martedì 14 dicembre 2010

Punta Raisi scopre di non essere sicura

[MEGLIO SOVRANI ALL'INFERNO CHE SERVI IN PARADISO. Willem Dafoe (Earl Copen) in Animal factory]
Caos oggi a Palermo per via delle proteste degli studenti contro il governo Berlusconi e il ministro Gelmini. Intorno alle 11 oltre 500 studenti medi ed universitari hanno bloccato l'aeroporto Falcone-Borsellino. Gli studenti, arrivati con la linea metropolitana, sono riusciti ad eludere i controlli e circa 50, attraverso la sala degli arrivi, sono arrivati alla pista. Subito dopo però la polizia li ha accompagnati fuori dall'aeroporto dopo una piccola sosta nell'area di parcheggio degli aeromobili. Gli studenti erano riusciti ad entrare attraverso una porta scorrevole posta nella zona degli arrivi, e controllata dall'interno con fotocellule, che si era aperta quando un passeggero era uscito. I ragazzi sono poi riusciti a forzare i controlli della Guardia di finanza ed arrivare fin sulla pista. In quel momento, spiega la Gesap, la società che gestisce i servizi dello scalo, non c'erano aerei né al decollo né in arrivo. Che non ci fossero aeroplani non giustifica la gravità del fatto accaduto, la sicurezza in aeroporto non esiste. Nel frattempo un altro lunghissimo corteo, formato da circa diecimila ragazzi, sta bloccando il traffico nel sottopassaggio che congiunge la zona della Cala con il porto di Palermo. Gli studenti, che hanno già occupato la stazione ferroviaria, stanno bloccando tutti e tre gli accessi al porto di Palermo, i cui cancelli erano stati chiusi. Circa 250 studenti degli istituti medi superiori e della facoltà di Scienze dell'università sta bloccando il traffico nella stazione ferroviaria di Palermo, occupando i binari. I manifestanti partecipano a uno dei tre cortei indetti a Palermo per protestare contro la riforma Gelmini e contro il Governo, in concomitanza con il voto di fiducia. Gli studenti che hanno proclamato per oggi il "Blocchiamo tutto day" minacciano anche di paralizzare il traffico cittadino e i collegamenti con le autostrade. Gli studenti espongono uno striscione con su scritto "Blocchiamo tutto, que se vayan todos". Una considerazione va comunque fatta. I giovani, futuro dell’Italia, stanno dimostrando di essere più coraggiosi dei padri che si lamentano, dopo aver votato ripetutamente, di Berlusconi. Una volta a scendere in piazza erano i sindacati, oggi preferiscono tirare la giacchetta al Brunetta di turno.

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