giovedì 30 dicembre 2010

Facebook supera Yahoo!

[UNA VOLTA IL RIMORSO VENIVA DOPO, ADESSO MI PRECEDE. Ennio Flaiano] Facebook supera Yahoo! e diventa il terzo sito web più frequentato, dietro a Google e Microsoft. Lo scrive ComScore, una società specializzata del settore. Secondo ComSCore, Facebook ha ottenuto 647,5 milioni di visitatori unici a novembre, superando Yahoo! (630,3 milioni di visitatori unici). Google è di gran lunga in testa con una penetrazione del 73,8% , cioè 970,1 milioni di visitatori davanti ai siti Microsoft (869,4 milioni e 66,2%). I grandi numeri di Facebook, fra cui i 500 milioni di utilizzatori, potrebbero spingerla in Borsa prima di quanto la stessa società vorrebbe. La legge federale impone infatti che un'azienda con 500 azionisti si registri presso la Sec e renda pubblico il proprio bilancio. Lo riporta il New York Times, sottolineando come l'aumento degli scambi di titoli in società non quotate, quali Facebook e Twitter, abbia destato l'interesse della Consob americana che ha chiesto ai partecipanti di tale mercato alcune informazioni. Nel 2008 la Sec ha permesso l'emissione di un numero limitato di azioni per i propri dipendenti senza doverle registrare. Per evitare pressioni, e quindi la pubblicazione dei propri risultati finanziari e lo sbarco in Borsa, Facebook ha chiesto ai propri dipendenti di limitare il numero di titoli in vendita. Facebook ha - in base ai calcoli di SharesPost - un valore di mercato di 42,37 miliardi di dollari, ovvero un valore più che triplicato negli ultimi 12 mesi. Il vero rivale di Yahoo! è Facebook e non Google, titolare del motore di ricerca più grande al mondo. Lo afferma l'amministratore delegato di Yahoo!, Carol Bartz. "Il nostro maggiore competitor - spiega Bartz, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg - è Facebook più di Google". Il numero degli utilizzatori di Facebook ha superato quota 500 mln e il valore della società - in base ai dati di SharePost - è di 40 mld di dollari. Yahoo! ha una capitalizzazione di mercato di 22,1 mld di dollari.

8 commenti:

  1. C'è anche la sede milanese tra le 5 di cui Yahoo ha annunciato la chiusura assieme a un taglio di dipendenti pari a circa il 15% della forza lavoro totale. È questa la cura dimagrante annunciata dall'azienda americana che conta di risparmiare 400 milioni di dollari all'anno e di tornare a una crescita modesta nel 2017 e 2018. Il gruppo Internet ha anche detto che valuterà "alternative strategiche". Yahoo ha spiegato che come parte del piano strategico, è stata presa una decisione difficile ma necessaria per ridurre la forza lavoro in modo da allineare le risorse a una maggiore efficacia e posizionare il gruppo per un futuro più forte". Yahoo ha aggiunto che "nelle settimane a venire fornirà maggiore chiarezza" ai dipendenti "che sono colpiti da queste decisioni". Con la chiusura dell'ufficio a Milano e di quelli a Dubai, Città del Messico, Buenos Aires e Madrid, Yahoo conta di finire il 2016 con circa 9mila dipendenti e meno di mille contractor, ossia una forza lavoro che è per il 42% più piccola di quella del 2012. Intanto la cessione di asset non strategici come brevetti e immobili dovrebbe generare nel 2016 1-3 miliardi di dollari. Il quarto trimestre del 2015 è terminato con una perdita di quasi 4 miliardi e mezzo di dollari a causa della svalutazione di vari asset tra cui Tumblr. Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione sono stati pari a 13 centesimi, in calo dai 30 dello stesso periodo del 2014 ma in linea con le stime. I ricavi sono creciuti dell'1,6% a 1,27 miliardi, leggermente sopra le previsioni degli analisti. L'intero 2015 ha visto una perdita per 4,351 miliardi contro gli utili per 7,532 miliardi del 2014. Il fatturato è salito del 7,57% a 4,968 miliardi.

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  2. Microsoft si e' incontrato con alcuni dei papabili acquirenti di Yahoo! alla ricerca di un sostegno da parte del colosso di Redmond per la loro offerta al motore di ricerca. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, sottolineando che gli incontri sono stati organizzati dagli acquirenti e che Microsoft non si e' impegnata al versamento di risorse economiche. Sale il pressing su Yahoo! e il suo amministratore delegato, Marissa Mayer. L'hedge fund Starboard, uno dei maggiori azionisti di Yahoo con l'1,7%, nomina nove direttori al consiglio di amministrazione del motore di ricerca, accusandolo di "aver fallito nel presentare risultati agli azionisti. Cambi significativi al board sono necessari", perché l'attuale consiglio di amministrazione "rifiuta di accettare i significativi cambi necessari" a Yahoo!. Starboard cerca di fatto la rimozione dell'intero consiglio di amministrazione di Yahoo! e, se avrà successo, le chance di una vendita e uno smantellamento di Yahoo! aumenteranno. Ma Yahoo! si impegna a rivedere la lista di nomi presentata dall'hedge fund Starboard per sostituire l'intero consiglio di amministrazione della società. Lo afferma la stessa Yahoo!. Starboard, che controlla l'1,7% del motore di ricerca, ha presentato una lista con nove nomi, aumentando la pressione sull'amministratore delegato Marissa Mayer. "Rilanciare questo business è molto difficile" e, anche se il cda deve restare aperto dice Starboard, "ci sono acquirenti interessati e credibili", afferma Starboard. Le banche che sono al lavoro con Yahoo! hanno contatto alcuni potenziali acquirenti, incluso Verizon, IAC/InterActiveCorp, Time, e le società di private equity TPG e KKR. Il processo è nelle fasi iniziali e potrebbe concludersi con una vendita dell'intera società o di alcune sue parti. Yahoo! sta incontrando difficoltà nel piano di rilancio. L'arrivo di Mayer nel 2012 aveva lasciato sperare in una svolta che, pero', non e' mai arrivata. Yahoo! ha continuato a perdere terreno nei confronti di Google e Facebook, restando indietro soprattutto in termini di raccolta pubblicitaria.

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  3. Nuova bufera su Yahoo!, dopo la vicenda del furto di milioni di informazioni private da parte di un gruppo di hacker. Il gruppo guidato da Merissa Mayer avrebbe in gran segreto scannerizzato centinaia di milioni di indirizzi di posta elettronica dei propri utenti mettendoli a disposizione degli 007 Usa, dall'Fbi alla National Security Agency. A rivelarlo l'agenzia Reuters, che cita fonti vicine al dossier, tra cui due ex dipendenti del gigante del web. 
 Per gli esperti si tratterebbe del primo caso in cui una società fornitrice di servizi internet acconsente alle agenzie di intelligence Usa di controllare tutte le emai in arrivo, compresi gli allegati. Mentre Yahoo! si sarebbe opposta a consentire l'accesso alle email già immagazzinate o allo scanner di alcuni account in tempo reale. Non è chiaro quale tipo di informazioni gli 007 stessero cercando. 
E secondo le fonti, l'amministratore delegato Merissa Mayer avrebbe obbedito alla richiesta di informazioni da parte degli 007 in contrasto con alcuni dei vertici di Yahoo!. E a questo episodio andrebbe legato l'addio del giugno 2015 di uno dei top manager del gruppo, Alex Stamos, allora a capo della Information Security. Ruolo che ora svolge all'interno di Facebook. Non si e' fatta attendere la reazione di Esward Snowden, la 'talpa' più famosa d'America rifugiata in Russia, colui che fece esplodere lo scandalo del 'Datagate'. Con un appello su Twitter, Snowden invita tutti gli utenti di Yahoo! a chiudere i loro account dopo l'ennesimo scandalo. E si, perché è la seconda tegola che cade sulla leadership di Yahoo! in poche settimane. E in un momento delicatissimo di svolta, in cui si sta completando l'acquisto del pioniere di internet da parte del colosso Usa delle tlc Verizon, per ben 4,8 miliardi di dollari. Proprio per non rischiare di mandare a monte le trattative con Verizon, la numero uno di Yahoo Merissa Mayer avrebbe tenuto nascosto per mesi l'attacco hacker attraverso cui sarebbero stati rubati dai e informazioni private a 500 milioni di utenti. E il New York Times qualche giorno fa rivelava - citando fonti interne al gruppo - la scarsa attenzione prestata da Mayer al problema della cybersicurezza. Ora la sua permanenza alla guida di Yahoo! anche dopo l'acquisto da pare di Verizon non è più così scontata.

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  4. Marissa Mayer, numero uno di Yahoo, ancora nel mirino. Stavolta con l'accusa di discriminare i dipendenti maschi del gruppo, in alcuni casi fino al loro licenziamento. La nuova polemica - che arriva dopo il 'furto' dei dati di mezzo miliardo di utenti Yahoo da parte di hacker e dopo il caso delle centinaia di milioni di email scannerizzate e passate agli 007 Usa - nasce dalla denuncia sporta da un ex manager. Questi fu 'cacciato' dalla Mayer nel 2015, dopo tre anni e mezzo di servizio, e nella causa presentata alla corte di San Jose', in California, accusa la Ceo di aver adottato un sistema di valutazione dei dipendenti che penalizza fortemente la componente maschile. 

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  5. Le difficoltà per Yahoo! non accennano a diminuire. Il colosso chiude il terzo trimestre con un utile di 162,8 milioni di dollari, o 20 cent per azione, sopra le attese degli analisti. I ricavi core, al netto delle commissioni pagate ai partner per il traffico web, sono calati del 14% a 857,7 milioni di dollari, mostrando il protrarsi dei problemi del motore di ricerca. Si tratta infatti del settimo calo in otto trimestri. Aumentano così i dubbi sul futuro dell'accordo con Verizon. La società di telecomunicazioni resta convinta di voler procedere con l'acquisizione di Yahoo!, ma secondo indiscrezioni avrebbe chiesto maggiore chiarezza sul cyberattacco che ha portato al furto dei dati di 500 milioni di persone. Le informazioni ricevute al riguardo sono scarse e, Verizon ritiene che l'indagine interna a Yahoo! si stia muovendo lentamente. "Sono soddisfatta dei risultati del terzo trimestre. Abbiamo lanciato diversi nuovi prodotti e mostrato una solida performance finanziaria. Oltre agli sforzi per rafforzare l'attività, siamo impegnati a preparare l'integrazione con Verizon'' afferma l'amministratore delegato, Marissa Mayer.

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  6. I guai non finiscono mai per Yahoo. Il gigante del web ha ammesso di aver subito un altro colpo da parte degli hacker - distinto da quello svelato lo scorso settembre - che avrebbe portato al furto di dati relativi a oltre un miliardo di account personali. Il cyber-attacco risalirebbe all'agosto del 2013 e l'entità dei danni sarebbe circa il doppio del caso venuto alla luce pochi mesi fa, quando il dito fu puntato su pirati informatici collegati a governi stranieri, come la Russia e la Cina. Tra le informazioni rubate nella in questa nuova puntata della guerra nel cyber-spazio ci sarebbero password, domande di sicurezza (quelle effettuate per identificare gli utenti che accedono ai servizi web come la posta elettronica), indirizzi email, date di nascita, numeri di telefono. Per il gruppo californiano di Sunnyvale, una volta pioniere del web, si tratta di un nuovo durissimo colpo di immagine che potrebbe avere gravi ripercussioni sull'accordo con Verizon, il colosso Usa delle tlc che ha acquistato Yahoo per circa 4,8 miliardi di dollari e che ora potrebbe essere deciso più che mai a ricontrattare l'intesa chiedendo un sostanziale sconto. Si tratta inoltre dell'ennesima grana per Merissa Mayer, controversa numero uno di Yahoo che avrebbe dovuto rilanciare il gruppo e che invece sta gestendo la sua fine come finora lo abbiamo conosciuto. Anche il futuro della manager nell'ambito delle nozze con Verizon potrebbe essere a questo punto più che mai incerto, con una sua conferma per nulla scontata come si pensava qualche mese fa. Nelle contrattazioni after hours a Wall Street il titolo di Yahoo ha perso oltre il 2%.

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  7. Yahoo! sarebbe finita nel mirino della SEC, l’equivalente della nostra Consob, per la questione dei cyber-attacchi subiti dal colosso internet nel 2014, che violarono gli account di ben 50 milioni di utenti e furono invece confermati dal gruppo solo due anni dopo. Lo rivela il Wall Street Journal citando proprie fonti, che parlano dell’avvio di un’inchiesta a dicembre 2016. Secondo la Securities and Exchange Commission, la società non sarebbe stata “tempestiva” nel comunicare al mercato quanto accaduto, nonostante la normativa vigente imponga l’immediata segnalazione dei rischi non appena conosciuti. Yahoo! alla chiusura del mercati USA, ha annunciato anche conti sopra le attese: l’utile per azione (EPS) è salito a 25 cent dai 13 cent dell’anno prima, superando le attese degli analisti che indicavano un EPS di 21 cent. I ricavi sono lievitati a 1,47 miliardi da 1,27 miliardi, superando il consensus di 1,38 miliardi. La big del web ha però annunciato un allungamento della tempistica per la cessione dei suoi asset “core” a Verizon, , fra cui il motore di ricerca, Yahoo! Sport, Yahoo! Notizie, il servizio email, Flickr e Tumblr, che slitta al secondo trimestre del 2017, mentre originariamente era attesa la chiusura delle trattative già nel primo trimestre dell’anno.

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  8. Tra il 2015 e il 2016, 32 milioni di acconti di utenti Yahoo! sono stati violati attraverso l'uso di cookie contraffatti, software grazie ai quali si può entrare in un profilo senza bisogno di conoscere la password. E' quanto si ricava dal report annuale di Yahoo! inviato alla Sec (la Consob statunitense), dove si evidenzia che tali cookie sono stati invalidati dalla compagnia, così da non poter essere più usati per accedere agli account. "Riteniamo che alcune di queste attività - si legge nel documento - siano collegate allo stesso attore, sponsorizzato da uno Stato, ritenuto responsabile dell'incidente di sicurezza del 2014". Il riferimento è al maxi-attacco hacker in cui sono stati coinvolti almeno 500 milioni di utenti di Yahoo. Nel 2013 Yahoo era stata vittima di un altro cyberattacco, reso noto solo nel dicembre scorso, che aveva compromesso più di un miliardo di account. Per questo attacco, ritenuto distinto da quello del 2014, la compagnia non ha rilevato intrusioni.

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