risposta alle accuse fatte contro le agenzie di viaggi online. “Questa decisione del tribunale dimostra l'importanza dei diritti dei consumatori”, ha affermato Francesco Signoretti, ceo di Bravofly Rumbo Group.

giovedì 18 aprile 2013

Airgest e i conti che non tornano con Ryanair

[Chi cumanna nun suda. Chi comanda non suda] Il presidente dell'Airgest presenta il conto ai sindaci: è provato che per ogni milione di passeggeri all'anno si creano 1.000 nuovi posti di lavoro”. Birgi ha però il passo pesante. Non è in grado di reggere i ritmi attuali: “Tutto ciò non può più essere considerato né possibile, né compatibile con l'onere economico, finanziario e gestionale a carico della società”. Se non ci sarà una inversione di tendenza “l'Airgest sarà obbligata ad operare la scelta di ridimensionare il posizionamento elettivo ed il ruolo dell'aeroporto, magari tornando agli anni 2006-2007 con 350-400 mila passeggeri grazie ai contributi degli oneri per la continuità territoriale”. Aeroporto dimezzato con un “ridimensionamento dell'occupazione e dell'indotto turistico”. Ryanair ha festeggiato l’avvio del suo programma dall’Italia alla Spagna per l’estate 2013, con 64 rotte da 17 aeroporti italiani. Per festeggiare l’avvio dello schedule estivo dall’Italia alla Spagna, la compagnia aerea sta mettendo a disposizione posti sul suo intero network europeo a partire da soli €12 per viaggiare nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì e giovedì ad aprile e maggio. Le rotte siciliane sono quelle che riguardano Palermo (in collegamento con Madrid e Siviglia) e Trapani (Girona e Valencia). Le basse tariffe “tutto incluso” saranno disponibili per la prenotazione su oltre 1.000 rotte europee, ma devono essere prenotate su www.ryanair.com.  Sarebbe inoltre necessario rivedere gli accordi con Ryanair che rimane il vettore low cost più importante. Castiglione parla apertamente di co-finanziamento in quota parte. L'Airgest ha già fatto i conti, Comune per Comune. Finora è stata la Provincia con il suo quasi 50% d'azioni a tenere la rotta ma il presidente rimanda alla recente abolizione di questo ente: “sparisce l'unico ente locale che aveva parzialmente accompagnato questo grande progetto del territorio. Nessuno può più nascondersi dietro l'equivoco della sua presenza sia come socio che come contributore”.

Anche Napoli Capodichino si ferma

[Tra mastu Francisco e 'o bancariello nun se sape chi ha fatte rummore.  Tra due sole persone, non si riesce a capire chi ha fatto il danno] Una nota della Gesac informa i passeggeri che domani, venerdì 19 aprile, dalle ore 12:00 alle ore 16:00 è previsto uno sciopero del personale della società di gestione dell’aeroporto di Napoli indetto dalle organizzazioni sindacali. Pertanto nella giornata di domani ci potranno essere disagi relativi ad eventuali ritardi dei voli in partenza da Napoli. Si consiglia dunque a tutti i passeggeri in partenza di anticipare il proprio arrivo in aeroporto.


Stop Sea

[Datte da fa': 'a jurnata è 'nu muòrzo!  Datti da fare, la giornata è un boccone] In previsione dello sciopero dei lavoratori Sea e Sea Handling (Aeroporti di Milano) programmato per domani venerdì 19 aprile dalle ore 12:00 alle ore 16:00, Alitalia e AirOne hanno predisposto misure preventive per diminuire i disagi, cancellando alcuni voli.  Le modifiche non riguardano i voli intercontinentali di Alitalia, che si prevedono regolari. I due vettori aerei stanno contattando i passeggeri coinvolti offrendo loro soluzioni alternative. Le alternative per risolvere il problema di Sea Handling (la società detenuta da Sea per l’handling sugli aeroporti milanesi), per il sindaco di Milano, Pisapia, si assottigliano sempre di più.  Pendente la decisione della Corte di giustizia europea sui supposti aiuti di Stato che Sea Handling avrebbe ricevuto dalla controllante Sea SpA e qualora vedesse soccombente la società e anche respinti gli appelli oramai definibili “Accorati” alla sospensiva, si aprirebbe una sorta di gioco dell’oca che sarebbe anche divertente se non ci fosse in ballo il destino di centinaia di lavoratori (e relative famiglie).  Della storia , ci sono tutti gli ingredienti caratteristici di un classico “Italian job”: amministratori malaccorti, politici, sindacati, finanzieri.  Ma andiamo al “Risiko” di queste ore:  Prima ipotesi: la Corte di giustizia europea condanna Sea e non concede alcuna sospensiva. Sea Handling viene messa in liquidazione. I lavoratori perdono il posto.  Seconda ipotesi: Sea Handling viene scorporata da Sea SpA quindi privatizzata , l’Unione europea è soddisfatta, il problema della multa è risolto. Il sindacato e i lavoratori che sarebbero costretti a passare da una società ad un’altra non sarebbero contenti;  Terza ipotesi: si cambiano i patti parasociali dando più poteri al socio di minoranza, il Fondo di Vito Gamberale F2i. Quindi si fa certificare il tutto da qualche super-revisore contabile che la Sea è diventata di fatto una società privata. Gamberale comanderebbe in Sea senza sborsare un Euro. Non sarebbero contenti né Pisapia, né Bonomi che presumibilmente verrebbe “Silurato”; Quarta ipotesi: il Comune di MIlano (Giunta Pisapia), vende a F2i una quantità di azioni tale da far passare il Fondo in maggioranza. La società è privatizzata e la UE tranquillizzata. Non sarebbero contenti, a questo punto, né Pisapia perché ovviamente non potrebbe incassare alcun “Premio di maggioranza”, né Bonomi che verrebbe probabilmente "Silurato".  A questo punto, la strada, per i soci di Sea si fa molto stretta: meglio correre l'alea della sospensiva o trangugiare l’amara pozione della privatizzazione?