domenica 18 luglio 2010

Il compagno Raffaele

[LA VITA NON HA ALCUN OBBLIGO DI DIRCI QUELLO CHE CI ASPETTIAMO DA LEI. Margaret Mitchell]
Piccoli segnali di ripresa economica che fanno ben sperare per una Regione, come la Sicilia, povera e martoriata,considerata fanalino di coda di tutte le Regioni d’Italia, che ha sempre vissuto gravi problemi di occupazione, di emigrazione dei propri giovani, dove si è dovuto sempre fare i conti con la privazione di tutto: un territorio privo di infrastrutture,come strade ed autostrade, privo di ospedali seri e decenti in ogni sua città, di scuole ed Università che avviassero gli studenti seriamente al lavoro, priva infine dello stesso lavoro per i nostri giovani. Raffaele Lombardo (nella foto) lancia la Regione in investimenti economici, con l’acquisto di navi, auto, aerei, treni: un’occasione unica di rilancio della regione Sicilia specialmente, secondo noi, nell’incrementare il clientelismo. Il governatore-imprenditore punta ad entrare nel business dei trasporti marittimi, sostiene imprenditori che vogliono realizzare auto a Termini Imerese al posto della Fiat e, con società controllate, è pronto ad entrare anche nel settore ferroviario e aereo. E’ questa la tela di Lombardo imprenditore, che vuole vincere la sua scommessa di sviluppo con affari nei quali entra la Regione puntando, anche, a sfruttare i fondi pubblici, con l’utilizzo, dei finanziamenti statali ed europei per i prossimi dieci anni, pari a 1, 3 miliardi di euro, elargiti a questo scopo alla regione Sicilia per il suo sviluppo. Lombardo fa finta di non conoscere la storia della regione imprenditrice che è stata sempre un fallimento pagato dai contribuenti. Non si capisce perché dovrebbe andare diversamente oggi: i dirigenti sono sempre gli stessi burocrati con stipendi da nababbi, la classe politica è sempre un misto di confusione grammaticale e avvisi di garanzia in corso. Di conseguenza siamo sicuri del sicuro insuccesso. Con l’affare Tirrenia-Siremar,e non solo, Lombardo punta a diventare il nuovo leader del socialismo reale, morto in tutto il mondo rinato in Sicilia, rilevare una flotta che dà lavoro a 6 mila persone, mentre dal fronte dell’auto il governatore autonomista attua la scelta del futuro della Fiat di Termini Imerese, accettando la proposta di Gian Mario Rossignolo, imprenditore piemontese, che in Sicilia verrebbe a realizzare auto di lusso. Ultimo tassello della Regione imprenditrice riguarda l’Azienda Siciliana Trasporti, con un piano di investimenti nel settore ferroviario e in quello aereo, con treni da utilizzare nelle città metropolitane o sulle tratte già ammodernate. L’Ast se vuole misurarsi su altre e inedite attività di intermodalità oltre a quella del TPL e diventare un grande gestore della modalità regionale dovrà continuare il suo percorso di privatizzazione oggi spa a totale capitale pubblico che gli consente di fare i conti con le norme sulla liberalizzazione ma anche con il risanamento dei conti di bilancio. La regione deve all’Ast 25 milioni, previsto dal nuovo dal nuovo piano industriale a parziale risanamento delle perdite delle quote di rimborso e di ricapitalizzazione, per la garanzia delle attività in essere delle linee e dei servizi attualmente svolte. L’Azienda trasporti potrebbe ancora investire non solo nei servizi a terra, ma anche con l’affitto di aerei per collegamenti regionali con le isole di Lampedusa e Pantelleria. Insomma c’è poco da rallegrarsi, la demagogia e la retorica fanno da padroni, mentre a livello nazionale si predica una cura dimagrante nei conti pubblici, in Sicilia si sparano grandi progetti per evitare di parlare dei reali problemi regionali.

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