martedì 29 marzo 2011

Nuovo capo dello Shin Bet

[Quando i potenti litigano, gli umili sono nei guai. Fedro] Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha scelto un nuovo capo dello Shin Bet (il servizio di sicurezza interno) in sostituzione di Yuval Diskin, che a maggio completerà un mandato di sei anni. Prenderà il suo posto il suo ex vice, Yoram Cohen. Con questa nomina Netanyahu ha completato il serrato avvicendamento ai vertici dei principali servizi di sicurezza che ha visto le nomine di Tamir Pardo alla guida del Mossad e del gen. Beny Gantz come Capo di stato maggiore dell'esercito. Shin Bet è il "Servizio di sicurezza generale" (in pratica, un'agenzia di intelligence per gli affari interni dello stato di Israele). Il nome ufficiale sarebbe in realtà Shabak (in lingua ebraica, שב"כ shabak ascolta, acronimo di "Shérūt Bītāhōn Klālī" שירות ביטחון כללי, che significa appunto Servizio di sicurezza generale). Il suo motto è "מגן ולא יראה," ovvero: "(Scudo di) difesa che non sarà visto".È una delle tre principali organizzazioni di spionaggio israeliane, assieme ad Aman (intelligence militare delle IDF) e al celeberrimo Mossad (responsabile della gestione della raccolta di intelligence nelle operazioni all'estero).

1 commento:

  1. Centinaia di palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane hanno deciso, al termine di 41 giorni, di interrompere lo sciopero della fame dopo avere ottenuto, secondo quanto dichiarato dai loro rappresentanti, garanzie sul miglioramento delle condizioni di detenzione. L’iniziativa è stata sospesa il giorno dell’inizio del Ramadan, il mese islamico di digiuno quotidiano dall’alba al tramonto. L’accordo sarebbe stato concluso con lo Shin Bet, l’agenzia di intelligence per gli Affari interni dello Stato di Israele.“Il direttore dello Shin Beth” ha detto Qaddura Farès, presidente dell’associazione per la difesa dei prigionieri palestinesi, “ha annunciato al governo, e i detenuti sono stati informati dalle autorità penitenziarie, che accettava la maggior parte delle rivendicazioni ma che sarebbero state applicate solo senza la pressione dello sciopero della fame”. L’astensione dal cibo, cominciata il 17 aprile scorso da Marwan Barghouthi, soprannominato il “Mandela palestinese dai suoi seguaci, condannato all’ergastolo per il suo ruolo nella seconda Intifada, era stata poi condivisa da quasi 800 detenuti. dettagli dell’intesa non sono stati ancora comunicati.

    RispondiElimina