sabato 18 dicembre 2010

Ancora sacrifici in Grecia

[IL PROPRIETARIO DELLA MACCHINA TARGATA NEW YORK BL758367458999999947362884745657 8954125963657784", E’ PREGATO DI SPOSTARLA. LA SUA TARGA STA BLOCCANDO IL TRAFFICO. Bill Dana]
Moody's ha messo sotto osservazione per un possibile declassamento il rating della Grecia. Al momento l'agenzia le assegna il rating Ba1. Le dimostrazioni di piazza in Grecia 'sono preoccupanti', per questo è importante che gli oneri vengano distribuiti tra la popolazione. È questa la posizione del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) espressa da Caroline Atkinson. Confermando che il Board dell'Fmi rivedrà il programma per la Grecia, Atkinson ha voluto sottolineare l'importanza che 'ci sia in Grecia una equa distribuzione degli oneri, ossia che i ricchi paghino le tasse'. Le nuove misure di aggiustamento previste dal bilancio greco per il 2011 presentato in Parlamento sono di 6,1 miliardi di euro. E ciò a causa della revisione al rialzo dei disavanzi del 2009, al 15,4%, e del 2010, al 9,4% del Pil. Tutte le risorse necessarie saranno trovate attraverso interventi strutturali per ridurre le spese e gli sperperi, dalla lotta all'evasione fiscale e dall'aumento dell'Iva. Le nuove misure di aggiustamento previste dal bilancio greco per il 2011 presentato oggi in Parlamento sono di 6,1 miliardi di euro. Le istituzioni finanziarie, specie quelle europee, devono ''avere la capacità di agire in modo deciso'' sulle banche in difficoltà. Lo ha detto il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, nel suo intervento allo European Banking Congress. ''I problemi delle banche sono all'origine della crisi dell'Irlanda, che sta negoziando un'assistenza finanziaria da parte della Ue, del Fmi e della Bce''. Il fabbisogno della Grecia è calato nei primi 11 mesi del 2010 a 21,4 miliardi di euro dai 27,5 miliardi dello stesso periodo 2009. Lo ha comunicato la banca centrale di Atene in una nota, precisando che le entrate sono aumentate a 45,5 miliardi dai 43,2 miliardi precedenti, mentre le uscite sono diminuite a 59,6 miliardi dai 64,4 miliardi dell'anno prima.

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