mercoledì 27 febbraio 2013

Italia come Belgio, 535 giorni “felici” senza governo?


[Santa Chiara, ropp'arrubbata, facett'i pport'i fierr.  Alla Basilica di Santa Chiara, dopo il saccheggio, misero i portoni di ferro] L'ipotesi di una impasse politica spaventa l'Italia ma c'é un precedente in Europa che potrebbe far vedere il bicchiere mezzo pieno: dopo le elezioni di giugno 2010 il Belgio è stato senza governo per ben per 535 giorni, il record mondiale per una democrazia, perché non si riusciva a formare una maggioranza certa. Ma sotto il vecchio governo, in carica per gli affari correnti, il Paese ha approvato una finanziaria, nazionalizzato la principale banca, condotto con successo il semestre di presidenza della Ue, partecipato alle operazioni militari in Libia. Oltre a migliorare quasi tutti gli indicatori economici, dal debito al pil. Le elezioni di giugno 2010 hanno visto nelle Fiandre la vittoria degli indipendentisti dello N-Va guidati da Bart De Wever ed in Vallonia il successo dei socialisti. Uno stallo irrisolvibile, finché le agenzia di rating non hanno punito il Paese per la sua instabilità e gli indipendentisti non hanno deciso di rimanere fuori dal governo. La lunga impasse che vedeva contrapposte su questioni politico-linguistiche le sei formazioni vincitrici delle elezioni del giugno 2010, alla fine si è risolta quando a novembre 2011 le agenzie di rating hanno declassato il Belgio. Più decisivi degli appelli del re sono stati quindi la prospettiva economica scesa a “negativa”, la crisi della banca Dexia e il timore per i rendimenti sui bond a dieci anni che hanno sfiorato il 6% quando il Belgio continuava a rimandare l'approvazione della finanziaria aspettando il nuovo governo che non arrivava mai. Dopo lo choc delle agenzie di rating i partiti si misero così d'accordo sulla finanziaria 2012, per abbattere il deficit eccessivo come chiedeva la Ue, e l'intesa aprì la strada alla formazione del nuovo governo. La crisi di governo belga non ha precedenti, ed è entrata nel “Guinness dei primati” stracciando il primato dell'Iraq che usciva dalla guerra.

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