martedì 15 novembre 2011

ADDIO FIAT

[Accatta caru e vinni mircatu. Compra a caro prezzo e vendi a buon mercato. Frase siciliana] La Fiat smetterà di produrre auto a Termini Imerese a partire dal 23 novembre, ultimo giorno di produzione. Lo rendono noto fonti sindacali dopo la comunicazione ufficiale fatta dal Lingotto alle Rsu di Fim Fiom e Uilm. Oggi gli operai della Fiat e dell’indotto sono in cassa integrazione. Il rientro in fabbrica é previsto domani. La produzione andrà avanti per altri 4 giorni, fino a mercoledì. Poi lo stop alle linee, per l’assemblaggio della Lancia Ypsilon. Gli operai saranno messi in cig fino al 31 dicembre. La notizia della chiusura arriva a 2 giorni dalla riunione nel ministero tra Invitalia, sindacati e Dr Motor, pronta a rilevare la fabbrica. Fim e Uilm hanno dato l’ok all’accordo; la Fiom ancora no. Ma a turbare il sonno dei sindacati ci sono anche altri fattori non meno rilevanti. Primo fra tutti, il bilancio 2010 del gruppo molisano che deve ancora essere approvato e ottenere il via libera dei revisori, dopo il piano di revisione che le banche creditrici hanno imposto a Di Risio in primavera. Un’attesa determinata dall’ultimo bilancio depositato, quello del 2009 che, come riporta il Sole24Ore, evidenziava un fatturato consolidato della capogruppo, la Dr Motor Company, di 47 milioni di euro (senza considerare il giro d’affari delle concessionarie che vendono vetture anche di altre marche e che non rientrano neppure nell’operazione di Termini), un utile operativo di 1,6 milioni e un utile netto di 35 mila euro. Nello stesso documento contabile, però, c’è anche una voce in rosso: i debiti a fine 2009 ammontavano infatti a 74 milioni di euro, 34 dei quali con le banche; la posizione finanziaria netta era negativa per 34 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto di poco meno di 10 milioni. Per questo una delle misure chieste dagli istituti di credito era l’aumento di capitale da 10 a 15 milioni; operazione che però ad oggi non è ancora stata fatta. Di positivo c’è che nel 2010 le vendite sono più che raddoppiate, toccando le 5 mila unità ma, nei primi otto mesi del 2011 questo trend non è stato confermato. Ed ecco l’altra questione: come può un’azienda con debiti superiori di quattro volte rispetto al patrimonio netto prendere le redini di uno stabilimento che, secondo gli accordi preliminari, richiederà investimenti per 125 milioni di euro?

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