giovedì 10 febbraio 2011

LO SFONDA PAPERE

[Meglio una bionda oggi che una gallina domani. Da “A Beautiful mind”]
“Io resisto, il giudice ultimo è il popolo”. Berlusconi in un'intervista al 'Foglio' torna sulle inchieste delle ultime settimane a suo carico e aggiunge: si tratta di inchieste degne della Ddr, a Milano vogliono lo scandalo internazionale'. 'C'è un golpe morale', aggiunge. 'Io pecco, ma i neopuritani vogliono l'autoritarismo. Non è un mio sfogo dire eversione politica, ma un giudizio tecnico'. E ai presidenti di Province e Regioni dice: via l'Udc dalle giunte locali a guida Pdl. ''E' il momento che tutto sia posto, nei modi propri, nelle mani dei supremi garanti della legalità costituzionale''. È quanto chiede il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, di fronte al ''punto di non ritorno” e al ''disastro istituzionale incombente e possibile'' cui si è giunti con il caso. Ruby, dopo la richiesta di giudizio nei confronti del premier e la reazione ''furente'' di quest'ultimo. ''E' arrivato il giorno del furore, quello dello scontro violento e totale, tra Silvio Berlusconi e i pm milanesi che hanno indagato il presidente del Consiglio per il cosiddetto 'caso Ruby''', scrive Tarquinio in un commento di prima pagina intitolato '”Nelle mani dei supremi garanti”. ''E noi vorremmo provare a chiedere, senza troppa speranza - prosegue -, a tutti gli altri attori politici e polemici di sgombrare scena e piazze e di lasciare 'sola' l'evidenza del disastro istituzionale incombente e possibile''. Secondo Tarquinio, ''siamo a un disperante punto di non ritorno, con i magistrati che parlano di prova evidente della doppia colpa (concussione e prostituzione minorile) imputata al capo del governo e questi così certo di una manovra ordita ai suoi danni da voler denunciare lo Stato''. ''Il male minore, a questo punto - conclude il direttore del giornale dei vescovi -, è che tutto si consumi presto e senza forzature. È il momento che tutto sia posto, nei modi propri, nelle mani dei supremi garanti della legalità costituzionale''. Per la Procura di Milano è stata raccolta la ''prova evidente'' contro Silvio Berlusconi. E così è stata inviata al gip Cristina Di Censo la richiesta di giudizio immediato per il premier, accusato di concussione e prostituzione minorile, per la vicenda con al centro Ruby, la giovane marocchina ospite, tra tante belle ragazze, delle presunte feste a luci rosse ad Arcore. Richiesta contestata da Niccolo' Ghedini, legale del Presidente del Consiglio, che l'ha bollata come ''totalmente infondata''. In 782 pagine, raccolte in due volumi, i pm milanesi questa mattina hanno trasmesso al giudice la ''fotografia'' uscita dalle indagini di quel che accadeva a Villa San Martino prima e dopo le serate organizzate, secondo gli inquirenti, dall'agente dei vip Lele Mora, dal consigliere regionale Nicole Minetti e anche dal direttore del tg4 Emilio Fede: avrebbero reclutato modelle, show girl, ex meteorine e altre 'stralette' per le serate 'hard' . Giovani che poi sarebbero state ricompensate con denaro - buste, ad esempio, con dentro 5 mila euro - e regali, come piccoli gioielli, ma anche appartamenti come quelli nel residence di Via Olgettina.

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