giovedì 24 novembre 2011

CASSA INTEGRAZIONE A PUNTA RAISI?

[Il pensiero successivo è immancabilmente più saggio. Euripide] In aeroporto non sinparla d’altro. Il personale Ap di Punta Raisi sono preoccupati per le voci che si inseguono sulla cassa integrazione. I primi di dicembre si sapranno le proposte che l’azienda farà ai sindacati, in attesa dell’editto cerchiamo di parlare del fatto del giorno. La casa integrazione è un intervento a sostegno delle imprese in difficoltà che garantisce al lavoratore un reddito sostitutivo della retribuzione. Se ne distinguono due tipologie: cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria Spetta agli operai, impiegati e quadri delle aziende industriali in genere, delle imprese industriali ed artigiane del settore edile e lapideo, esclusi gli apprendisti. Spetta in caso di sospensione o riduzione dell'attività produttiva dovuta ad eventi temporanei non imputabili all'imprenditore o ai lavoratori. Le imprese devono presentare la domanda presso gli uffici Inps competenti per territorio, entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in cui è iniziata la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. I moduli sono disponibili presso gli uffici Inps e sul sito www.inps.it, nella sezione “moduli”. Attenzione: ogni domanda per essere presa in esame deve contenere la documentazione indispensabile e le informazioni indicate sul modulo, come previsto dall’articolo 1, comma 783 della legge 296/06. L'integrazione salariale è pari all'80% della retribuzione complessiva che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate. Esistono limiti massimi mensili stabiliti ogni anno dalla legge. Attualmente i limiti sono i seguenti: 858,58 euro mensili per i lavoratori la cui retribuzione, comprensiva dei ratei della 13ª mensilità e delle altre eventuali mensilità aggiuntive (14ª, premio di produzione ecc.) è pari o inferiore a € 1.857,48 lordi mensili; 1.031,93 euro mensili per i lavoratori che hanno una retribuzione superiore a € 1.857,48 lordi mensili. Agli importi indicati deve essere poi detratta una percentuale pari al 5,84%. I periodi di cassa integrazione sono utili per il diritto e per la misura della pensione. Viene corrisposta al massimo per 13 settimane. Può esserci una proroga fino a 12 mesi e, in determinati casi, il limite è elevato a 24 mesi. LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA spetta agli operai, impiegati e quadri di: aziende industriali (anche edili); aziende appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione e dei servizi di pulizia (tali imprese devono avere più di 15 dipendenti nel semestre precedente la presentazione della domanda); imprese commerciali, di spedizione e trasporto, agenzie di viaggio e turismo che occupano più di 50 dipendenti, esclusi gli apprendisti e gli assunti con contratto di formazione; imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti; aziende di trasporto aereo. SPETTA quando l'azienda si trova in una delle seguenti condizioni: ristrutturazione; riorganizzazione; conversione; crisi aziendale; procedure concorsuali. LA DOMANDA deve essere presentata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in cui è iniziata la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro. L'intervento straordinario non si può chiedere se, per lo stesso periodo, è stato chiesto l'intervento ordinario. La scelta dei lavoratori da porre in Cassa Integrazione deve essere effettuata con il criterio della rotazione tra coloroche effettuano le stesse mansioni. Viene calcolato l'80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate. Attualmente i limiti sono i seguenti: 858,58 euro mensili per i lavoratori la cui retribuzione, comprensiva dei ratei della 13ª mensilità e delle altre eventuali mensilità aggiuntive (14ª, premio di produzione ecc.) è pari o inferiore a € 1.857,48 lordi mensili; 1.031,93 euro mensili per i lavoratori che hanno una retribuzione superiore a € 1.857,48 lordi mensili. Agli importi indicati deve essere poi detratta una percentuale pari al 5,84%. Viene corrisposta al massimo per 12 mesi in caso di crisi aziendale, 18 mesi in caso di procedure esecutive concorsuali e 24 mesi in caso di riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale. Complessivamente gli interventi ordinari e straordinari non possono superare i 36 mesi in un quinquennio.

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