giovedì 31 maggio 2012

Fiscal compact spacca Ue

[Per poter abbracciare la luce ci sono delle volte in cui occorre rischiare l'oscurità.  Da  Minority Report]  Si sono aperti stamani i seggi in Irlanda per il referendum sulla ratifica del fiscal compact. La scelta è se proseguire con le politiche di austerity, restando agganciati al sistema Europa, oppure ribaltare il tavolo e varcare la soglia di un territorio inesplorato. Secondo gli ultimi sondaggi, il sì è largamente in testa, ma circa un terzo degli elettori si era detto ancora indeciso. Il nuovo trattato entrerà in vigore il 1º gennaio 2013. Ogni paese, dopo la ratifica del trattato, ha tempo fino al 1º gennaio 2014 per introdurre la regola che impone il pareggio di bilancio nella legislazione nazionale. Solo i paesi che avranno introdotto tale regola entro il 1º marzo 2014 potranno ottenere eventuali prestiti da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità. L'obiettivo, dopo l'entrata in vigore, è quello di incorporare entro cinque anni il nuovo trattato nella vigente legislazione europea. Nel referendum sul fiscal compact che si terrà giovedì 31 maggio in Irlanda il 39% voterà sì, il 30% no e il 31% ancora non lo sa. È quanto emerge da un sondaggio pubblicato  sul quotidiano irlandese Irish Times. Il primo ministro Enda Kenny, tuttavia, parlando a Portlaois ha invitato i sostenitori del sì al patto di bilancio a non esultare perché a suo parere negli ultimi giorni prima del voto gli indecisi si sbilanceranno verso il no. Sempre secondo il sondaggio di, il 77% degli irlandesi ritiene che siano uno o due i Paesi europei che prendono le decisioni in Ue, e di questi il 69% ritiene che il ruolo principale sia ricoperto dalla Germania e il 28% dalla Francia. Lo studio ha un margine d'errore di tre punti percentuali.  L'Irlanda è l'unico dei Paesi Ue aderenti al patto di bilancio che ha bisogno di ratificarlo tramite un voto nazionale. Se Dublino boccerà il fiscal compact, il patto entrerà in vigore ugualmente purché venga ratificato da almeno 12 Paesi, ma si tratterebbe comunque di un segnale politico all'Ue. Ai membri dell'eurozona che rifiutano il trattato verrà bloccato l'accesso a nuovi prestiti di salvataggio. Il Fiscal compact, formalmente Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria, noto anche come Patto di bilancio, è il trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance dell'unione economica e monetaria che è stato firmato il 2 marzo 2012 da 25 Stati dell'Unione europea. Esso contiene una serie di regole, chiamate “regole d'oro”, che sono vincolanti nell'UE per il principio dell'equilibrio di bilancio. Tutti gli stati membri dell'Unione europea hanno firmato il trattato il 2 marzo 2012 ad eccezione del Regno Unito e della Repubblica Ceca. Il trattato entrerà in vigore il 1º gennaio 2013 se in quel momento almeno dodici membri della zona euro l'avranno ratificato. La maggioranza degli stati membri dell'Unione europea partecipa all'unione economica e monetaria, basata sulla moneta unica, l'euro, ma la maggior parte delle decisioni riguardanti le tasse e la spesa pubblica rimangono di competenza del governo nazionale. Il controllo sulla politica fiscale è tradizionalmente considerato centrale per la sovranità nazionale ed oggi, sostanzialmente, non esiste un'unione fiscale tra stati indipendenti. Tuttavia l'UE ha poteri limitati in campo fiscale, relativi alla determinazione dell'aliquota IVA e delle tariffe del commercio estero e con la determinazione di un bilancio annuale di vari miliardi di euro. Proprio allo scopo di coordinare le politiche fiscali degli stati membri della zona euro è in vigore il Patto di stabilità e crescita.

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