sabato 12 marzo 2011

Carini contro le gabelle di Berlusconi

[Si rischia tanto a credere troppo quanto a credere troppo poco. Denis Diderot] Il consiglio comunale di Carini, su iniziativa del capogruppo di Carini Futura, Giuseppe Badalamenti (nella foto), ha deciso di autoconvocarsi per discutere del pedaggio autostradale che il governo Berlusconi avrebbe deciso di mettere. Carini è la prima,sperando che non sia l’unica, città a ribellarsi alle gabelle di Berlusconi. Bisogna mobilitarsi per bloccare il provvedimento del governo Berlusconi che dal 1 maggio introdurrà il pagamento del transito nelle autostrade del comprensorio. L’appello è di Giuseppe Panettino, consigliere comunale del Pd a Borgetto, che invita tutti i politici locali ad attivarsi per fermare una nuova e ingiusta tassa che graverà sulle tasche dei cittadini. Panettino fa pure un’autocritica nei confronti degli esponenti del suo Partito: “nel Pd -dice – in pochi si muovono per contrastare questo provvedimento ”. Speriamo che da questa iniziativa possa nascere un movimento politico contro le bugie di Berlusconi. Se il popolo scende in piazza, ben venga, vuol dire che ha capito il vero senso della democrazia. Ma scendere in piazza per il pedaggio autostradale ci sembra pretestuoso. Esistono altri mille motivi più validi per impiantare una protesta: l'aumento indiscriminato della Tarsu; le sigarette sempre più care; i biglietti Amat fra i più cari d'Italia; la benzina diventata un lusso; il pane, bene primario, fa impennare l'inflazione; la burocrazia lenta e corrotta; la mafia sempre presente (malgrado gli ottimi risultati della catturandi); la sanità pubblica sempre più colabrodo ... Ma se l'ultima gabella messa da Silvio è l'occasione per scendere in piazza,allora ben venga, ma alle prossime elezioni non bisogna dimenticare i danni fatti da Berlusconi e dalla sua cricca. Far slittare l'avvio dei pedaggi in Sicilia al 31 aprile 2013 con tariffe più basse, eventuali esenzioni, e comunque solo dopo che la rete autostradale siciliana sia potenziata e messa in sicurezza. E' quello che chiede Livio Marrocco, capogruppo di Fli all'Ars, a proposito dei nuovi pedaggi annunciati dal governo nazionale nei raccordi autostradali siciliani. Marrocco ha inviato una mozione al governatore siciliano Raffaele Lombardo ed all'esecutivo regionale, sollecitando un intervento a Roma per "scongiurare l'avvio dell'iter". Nei prossimi giorni verrà lanciata pure una petizione contro i pedaggi, balzello "non condivisibile per il degrado in cui versa la maggior parte delle autostrade siciliane". A partire da maggio, per andare a Punta Raisi o per entrare a Palermo da Villabate, si dovrà pagare un pedaggio autostradale. Una vera rivoluzione che colpirà migliaia di automobilisti siciliani. In base al decreto del presidente del consiglio( grazie Silvio, ma non dovevi fare pagare meno tasse agli italiani?), che ha già individuato le autostrade gestite dall’Anas “da sottoporre al pagamento”, solo in Sicilia sono soggetti al pedaggio 425 chilometri di autostrade, pari al 45 per cento dell’intera rete di Anas. I pedaggi, infatti, sono previsti sulla A19 Palermo-Catania, A29 Palermo-Mazara del Vallo, A29 direzione Alcamo-Trapani, A29 diramazione per Birgi, A29 raccordo diramazione per Punta Raisi e A29 diramazione per via Belgio. Il costo sarebbe di 1,50 euro a tratta. Quindi, chi abita, ad esempio, a Carini e lavora a Palermo pagherebbe tre euro per andare e tornare. Novanta euro al mese per 20 giorni di lavoro. Non ci saranno caselli, ma un sistema di rilevazione automatica attraverso un bollino prepagato sul parabrezza. In mancanza di tale bollino, la multa sarà inevitabile. Anas, però, non guadagnerebbe nulla da questa operazione, perché la somma dei pedaggi verrà defalcata dai trasferimenti statali alla società. in questo modo, il governo nazionale, vorrebbe recuperare trecento milioni di euro. E circa la metà arriverà proprio dalla Sicilia.«Una follia. – afferma il consigliere del Pd, Maurizio Pellegrino – questo vuol dire che tratte metropolitane frequentate ogni giorno da decine di migliaia di pendolari saranno a pagamento, stravolgendo la vita di quanti hanno acquistato una casa nell’hinterland e si spostano per lavoro».

Nessun commento:

Posta un commento