mercoledì 17 ottobre 2012

Alitalia + 690 cassa integrati

[Cos’è uno storico? Uno che scrive troppo male per poter collaborare a un quotidiano. Karl Kraus] I 690 esuberi annunciati da Alitalia ai sindacati “contiamo di ridurli a zero”. Così il leader della Uil, Luigi Angeletti, spiegando che “stiamo ovviamente discutendo con l'azienda per raggiungere questo risultato”.  Angeletti ha aggiunto che l'obiettivo di azzerare gli esuberi “non è una cosa semplice perché obbiettivamente c'é una contemporanea caduta del mercato, cioè la gente viaggia di meno perché ha meno soldi, e anche un certo accanimento delle amministrazioni contro Alitalia, a cominciare quella dell'Antitrust”. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è “preoccupato” per gli esuberi annunciati di Alitalia “anche perché il segmento dei viaggi aerei è molto in difficoltà e lo è ancora di più in Italia per lo sviluppo molto forte del trasporto ferroviario che, tuttavia, è una alternativa valida al viaggio aereo”.  Quasi settecento esuberi, e il possibile ricorso alla cassa integrazione, con risparmi per circa 30 milioni di euro. Questo prevede il Piano industriale di Alitalia presentato dall'amministratore delegato Andrea Ragnetti ai sindacati. Che si sono detti preoccupati e hanno risposto con un “no”unanime, ottenendo di proseguire il confronto con un nuovo incontro già la prossima settimana: le parti torneranno infatti a vedersi lunedì 22 ottobre. Intanto il Pd chiede ad azienda e Governo di riferire sul Piano in Parlamento. In un incontro durato oltre tre ore, Ragnetti e i sindacati di settore (Filt, Fit, Uil trasporti e Ugl trasporti) si sono confrontati sullo stato di avanzamento del piano presentato a maggio. Gli esuberi previsti interesserebbero 300 assistenti di volo, 300 dipendenti dello staff di terra e 90 nella manutenzione: complessivamente 690 esuberi che porterebbero risparmi per circa 30 milioni. Il piano, secondo quanto riferito dai sindacati, tiene conto di tutte le difficoltà create dalla crisi e l'azienda, che il 25 ottobre diffonderà i risultati trimestrali, ha detto che conta di cominciare a migliorare nel 2013. L'Ugl trasporti dice no alla cigs perché “non è il momento di contrarre capacità produttiva”. Anche per l'Usb trasporto aereo, che protesta per l'esclusione dal confronto (“L'Alitalia come la Fiat si sceglie i sindacati lasciando fuori quelli più scomodi”), è “totalmente inaccettabile un'ulteriore espulsione di lavoratori”. “Volo di solo andata”. È questa la dicitura sul fac-simile di una carta d’imbarco che, venerdì scorso, durante un sit-in sotto al ministero del Lavoro, gli ex lavoratori di Alitalia esponevano agli obiettivi di fotografi e cameraman. Sono 4200 tra piloti, assistenti di volo, addetti al check-in e al carico e scarico bagagli (il cosiddetto handling) per i quali “il rapporto di lavoro (con la ex compagnia di bandiera, ndr) – si legge nella lettera inviata il 30 settembre 2011,  dai 3 commissari straordinari succesuti a Augusto Fantozzi è da intendersi risolto alla data del 13 ottobre 2012”. Per loro dunque scattano adesso le procedure di mobilità: il preludio al licenziamento. “Il lavoratore – si legge sul sito alitaliaamministrazionestraordinaria.it  – dovrà inoltrare la domanda all’Inps entro il termine perentorio di 68 giorni”. Nessuno (o quasi), tra coloro che nel 2008 vennero esclusi dalla nuova compagnia (Cai), messa in piedi dalla cordata di imprenditori italiani guidata da Roberto Colaninno, poteva immaginarsi una fine simile.

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