giovedì 23 giugno 2011

ITALIA A RISCHIO

[Il futuro? Ho già pronto il mio terzo album, ma non uscirà mai perchè è brutto. Il prosimo dunque sarà direttamente il quarto. Francesco Baccini] Moody's ha messo sotto osservazione il rating di 16 banche italiane in vista di un possibile taglio, in scia all'analogo provvedimento adottato nei confronti del rating sovrano dell'Italia. Moody's ha inoltre cambiato da stabili a negative le prospettive sul rating a lungo termine di altre 13 banche italiane di importanza non sistemica in modo da riflettere la “pressioni” sul merito di credito. “Siamo fiduciosi, molto. Aspettiamo venerdì”. Così il presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi Banca, Corrado Faissola, entrando all'esecutivo dell'Abi, ha commentato l'esito della sottoscrizione dell'aumento di capitale da 2 miliardi di euro che si chiuderà nei prossimi giorni. “Non abbiamo deliberato un'operazione di cartolarizzazione”. Il Cda “ha deliberato il quadro legale amministrativo fino a 14 miliardi di euro”. Lo ha detto l'a.d di Unicredit, Federico Ghizzoni, al termine del Cda. Premafin sottoscriverà l'aumento di capitale della controllata FonSAI arrivando a detenere una partecipazione nella compagnia “pari a circa il 35,5% del capitale con diritto di voto post aumento di capitale”. Il cda Premafin lo ha deliberato insieme alla “cessione, direttamente e indirettamente, a UniCredit di un numero di diritti di opzione tale da consentire la sottoscrizione da parte della banca di azioni ordinarie Fondiaria-SAI pari al 6,6% del capitale ordinario post aumento”. Moody’s bacchetta ancora l’Italia. L’agenzia ha messo sotto osservazione a lungo termine 16 banche italiane in vista di un possibile taglio del rating. Le banche i cui rating a lungo termine sono stati messi sotto osservazione sono Intesa Sanpaolo (con le controllate Banca Imi e CariFirenze), Mps (Siena e la controllata Mps Capital Services), Cassa Depositi e Prestiti, Banco Popolare, Bnl, Cariparma e Friuladria, Banca Carige, Banca Sella, Cassa di Risparmio di Bolzano, Cassa di Risparmio di Cesena, Banca Padovana Credito Cooperativo, Cassa Centrale Banca, Cassa Centrale Raiffeisen e l’Istituto Servizi Mercato Agroalimentare. Per alcune di queste – tra cui Mps, Banco Popolare e Carige – sono finiti sotto osservazione anche i rating a breve.Le 13 banche italiane il cui outlook è stato rivisto a negativo sono invece Ubi Banca, Credem, Credito Valtellinese, Bancaperta, Banca delle Marche, Italease Banca Agrileasing, Banca Popolare Alto Adige, BancApulia, Banca Popolare di Cividale, Banca Tercas, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e la Banca Popolare di Spoleto. Alcune banche, come Unicredit e la Popolare di Milano, non sono state oggetto di provvedimenti perché hanno già prospettive negative sui rating. Il banchiere ha precisato che non si tratta di un'operazione atta a esigenze di capitale ma “è un cuscinetto di liquidità che dopo la crisi del 2008 con Lehman, tutte le banche tendono ad avere”. Un'operazione di questo tipo “non ha alcun impatto sul patrimonio”. La Banca d'Italia chiede una modifica normativa sulle banche popolari che preveda, fra l'altro di “elevare i limiti al possesso azionario, soprattutto per le popolari quotate”. È quanto afferma il vicedirettore generale della Banca d'Italia Anna Maria Tarantola nell'audizione alla commissione finanze del Senato secondo cui sarebbe “opportuno prevedere che lo statuto delle banche popolari si attesti su un numero di deleghe superiore a quello in media rilevato dalle nostre analisi”. Nessuna preoccupazione per Finmeccanica dal fatto di essere messa sotto osservazione da Moody's. “Il credit watch di Moody's - ha spiegato il direttore generale e direttore finanziario Alessandro Pansa - riguarda le società il cui azionariato è partecipato dal governo. Non siamo preoccupati perchè la nostra struttura finanziaria è e rimane solida. Non esiste un problema di difficoltà o peggioramento”.

2 commenti:

  1. Il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare la circolare della Banca d'Italia che contiene le misure attuative per la trasformazione della banche popolari in Spa. La riforma per gli istituti bancari è stata varata dal governo nel 2015. Il Consiglio di Stato ha anche rinviato a una prossima camera di consiglio la trattazione nel merito della questione, dopo che la Corte costituzionale si sarà pronunciata sulla legittimità della riforma stessa. Secondo il Consiglio di Stato, sulla limitazione del diritto di recesso per i soci, la circolare Bankitalia sulla trasformazione delle Popolari in spa presenta "profili di non manifesta infondatezza" di legittimità costituzionale e "appare affetta da vizi derivati nella parte in cui disciplina l'esclusione del diritto al rimborso"."I provvedimenti impugnati (e la disciplina legislativa sulla cui base sono stati adottati) incidono direttamente su prerogative relative allo status di socio della banca popolare, così presentando profili di immediata lesività".

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  2. È stato condannato a 8 anni e due mesi l'ex presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi, al processo per la maxi truffa ai danni del ramo assicurativo Carige Vita Nuova. La sentenza è stata letta dopo circa due ore di camera di consiglio. Lo scorso novembre il pm Silvio Franz aveva chiesto per lui la condanna a sei anni. Berneschi sarà sottoposto alla libertà vigilata per tutta la durata della condanna. Per Berneschi il tribunale ha disposto la confisca di 26 milioni. Berneschi e il commercialista Andrea Vallebuona sono stati condannati anche al pagamento di una provvisionale per le parti civili di un milione e 800 mila euro. La maxi truffa consisteva nel far acquistare dal ramo assicurativo della banca immobili e quote societarie di imprenditori compiacenti a prezzi gonfiati per reinvestire le plusvalenze all'estero. La truffa avrebbe fruttato a Berneschi e agli altri imputati circa 22 milioni. Erano accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, riciclaggio, falso. "Mancava mi sparassero". Queste le prime parole dell'ex presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi uscendo dall'aula dove, pochi minuti prima, il presidente Merlo ha letto la sentenza che lo ha condannato a 8 anni e 2 mesi di reclusione. "In verità mi aspettavo l'ergastolo" ha poi aggiunto l'ex presidente rispondendo a chi gli chiedeva se si fosse aspettato una condanna superiore a quanto aveva chiesto il pubblico ministero (sei anni). Il Cda di Banca Carige ha deciso di chiedere agli azionisti di avviare un'azione di responsabilità con risarcimento danni anche contro l'ex presidente Giovanni Berneschi, Cesare Castelbarco e Piero Montani. Il Cda ha votato due relazioni dei legali. Era quasi certa quello contro i precedenti amministratori, non quella contro l'ex presidente. La decisione sarà dell'Assemblea convocata per il 28 marzo. Nei prossimi giorni la banca farà conoscere le due relazioni in cui è confluita la documentazione per le operazioni per cui l'istituto si ritiene danneggiato. Tra queste anche la richiesta di un risarcimento di 1,2 miliardi che Carige intende chiedere all'ex presidente Cesare Castelbarco e all'ex ad Piero Montani, per la vendita delle due compagnie di assicurazione al fondo americano Apollo. Contro Berneschi, Carige intende procedere per alcune operazioni che avrebbero danneggiato l'istituto, tra cui quelle per le quali Berneschi è finito sotto processo e per le quali rischia una condanna fino a sei anni.

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