venerdì 28 dicembre 2012

Tariffe aeroporti, Londra salata


[È il futuro dei vostri figli! Voi state difendendo i vostri figli. Un elemento primario e vitale … le famiglie devono essere coinvolte se questo movimento vuole avere un futuro. Kirby Desmarais, fondatore di Parents for Ows]Le piste più salate sono quelle inglesi: Liverpool e Heathrow in testa intorno ai 5 mila euro di costo. A Francoforte e al parigino De Gaulle per un singolo movimento, (cioè atterrare, sostare e poi decollare nuovamente), si sborsa meno, 4.402 euro il primo, 3.963 il secondo. Per trovare gli aeroporti italiani nella classifica stilata da Assaereo su 27 scali, bisogna arrivare a metà colonna, al 14 posto c'è Malpensa, un gradino sotto Linate mentre Fiumicino si colloca al 19/mo posto. Il possibile riassetto di Sintonia anche con nuovi soci fa correre Gemina, la controllante di Aeroporti di Roma, in Borsa: dopo il boom del 32% di ieri favorito anche della nuove tariffe per Fiumicino adottate dal governo e il comunicato della società Benetton che non esclude di analizzare la situazione, il titolo sale del 4,69% a 1,1 euro. Molto forti gli scambi: in mezz'ora sono passate di mano 4 milioni di Gemina, contro una media dell'ultimo mese di 2,6 milioni di azioni trattate. “Ogni ipotesi di riassetto rimane soggetta ad una approfondita analisi, peraltro non ancora avviata, dei possibili benefici industriali e finanziari che ne potrebbero derivare”. Lo afferma Sintonia, la finanziaria controllata dalla holding Edizione della famiglia Benetton, in un comunicato emesso su richiesta della Consob e “in riferimento alle notizie di stampa comparse in più occasioni in merito ad un possibile riassetto del portafoglio delle partecipazioni”. Il via libera in extremis da parte del governo Monti delle nuove tariffe per Aeroporti di Roma mette le ali a Gemina a Piazza Affari mentre lo shopping dei fondi F2i e Amber, che hanno rilevato quote negli aeroporti di Torino e Venezia, infiamma i titoli del settore. Gemina, di cui i Benetton sono il primo azionista, ha chiuso la seduta con un balzo del 32% mentre Save (aeroporto di Venezia) è balzata del 7,28%. F2i, già possessore del 29,75% della Sea, la società di gestione di Linate e Malpensa che nelle scorse settimane ha ritirato la quotazione in Borsa, ha presentato l'unica offerta per il 14,5% del gruppo aeroportuale messo all'asta dalla Provincia di Milano, asta per la quale in questi giorni scadeva il termine di presentazione delle offerte. Il comune di Torino si è aggiudicato il primato per il volume di dismissioni effettuato nel 2012, incassando 230 milioni di euro. Tre i gioielli venduti dalla giunta Fassino:Amiat (igiene ambientale), Trm (inceritore), Sagat (aeroporto). Il sindaco precisa “il Comune rimane in tutte le società e sappiamo di avere fatto una buona scelta, acquisendo partner che hanno una politica industriale”. Il ruolo del vincitore è di Vito Gamberale, Ad del fondo d’investimento F2i, che ha portato alle spoglie casse della città oltre 100 milioni di euro, acquistando una partecipazione  sia per l’aeroporto che per l’inceneritore. Le dismissioni sono state la risposta più praticabile ai tagli del 50% sui trasferimenti dello Stato centrale agli enti locali. 

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