martedì 22 maggio 2012

Nuovi tagli in Alitalia


[Adesso, con l’Europa unita, un disoccupato di Benevento può andare a fare il disoccupato a Stoccolma. Beppe Grillo] Il Consiglio di Amministrazione di Alitalia - Compagnia Aerea Italiana si è riunito per esaminare l’andamento gestionale del primo trimestre dell’anno. Nel trimestre il numero di passeggeri trasportati con servizi di linea dal Gruppo Alitalia è stato pari a 4,8 ml., invariato rispetto al primo trimestre 2011. Essendo diminuito il numero complessivo di passeggeri transitati negli aeroporti italiani, è conseguentemente aumentata la quota di mercato del Gruppo Alitalia, dal 22,9 al 23,5% (+0,6 pp), sull’insieme dei tre segmenti: intercontinentale, internazionale e domestico. Grazie agli interventi sulla capacità offerta, resi possibili anche dal mutato mix di flotta, è significativamente migliorato il load factor del periodo, dal 64 al 69%, pari a un incremento di 5 punti a fronte di un incremento medio del load factor delle compagnie AEA di 2,6 punti. Sono significativamente aumentati i ricavi totali del periodo, passati da 684 a 776 ml. €, con un incremento del 13%. Ciò grazie anche allo sviluppo delle attività charter di lungo raggio, all’aumento dei ricavi ancillari e al miglioramento dell’attività Cargo Belly, che ha registrato aumenti nei ricavi (+12%) e nel load factor (+6 pp). Il risultato operativo (Ebit) è stato pari a -109 ml. €,    in flessione di 23 ml. € rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, mentre il risultato netto è stato di -131 ml. €, in flessione di 43 ml. € rispetto all’analogo periodo del 2011, anche a causa dell’andamento sfavorevole del cambio euro/dollaro sull’esposizione patrimoniale in valuta. L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo risultava pari a 962 ml. €, con una quota per l’indebitamento sulla flotta di aerei di proprietà pari a 686 ml. €. Al termine del trimestre, la disponibilità liquida totale - comprendente le linee di credito non utilizzate - risultava pari a 318 ml. €. È  proseguito nel trimestre il processo di rinnovamento della flotta del Gruppo, con l’ingresso di 3 nuovi E-Jet Embraer. È  stata inoltre avviata la riconfigurazione delle cabine dei 10 Boeing B777 di lungo raggio, che verrà completata entro luglio con le 3 nuove classi di viaggio sui voli intercontinentali: Magnifica, con poltrone full flat, Classica Plus, la premium economy di Alitalia, e Classica con nuove poltrone ergonomiche. Entro la fine dell’anno è previsto l’ingresso di oltre 20 nuovi aeromobili - Airbus A330, Airbus A319 ed Embraer E-Jets - e la completa dismissione dei vecchi MD80. Il 2012 doveva essere l' anno del rilancio per Alitalia dopo tre anni passati in trincea a rimettere insieme i cocci di quel che restava della vecchia compagnia di bandiera fallita. E l' ingresso di Andrea Ragnetti, succeduto a Rocco Sabelli, alla cloche del vettore, doveva rappresentare un nuovo corso. I segnali che arrivano dalla sede di Fiumicino sono, al contrario, tutti negativi. La prima trimestrale del 2012, comunicata, si dimostra peggiore di quella 2011 segnata, a marzo, dal terremoto in Giappone. Un dato pesante anche se in linea con un settore che in Europa (vedi Air France-Klm e Lufthansa) perde a rotta di collo. Il risultato operativo di Alitalia è negativo per 109 milioni di euro (in flessione di 23) mentre il risultato netto è in rosso di 131 milioni (-43 sul 2011). In cassa restano 318 milioni mentre l' indebitamento sfiora ormai il miliardo di euro. E poco importa se Ragnetti ha fatto il suo ingresso in Alitalia ad aprile: oltre ai conti in rosso sulla testa della compagnia pende la spada di Damocle della cessione forzata di slot - i diritti di decollo - sulla rotta Linate-Fiumicino. Per questo il nuovo ad, incassato il via libera ad un (oneroso) turn-over, costato il posto ad alcuni dirigenti, avrebbe preso in mano l' accetta, pronto a tagliare con la scusa della crisi e degli slot circa 850-1000 dipendenti sugli attuali 14mila. Si tratta di una sorta di pressing per limitare i danni in caso di una sconfitta con l'Antitrust nella querelle su Linate. Ma anche un airbag per attutire l' impatto della crisi e del caro carburante che incide sui conti per 10 milioni di euro per ogni dollaro di spostamento del prezzo del barile. Recenti indiscrezioni pubblicate da “La Tribune parlavano di un passaggio di Alitalia nelle mani dei francesi, ma il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, ha smentito queste notizie in modo categorico precisando che “per fare un accordo bisogna essere in due, non c’è accordo senza convergenza delle parti”. Sarebbe interessante sapere nel caso i conti di Alitalia fossero stati in ordine in chiusura di 2011, come sarebbe stato lecito attendersi dopo la cospicua dote di cui la nuova compagnia era stata gratificata in partenza, se la reazione di AF/KL sarebbe stata differente. Per il momento dunque gli interessati non hanno alcuna intenzione di venire allo scoperto; da parte degli investitori italiani tutto tace, mentre Parigi continua a limitarsi a comunicati non eccessivamente compromettenti. Il fatto è che ormai tutti sanno che Alitalia da sola non ce la può fare e venendo a scadere nel gennaio 2013 la famosa clausola di blocco vendite qualcosa dovrà accadere. Se il gruppo franco-olandese avesse chiuso l’anno in positivo prevedere il passaggio di Alitalia sotto l’orbita di AF/KL sarebbe estremamente facile ma la perdita di 809 milioni di euro fatta registrare da Air France-Klm nel bilancio 2011 lascia presagire che almeno per il momento ci sia poca volontà di assumere la quota di controllo di Alitalia. Tutto può accadere, anche il passaggio di Alitalia sotto altro gruppo anche se indubbiamente quel 25 per cento detenuto da Parigi fa ritenere questa mossa altamente improbabile. A febbraio dello scorso anno si era parlato di un duello tra Alitalia e Lufthansa per conquistare Meridiana in crisi, poi il vettore sardo ha mantenuto la sua strada unendosi a Air Italy. Ora a distanza di un anno da questi avvenimenti e tenendo presente la crisi finanziaria a livello globale della quale non si intravede la fine, una previsione che si potrebbe fare è quella della suddivisione finale del mercato italiano fra Parigi e Francoforte: alla prima Alitalia-CAI, alla seconda Meridiana-Air Italy e così tutti rimasero felici e contenti. 

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