martedì 20 dicembre 2011

Chiude la nuova sala macchine di Roma-Fiumicino

[Poco rimane di quello che per noi stessi sognavamo da giovani. Ma il peso di quel poco! Elias Canetti] A partire dal primo gennaio 2012 Aeroporti di Roma sarà costretta a interrompere l'esercizio dell'impianto di smistamento bagagli in transito dell'aeroporto di Fiumicino, denominato NET 6000 e inaugurato a luglio 2010 con un investimento di 21 milioni di euro. Lo rende noto la società, precisando che il motivo è che le compagnie aeree, e in particolare Alitalia, da maggio non pagano il servizio ad Adr. Da gennaio verrà quindi riattivato il vecchio impianto di smistamento bagagli. L'Enac, ricorda Adr in una nota, ha disposto, da maggio 2011 a seguito di specifica istruttoria, l'importo dovuto dalle compagnie aeree per l'utilizzo del servizio NET 6000 e destinato alla sola copertura dei costi sostenuti da Adr. Ma “dal mese di maggio 2011 le compagnie aeree ed in particolare Alitalia, maggiore fruitore del servizio - sottolinea la società di gestione degli scali romani -, non rispettano quanto disposto dall'Enac e proseguono nel reiterato rifiuto del pagamento del corrispettivo dovuto ad Aeroporti di Roma per l'utilizzo del servizio NET 6000”. Il NET 6000 - ricorda Adr - è tra le più grandi piattaforme tecnologiche d'Europa capace di gestire oltre 6000 valigie l'ora ed è stato realizzato per rispondere con successo “alla crisi bagagli”, avvenuta nell'estate 2009, relativa ai problemi connessi al trattamento e smistamento dei bagagli in transito nell'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci. La Iata (Associazione internazionale del trasporto aereo) ha riconosciuto a luglio 2011 ad Adr un attestato per i risultati ottenuti. Il NET 6000 ha contribuito, inoltre, a migliorare la puntualità dei voli e, conseguentemente, le operazioni di scalo. Adr puntualizza quindi di non essere “responsabile dei disservizi relativi al trattamento dei bagagli dei passeggeri in transito sullo scalo Leonardo da Vinci causati alla chiusura del servizio NET 6000 e delle criticità dovute al ripristino delle condizioni operative precedenti”.

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