domenica 12 giugno 2011

REPRESSIONE NEL BAHREIN

[Non si fa la felicità di molti facendoli correre prima che abbiano imparato a camminare. John Fowles] Più di 500 persone, per la maggior parte sciiti, sono stati arrestati in queste ultime settimane in Bahrein: lo ha denunciato Amnesty International appellandosi agli alleati occidentali del piccolo regno sul Golfo Persico e reagire con fermezza a questo ''degrado'' della situazione dei diritti umani. Il Bahrein, governato da una dinastia sunnita, è stato teatro da metà febbraio alla metà del mese scorso di manifestazioni senza precedenti in favore di riforme politiche fomentate da sciiti. Migliaia di cittadini del Bahrein sono scesi in piazza nel piccolo emirato del Golfo Persico per chiedere riforme politiche. Si tratta dell'ennesima protesta indetta da marzo dalla popolazione che è in maggioranza sciita, contro la gestione del potere da parte della famiglia al Khalifa, sunnita. La manifestazione non è stata autorizzata dal governo ma la polizia non è intervenuta per fermare le circa 10.000 persone che partecipano al raduno.

3 commenti:

  1. Le autorità del Bahrein hanno arrestato quattro giornalisti statunitensi che erano nel Paese per 'coprire' l'anniversario delle rivolte del 2011. L'accusa è di essere entrati nel Bahrein senza gli accrediti giornalistici e di aver "participato a raduni illegali". L'ambasciata Usa a Manama ha comunicato di "essere a conoscenza dell'arresto di 4 cittadini americani in Bahrein", senza aggiungere altro. Identità e media per i quali i 4 lavorano non sono stati resi noti. Secondo testimoni, uno degli arrestati è un fotografo che ha fatto filmati 'scomodi' a Sitra (sud della capitale), dove c'è la più consistente comunità sciita. Un comunicato della polizia, senza dire che i quattro sono americani, li accusa di aver indossato maschere, di essere coinvolti in disordini insieme a "elementi sovversivi", di aver compiuto vandalismi e attaccato le forze di polizia, di avere solo un visto turistico e non di lavoro. Le manifestazioni del 2011 in Bahrein furono le più estese di tutta la Penisola Arabica.

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  2. Un tribunale del Bahrein, paese a guida sunnita, ha condannato il leader spirituale della maggioranza sciita, sceicco Isa Qassim, a un anno di reclusione con la condizionale e gli ha sequestrato tutti i beni. Nel giugno 2016 le autorità di Manama avevano annunciato la revoca della cittadinanza allo sceicco Qassim. Successivamente nei confronti del leader sciita sono state mosse varie accuse, tra le quali raccolte illegali di fondi, riciclaggio di denaro e aiuto al terrorismo. La sentenza, inizialmente prevista per il 14 marzo, era stata rinviata al 7 maggio e quindi ad oggi. Nelle settimane precedenti alla sentenza, centinaia di persone si erano riversate nelle strade di Diraz, vicino alla casa dello Sceicco, per esprimere sostegno al leader. Anche oggi i sostenitori hanno invitato i manifestanti a riunirsi nelle moschee sciite del Paese.

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  3. In Bahrein centinaia di persone si sono riversate nelle strade di Diraz, vicino alla casa dello Sceicco Isa Qassim, per esprimere sostegno al leader spirituale della maggioranza sciita. Le proteste hanno fatto seguito all'annuncio dell'autorità giudiziaria di rinviare nuovamente la sentenza nel processo a carico del religioso, al 21 maggio prossimo. I dimostranti hanno ribadito la loro decisa volontà di proteggere Qassim dalle forze di sicurezza del Bahrein. Nel giugno 2016 le autorità di Manama avevano annunciato la revoca della cittadinanza allo Sceicco Qassim. Successivamente nei confronti del leader sciita sono state mosse varie accuse tra cui quella di raccolta illegali di fondi, riciclaggio di denaro e aiuto al terrorismo. La sentenza nei confronti di Qassim era stata fissata in un primo tempo il 14 marzo scorso, ma era stata poi rinviata al 7 maggio. Le proteste della comunità sciita contro la dinastia sunnita Al Khalifa sono state numerose nell'ultimo anno, e vi sono stati morti e feriti.

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