lunedì 19 marzo 2012

Morto Demjanjuk, Klarsfeld, uno di meno

[Video meliora proboque: deteriora sequor. Vedo ciò che è meglio e lo lodo, ma faccio ciò che è peggio. Ovidio]  Il cacciatore di nazisti francese Serge Klarsfeld si è felicitato  per la morte di John Demjanjuk, sostenendo che “un mondo senza Demjanjuk è meglio di uno con Demjanjuk”. “Molto meglio, molto meglio. Uno di meno...”, ha aggiunto Klarsfeld, presidente dell'Associazione dei figli dei deportati di Francia, al telefono a Berlino. Un tribunale tedesco ha giudicato Demjanjuk colpevole per aver partecipato allo sterminio di oltre 28 mila ebrei nel lager di Soribor. John Demjanjuk, alias di Ivan Demjanjuk (in ucraino Іван Миколайович Дем'янюк; Dubowi Macharynzi, 3 aprile 1920 – Bad Feilnbach, 17 marzo 2012), è stato un militare ucraino naturalizzato statunitense, accusato di aver commesso crimini di guerra durante la seconda guerra mondiale. È accusato di aver partecipato alla morte di circa 29.000 persone nel campo di sterminio di Sobibor, in Polonia, fra il marzo ed il settembre del 1943. Inizialmente Demjanjuk fece parte dell'Armata Rossa; catturato dalle forze dell'Asse nel 1942 a seguito dell'operazione Barbarossa, venne reclutato dai nazisti come guardia nel campo di concentramento di Sobibor. Nel 1945 si arruolò nell'armata di Andrej Andreevič Vlasov, con cui combatté gli ultimi mesi di guerra in favore del Terzo Reich e contro l'URSS. Terminato il secondo conflitto mondiale, nel 1951 si recò insieme alla moglie e ai figli negli Stati Uniti ottenendo la cittadinanza statunitense nel 1958; negli States lavorò in una fabbrica d'automobili. Nel 1983 il governo israeliano chiese che Demjanjuk fosse estradato nel loro paese per essere sottoposto ad un giudizio come previsto dalla legge di castigo di nazisti e collaboratori del 1950. Fu estradato in Israele il 28 febbraio del 1986 e fu sottoposto a giudizio il 26 novembre dello stesso anno. Il 18 aprile 1988 viene dichiarato colpevole di tutti i reati dei quali era accusato, e una settimana dopo venne condannato a morte. Il verdetto venne tuttavia revocato il 29 luglio 1993 da cinque giudici della Corte Suprema israeliana, sulla base di dichiarazioni scritte da ex-guardie di Treblinka, secondo i quali il vero cognome di Ivan il Terribile era Marchenko, e non Demjanjuk, rilasciate dopo la seconda guerra mondiale ai sovietici, durante i processi penali contro i cittadini ucraini che avevano collaborato con i nazisti come forze ausiliari durante la guerra. Nel 1993 venne dunque scarcerato e riportato negli Stati Uniti, dove gli venne riconcessa la cittadinanza. Nel marzo 2009 è stato nuovamente concessa la sua estradizione dagli Stati Uniti alla Germania e il 14 aprile è stato arrestato. Una mozione presentata dal figlio alla corte d'appello è stata in seguito respinta, in quanto la corte non ha il diritto di rivedere le decisioni del dipartimento dell'immigrazione, che si era espresso contro la permanenza di Demjanjuk sul territorio statunitense. Giovedi 12 maggio 2011 John Demjanjuk è stato condannato dal tribunale tedesco a Monaco di Baviera per il ruolo avuto nell'uccisione di 27.900 persone nel campo di concentramento nazista di Sobibor. Dopo 90 sedute in 18 mesi la condanna è stata a 5 anni di carcere per associazione con i nazisti, circostanze che l’uomo, ha sempre negato ma John Demjanjuk 91enne non andrà in carcere data l'età. Questo era uno degli ultimi processi ad ex criminali nazisti: sempre nel maggio 2011 un altro processo è appena iniziato, in Ungheria, a carico del 97enne Sandor Kepiro.

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