martedì 27 dicembre 2011

A TAVOLA CON LA CRISI/1

[A tempu di pira: "zziu Pè! zziu Pè!", fineru i pira, e finì u ziu Pè. Nel momento(della raccolta dellepere): "zio Peppe! zio Peppe!". Finiscono le pere, e finì([il continuo chiamare) "zio Peppe!"] Per 7 chef su 10 (73%) sulle tavole degli italiani quest’anno trionferà la grande tradizione culinaria italiana. Una tendenza seguita anche dai cuochi nostrani più innovativi, i quali per l’occasione alleggeriranno e rielaboreranno i piatti che hanno fatto la storia della cucina italiana. Come lo chef romano Antonello Colonna, responsabile del ristorante Open Colonna, il quale afferma “Sono contro la moda, preferisco una cucina molto personale, legata ai sapori della cucina romana accompagnata da un pizzico di innovazione. Se tutti seguissimo le tendenze saremmo tutti uguali”. Perché preferire la grande tradizione a tavola? Per 1 chef su 2 (52%) i sapori classici trasmettono alla gente certezze e rassicurano, quello di cui più hanno bisogno in questo periodo. Ci sono inoltre cuochi che scelgono i piatti della tradizione perché ricreano l’idea della festa (44%) ed hanno un costo inferiore per la loro realizzazione (38%). Perché evitare di sperimentare a tavola in questo periodo? A detta degli chef ciò accade soprattutto per non disorientare i clienti (58%) e non eccedere con esperienze multisensoriali (41%). Quali sono i prodotti più utilizzati per la realizzazione delle pietanze natalizie? Lenticchie e ceci (73%), cotechino (66%), tortelli (46%), salmone (45%), cappone (41%), pomodori (47%), agnello (32%) sono alcuni tra gli ingredienti,n tipicamente italiani, che non possono mancare nel menù natalizio. Secondo gli chef, rispetto al passato, saranno usati meno il caviale (48%), le aragoste (37%), il tartufo bianco (33%), le ostriche (29%). A trionfare saranno i prodotti classici del Made in Italy accostati e rivisitati per l’occasione, che danno vita a delizie come, ad esempio, la mousse di cotechino con lenticchie e sedano, la zuppetta di triglie con ceci e gamberi rosa, la burrata di ricotta con pomodoro infornato caldo e gli anolini al brodo delle tre carni (biancostato, filetto e cappone). Una tendenza, quella di riscoprire i prodotti made in Italy, che riguarda anche il bere. Quest’anno secondo gli chef a tavola si brinderà con vini tipici del bel paese come l’Amarone (55%), il Moscato (47%), il Barolo (39%) e si consumerà meno champagne (22%) e super alcolici (16%). Al bando, quindi, le superficialità del lusso. “Una tavola piena di pietanze costose - afferma Matias Perdomo – non dà l’idea della festa, che viene trasmessa invece dai piatti della tradizione, realizzati con prodotti nostrani, legati al fattore della crisi ed al consumo nazionale”. [segue]

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