martedì 14 dicembre 2010

ARABI CONTRO PALESTINESI

[VEDI,CARA,L'AMORE E' UNA COSA, IL SESSO UN'ALTRA. E LA ROBA CHE FACCIAMO NOI COME SI CHIAMA? Ellekappa]
Due anni fa, mentre la Lega Araba tentava una difficile mediazione tra governo libanese e Hezbollah per porre fine alla più grave crisi in 20 anni, l'Arabia Saudita proponeva agli Usa di occupare Beirut per "distruggere Hezbollah". Lo si legge in un dispaccio dall'ambasciata americana di Riad pubblicato da Wikileaks. Il 14 maggio 2008 in Libano venivano temporaneamente rimosse le barricate sulla strada che collega Beirut all'unico aeroporto internazionale del Paese, per far passare una delegazione della Lega Araba guidata da Amr Mussa impegnata nella mediazione per disinnescare la peggiore crisi interna dai tempi della guerra civile (1975-1990), costellata di scontri armati e morti. Lo stesso giorno, il principe Saud al-Faisal, ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita, proponeva una "forza araba" sostenuta dalle "forze aeree e navali" Usa e con la "copertura" dell'Unifil per "distruggere" Hezbollah in Libano. Lo si legge in un dispaccio dall'ambasciata americana di Riad pubblicato da Wikileaks. La proposta venne avanzata in un incontro con il consigliere speciale statunitense per l'Iraq, David Satterfield, recconta l'ambasciatore Usa a Riad, Ford Fraker. "La vittoria di Hezbollah a Beirut significherebbe la fine del governo Siniora e la 'conquista' del Libano da parte dell'Iran", spiega Saud ai diplomatici Usa: "L'esercito libanese - fedele al governo - è troppo fragile. Serve mettere in sicurezza Beirut, serve una forza araba da schierare in città, con il supporto dell'Unifil, che non sta facendo nulla, mentre Usa e Nato dovranno fornire equipaggiamenti e copertura aerea e navale". La proposta "ha il 'forte' sostegno del premier Fuad Siniora, ne sono al corrente il segretario della Lega araba, Amr Mussa, Giordania e Egitto", dice Saud, escludendo contatti con la Siria, "a che servirebbero?". La battaglia per Beirut, rispetto agli altri fronti su cui l'Iran sta espandendo la propria influenza, è "la più facile da vincere", assicura il responsabile saudita. Gli americani si dissero "scettici" sull'efficacia militare del piano e sui possibili sostegni da parte della comunità internazionale, Onu in testa, pur assicurando uno "studio" sull'ipotesi. Quello pubblicato da Wikileaks non è il primo pacchetto di file su Riad: nei giorni scorsi hanno fatto scalpore le accuse Usa all'Arabia Saudita di essere il 'bancomat' del terrorismo internazionale, da al Qaida a Hamas. Oggi, i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) - Arabia Saudita, Bahrein, Emirati arabi uniti, Oman, Qatar, Kuwait - hanno sottolineato la necessità "di lavorare per prosciugare le fonti di finanziamento ai gruppi terroristici", si legge nel documento finale del vertice. Da Wikileaks, una rara e certo imbarazzante visione della 'dolce vita' saudita, o meglio, dei principi sauditi: ''Dietro la facciata del conservatorismo wahabita nelle strade, la vita notturna della elite giovanile è fiorente e palpitante''. Ovvero: sesso, droga e rock & roll. Ad affermarlo, in un cablo del novembre 2009, è il console americano a Gedda Martin Quinn, riferendo di un party in occasione dell'americanissima celebrazione della notte di Halloween nella dimora di un giovane principe a Gedda, a cui erano presenti anche dei funzionari del suo consolato. Il 'quadretto' è ben dettagliato. Si parla di molto alcol, che, ''severamente proibito dalla legge e dai costumi sauditi, è presente in abbondanza, in un bar fornito di liquori di marca''. Di ''molte prostitute'' presenti tra i circa 150 invitati, diversi dei quali, ''mascherati, ballano in coppia e sui tavoli'' al ritmo di musica dance. E anche di ''cocaina e hashish comuni in questo tipo di eventi'', anche se nel caso in questione, precisa Martin, mancano ''testimonianze dirette''. Una precisazione che però lascia intuire abitudini del genere nella vita sociale di molti dei circa 10 mila principi della famiglia reale, che godono di grandi privilegi, cominciando da una notevole indulgenza da parte degli agenti della severissima Commissione per la promozione della virtù e della prevenzione del vizio. Queste feste, aggiunge infatti il console Martin, sono ''possibili perché la polizia si tiene a distanza solo quando i party includono la presenza o il patrocinio dei reali sauditi e dei loro sudditi più fedeli''. Questo tipo di vita sembra interessare però anche i giovani sauditi 'comuni', visto quanto afferma in un dispaccio di pochi mesi dopo sempre il consolato Usa a Gedda, riferendo del successo di serial tv come 'Casalinghe disperate' e 'Friends', o di talk-show come il 'Late Show' di David Letterman. In Arabia Saudita, questi programmi vengono trasmessi senza censura e con sottotitoli in arabo dal canale Mbc 4, che è di proprietà saudita ma trasmette da Dubai. Nel documento si riferisce di informazioni secondo cui questo genere di intrattenimento Tv funziona meglio dei programmi ufficiali anti-estremismo dell'emittente sponsorizzata dagli Usa al-Hurra, che dal 2003 è costata finora quasi 500 milioni di dollari. Il fascino di star come Eva Longoria, Jennifer Aniston e David Schwimmer suscita molto di più l'interesse dei ragazzi sauditi per tutto ciò che è occidentale, perché ''i sauditi sono molto interessati al mondo esterno e tutti vorrebbero studiare negli Usa, potendo. Sono affascinati dalla cultura statunitense come mai prima''. Quantomeno, stando ai commenti di due dirigenti di media sauditi in un colloquio con un diplomatico americano, riferito nel “cable” ora accessibile a tutti.

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